A settantasette anni le feste non sono più quelle di una volta. Non perché manchino le luci o le musiche o i dolci: quelli ci sono ancora. Ma perché, quando ti siedi a tavola, ti accorgi che alcune sedie restano vuote, e non per un ritardo. Ci sono voci che non rimbombano più nella stanza, mani che non cercheranno le nostre, risate che non torneranno. E questa è una verità che non si addolcisce, non si nega, non si trucca. Si accoglie. Si guarda dritta negli occhi.
E allora?
Allora si vive. Si vive con più cura, con più gratitudine, con più coscienza di prima.
Perché a settantasette anni il tempo non è più un oceano immenso davanti a noi. È piuttosto un vino prezioso rimasto nella bottiglia: meno di prima, forse, ma più buono. Più intenso. Da assaporare lentamente, senza sprecarne neanche una goccia. A quest’età si impara – finalmente! – a dire di no alle sciocchezze, alle corse inutili, ai doveri imposti da altri. Si impara a scegliere il bello, l’affetto vero, le risate sincere, la pace conquistata, quella che non si baratta con niente.
E allora le feste, anche se fanno un po’ male, diventano anche una prova di forza: sono un modo per dire al tempo “Io ci sono ancora”.
Sono un brindisi a chi non c’è più, ma anche a chi resta, a chi ci ama, a chi abbiamo amato e ameremo ancora. Sono un modo per ricordare che il cuore non ha età, che la curiosità non si spegne, che la voglia di raccontare, di ascoltare, di esserci… continua.
Arriva l’Epifania e, come dice il proverbio, “porta via tutte le feste”.
Va bene. Le porti via pure.
Ma non si porterà via la voglia di vivere. Non si porterà via la dignità di chi è arrivato fin qui con cicatrici, sì, ma anche con una quantità enorme di ricordi, di storie, di esperienze. Non si porterà via la consapevolezza di essere ancora qui, e questo – alla nostra età – non è mai scontato. È un privilegio.
A settantasette anni si può essere stanchi, sì. A volte fragili. A volte un po’ spaventati.
Ma si può anche essere fieri, orgogliosi, teneramente ostinati.
Si può guardare avanti senza illusioni, ma con coraggio.
E dire alla vita: “Ti bevo fino all’ultima goccia. Finché ci sei, io ci sono.”
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