NON È UNA STORIA DI ZOMBIE, di Stefania Toniolo, ha vinto il Premio Amazon Storyteller 2024.

Quando gli zombie incontrano i social, vince la fama o la fame?
Essere famosi non è facile: non hai privacy, i passi falsi non sono contemplati e nessuno conosce chi sei davvero.
E poi c’è quella storia del perdere la testa.
Il che è davvero un grosso problema.
Soprattutto se sei uno zombie.
Zack è un diversamente vivo, attrazione in uno zoo della Georgia, e desidera solo essere visto.
Purtroppo l’America si è stufata degli zombie, e l’unica sua prospettiva sembra una pensione a forma di proiettile.
Di certo non si aspetta di incontrare un insopportabile e misterioso Inglese che lo vuole portare in TV…
Catapultato nello sfavillante mondo dell’intrattenimento, Zack non crede alla propria fortuna: gli umani lo amano e lo trovano divertente. Per stare a galla nello show business è disposto a perdere qualche pezzo, ma fino a che punto potrà rinunciare alla sua natura?
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Incuriosita dalla cover, dall’autrice, dal premio meritatamente vinto e dalla stima che circondava questa storia anche prima della vittoria, ho voluto affrontare “Non è una storia di zombie”. Ecco, io gli zombie non li am(av)o mica. Non ho visto TWD, neanche un fotogramma. Né i film di Romero. Poi, la pandemia ci ha messo del suo: non siamo diventati mostri, ma l’idea di un’apocalisse contagiosa l’abbiamo vista realizzarsi e quindi… Quindi ho adorato Zack e i suoi ragionamenti, così come ho adorato Colin e anche Mary/Romera. Lavoro in tv e ho ritrovato tutti i meccanismi perversi della ricerca spasmodica di audience. Mi sono sentita partecipe anche di quell’illusione che abbiamo già abbondantemente sfatato: che da un disastro si esca migliori. No. Non succede. Ma al netto di questo, Zack è un personaggio adorabile e la sua storia è coinvolgente, emozionante, commovente e divertente. Una volta che la inizi non la molli più. Non serve che ve lo consigli io, ma lo faccio: leggete questo libro. Merita.

Copertina: elaborazione Canva di due immagini (fotografia di Laura Costantini, di proprietà della stessa; cover del libro recensito).

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Copertina: elaborazione Canva della foto di Laura Costantini (di proprietà della stessa) e della cover del libro recensito.