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L’Artiglio Arcobaleno: 8, di Dustin Lance Black

Bianco, uomo, eterosessuale: semplici etichette, che però, spesso, garantiscono diritti preclusi ad altri.
La storia della nostra società è – ed è sempre stata – costellata di lotte per il riconoscimento e l’affermazione di quei diritti. Lotte necessarie per ricordare al mondo che, a dispetto delle differenze e delle etichette, dinanzi alla legge meritiamo tutti di essere uguali.
Il 4 novembre 2008, in seguito a un referendum conosciuto col nome di Proposition 8, lo Stato della California abolì il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, introdotto dalla Corte Suprema degli Stati Uniti a maggio di quello stesso anno. Con lo stesso provvedimento tutti i matrimoni fino ad allora contratti furono dichiarati nulli.
Nel 2009, gruppi di attivisti e singoli cittadini si unirono alla lotta di due coppie gay e dei loro avvocati nel chiamare in giudizio lo Stato della California presso la Corte Federale nel tentativo di far dichiarare l’iniziativa incostituzionale.
8 è il racconto di quel processo, narrato direttamente dalle voci dei suoi protagonisti. È la celebrazione di un momento cruciale nella storia dei diritti civili ma, soprattutto, è un monito per tutti coloro che continuano a lottare per vedere riconosciuti quei diritti.


Titolo: 8.
Autore: Dustin Lance Black.
Genere: Sceneggiatura, Teatro.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 3,99 (eBook); euro 9,06 (copertina flessibile).

Interessante * * * *

Si tratta di una sceneggiatura che si inserisce nella grande tradizione del teatro e del cinema civile americano (cose come Il ponte delle spie o Spotlight, per intenderci). Si gioca soprattutto su aspetti finemente legali e forse un po’ ostici per il gusto italiano.
Quindi mi pare opportuno ricostruire qual è stato nello specifico argomento l’itinerario di una come me, nata nel 1950. Quando ero ragazzina, da noi di omosessualità si parlava poco o niente. Addirittura non tutti conoscevano l’esistenza del lesbismo, o almeno fui io ad informare della cosa mia madre, all’epoca in cui i supplementi di educazione sessuale delle riviste femminili mi fornirono finalmente alcune informazioni di base. Già allora capii che non si trattava affatto di rapporti contro natura, anche se solo nel 1990 l’OMS depennò tali pratiche dal prontuario delle malattie mentali e abbiamo dovuto aspettare tempi molto recenti perché lo stesso avvenisse per la transessualità. Se ciò valeva per i massimi livelli della professione medica, non può stupire che l’opinione comune non se ne sia tuttora fatta convincere. Del resto io stessa ancora non riesco a credere che la Cirinnà la scorsa legislatura sia riuscita davvero a portare a casa la legge sulle unioni civili, una legge imperfetta, visto che non prevede neanche l’adozione del figlio del partner, ma che comunque è un primo passo avanti di compromesso. E speriamo che nessuno osi toccarla. Ovviamente parlare di matrimonio fra persone dello stesso sesso in Italia continua a sembrare un sacrilegio, visto che d’abitudine si concepisce solo per la famiglia di tipo tradizionale.
Proprio di questo, invece, si parla in 8. E la cosa più interessante per me è stata l’evoluzione del giudice Walker, di nomina repubblicana, che sulla base di argomenti legali arriverà a riconoscere il diritto al matrimonio di tutti i cittadini.

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Maria Teresa Siciliano

Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

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