Esiste una magia che solo chi scrive storie può toccare con mano. Sei lì che elabori una storia (quelli bravi dicono plotti) e vai raccogliendo idee e suggestioni come sassolini e conchiglie su una spiaggia. Ero dalle parti del Canada (con la mente), immersa nella realtà dei nativi americani e ho realizzato che mi serviva una creatura mitologica da rielaborare. Il problema era che avevo in mente una precisa figura: un serpente. Non uno qualsiasi, non di grandezza normale, ma un serpente.

Comincio a fare ricerche e mi imbatto in una simpatica (si fa per dire) creaturina: l’unktehila o uktena. Approfondisco e scopro che per i Sioux, prima della comparsa dell’uomo, il mondo sarebbe stato popolato da rettili enormi, alcuni dotati di corna, altri simili a serpenti acquatici oppure a enormi lucertole. State pensando la stessa cosa che ho pensato io: chi glielo aveva detto ai Sioux che sono esistiti i dinosauri? E non basta. La loro leggenda continua: per impedire che gli unktehila distruggessero tutti gli altri esseri, intervennero per ordine divino gli Uccelli del Tuono che usarono i loro fulmini per surriscaldare laghi e fiumi uccidendo gli esemplari più grandi mentre, sempre secondo la tradizione orale tramandata, gli unktehila più piccoli sopravvissero per poi diventare gli attuali serpenti e lucertole.
Gli amanti della paleontologia applicata alla cripto-zoologia collegano gli Uccelli del Tuono agli pterosauri, rettili volanti dalle enormi aperture alari, mentre gli unktehila sarebbero stati plesiosauri (rettili acquatici dal corpo tozzo, con un lungo collo e piccole zampe simili a pinne) e mosasauri (serpenti di mare con una grande bocca e con gli arti utilizzati come pinne natatorie). Una conferma all’idea che i nativi americani fossero dei paleontologi ante-litteram verrebbe dalla scoperta che i Sioux raccoglievano ossa enormi affioranti dal terreno, ritenendole dotate di poteri speciali e adoperandole per riti di guarigione.

01 – SNAKE

Tutto questo aveva un’utilità per il mio romanzo?
No, anche perché i miei nativi non erano Sioux, ma Ojibwee, però il tema era troppo appassionante per mollarlo. E continuando a studiare ho scoperto che gli unktehila (noti come serpenti cornuti) appaiono nella mitologia di molte, se non tutte, le culture dei nativi americani. Generalmente descritti come creature antidiluviane, precedenti alla comparsa dell’uomo e fisicamente simili a enormi rettili, possono essere dotati di grandi corna e di una pelle coriacea e squamata. Alcune tradizioni li dipingono come enormi lucertole, altre come altrettanto grandi serpenti rendendoli molto vicini, per simbologia e rappresentazione, ai draghi europei e asiatici e come loro, a seconda delle molte variazioni regionali, associati all’acqua, alla pioggia, ai fulmini, al tuono o al fuoco.

L’antropologo James Mooney (QUI) descrisse così il mitologico rettile:
Quelli che lo conoscono riferiscono che l’uktena è un enorme serpente, largo quanto il tronco di un albero, con corna sulla sua testa e una luminosa, sfolgorante cresta simile ad un diamante sulla sua fronte, con scaglie che ardono come scintille di fuoco. Esso ha anelli o macchie colorate lungo la sua intera lunghezza, e non può essere ferito eccetto che puntando alla settima macchia dalla testa, perché è sotto questa macchia che si trovano il suo cuore e la sua vita. Lo scintillante diamante è detto ulun’suti, trasparente, e colui che lo riesce a conquistare può diventare il più grande taumaturgo della tribù. Ma è un’impresa che vale la vita, giacché chiunque sia avvistato dall’uktena è così abbagliato dal suo bagliore luminoso che corre verso il serpente invece di tentare la fuga. Come se non bastasse, il respiro dell’uktena è così pestilenziale che nessuna creatura può sopravvivere se inala anche la più piccola quantità dell’aria malsana emessa.

02 – SIOUX WATER MONSTER

Mi ci stavo avvicinando. L’ostacolo maggiore era verificare se la creatura potesse aver fatto parte della tradizione orale dei miei nativi canadesi. Ho scoperto che gli unktehila proliferano nelle storie e nelle credenze delle tribù indigene delle foreste sud-orientali e dei Grandi Laghi. E prendono le forme più diverse: per il popolo Muscogee (o Creek, situati negli Stati Uniti sud-orientali) il Serpente Cornuto sarebbe un rettile acquatico ricoperto di squame iridescenti e cristalline, con un singolo grande cristallo sulla fronte (sì, richiama il mito euro-asiatico delle pietre di drago, preziosi cristalli che si troverebbero nella testa dei draghi). Secondo le ricerche dell’antropologo John R. Swanton (QUI) sulle tradizioni del popolo Muscogee: “Questo serpente vive nell’acqua e ha corna come quelle di un cervo. Non è un serpente malvagio… non attacca gli uomini ma sembra avere una capacità magnetica sulle prede.
Per le popolazioni native dell’Alabama il Serpente Cornuto si chiama tcinto såktco o “pesce-aragosta”, mentre per il popolo Yuchi (situato nella Tennessee Valley) è una figura talmente sentita che le raffigurazioni più recenti arrivano sino al 1905. Fra le popolazioni Cherokee, ritroviamo, per il Serpente Cornuto l’appellativo uktena.

03 – HORNED SERPENT

Tutto perfetto, ma sui Grandi Laghi esisteva? E come lo chiamavano?
Ho continuato a cercare tra dizionari della lingua ojibwee e siti dedicati e… Bingo (QUI)!
Nome: Mishi-ginebig
Affiliazione tribale: Ojibway, Algonquin, Ottawa, Menominee, Shawnee, Crees
Conosciuto anche come: Grande Serpente, Wewiwilemita Manetu
Tipo: Mostro del lago, serpente
Mishi-ginebig è un serpente cornuto sottomarino, comune alle leggende della maggior parte delle tribù algonchine (e quindi anche dai miei Ojibwee/Ojibway), che si dice si nasconda nei laghi e mangi gli esseri umani. Il nome misiginebig significa letteralmente Grande Serpente nelle lingue Anishinabe.
Avevo la mia creatura mostruosa e, se vorrete conoscerla più da vicino, dovete aspettare dicembre di quest’anno, quando uscirà il mio nuovo romanzo dark-fantasy.

Credits immagini
01 è da pixabay free
02 dal British Museum disegno di J. Carver 1766 che descrive un mostro acquatico Sioux
03 dal sito archeologico di SanRafael Swell nello Utah
04 la foto Snakerock (copertina) viene dallo stesso sito

I libri di Laura Costantini li trovate QUI