La cassetta degli attrezziRubriche

La cassetta degli Attrezzi: come si scrive un giallo, di Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti

“Un libro giallo non parla di omicidi ma della restaurazione dell’ordine.” Phyllis Dorothy James.

“Nei vostri romanzi il caso non ha alcuna parte, e se qualcosa ha l’aspetto del caso, ecco che diventa destino e concatenazione.» Friedrich Durrenmatt, La Promessa.

Corsi e ricorsi storici. Se c’è una cosa che ci contraddistingue, nel bene e nel male, è il bisogno di cimentarci sempre in nuove avventure. Dopo anni di televisione siamo approdate alla commedia romantica assaporandone molti aspetti; ora, a distanza di cinque anni, cambiamo nuovamente sponda e riapprodiamo al giallo con il quale ci eravamo cimentate ai tempi della fiction.

In fondo si tratta di scrivere sempre di rapporti umani, è solo l’ottica che muta.  Se nella commedia romantica si investiga sulle relazioni amorose fra i due protagonisti, nel giallo si indaga sulle relazioni interpersonali dopo il “fatto”, il “crimine”.
L’intera narrazione nel giallo tende, come dice la James, a ripristinare l’ordine stabilito dopo che è stato commesso un delitto. Trovare il colpevole serve proprio per rimettere ogni casella al suo posto.
Fin qui è tutta teoria, ma vediamo un po’ come procedere per costruire la storia. Teniamo ben presente che senza un piano criminale ben congegnato non avremo mai un buon giallo.

Può risultare molto utile fare uno schema nel quale inserire i dati della nostra storia.
Cominciamo col costruire la back del nostro assassino. Domandiamoci perché ha commesso il delitto, ossia quale è il suo  movente.
Ricordiamoci che se vogliamo scrivere un buon giallo il colpevole non deve essere il maggiordomo, bensì un personaggio che il pubblico conosce, che ha un ruolo all’interno della vicenda.
Poi  scriviamo sulla nostra scheda, nel dettaglio, tutto quello che succede durante l’omicidio.
A questo punto avremo uno schema del genere:

BACK

Assassino    —–>    movente

Delitto

Ricordiamoci che, come in ogni romanzo che si rispetti, quello che interessa di più il pubblico sono le relazioni umane, quindi è giunto il momento di decidere chi sarà il nostro investigatore. In questo caso abbiamo solo due scelte:
a)   Investigatore professionista (e qui rientrano tutti i corpi di polizia, i carabinieri e gli investigatori privati).
b)   Investigatore casuale (parliamo delle varie Signore in giallo, insegnanti, medici, agenti immobiliari, giornalisti , avvocati etc).
Nel primo caso, saremo facilitati  nelle indagini, in quanto sarà perfettamente normale che il “poliziotto” venga chiamato a indagare su un crimine. Nel secondo, bisognerà trovare un motivo verosimile per far sì che il nostro investigatore dilettante voglia indagare per conto suo, nonché bisognerà scusare il perché la polizia investiga marginalmente.

Investigatore professionista
PRO
Non si deve scusare il perché indaga
Può usare le armi
È verosimile
Nelle indagini può avere accesso ad alcune informazioni più facilmente
CONTRO
Bisogna conoscere bene le procedure del corpo a cui appartiene
È molto abusato

Investigatore casuale
PRO
Va di moda ed è meno scontato
Ha una capacità di empatizzare con chi ha subito il delitto maggiore
CONTRO
Bisogna trovare un modo per rendere le sue indagini verosimili
Deve essere supportato da qualcuno che lavori in polizia
Bisogna trovare un motivo valido sul perché la polizia non indaga

Una volta messo a fuoco che tipo di investigatore abbiamo scelto, dobbiamo capire quale è nella nostra storia la “posta in gioco”, ossia cosa succederà se l’assassino non verrà preso, se l’ordine delle cose non verrà ristabilito, chi   soffrirà e come.

A questo punto sappiamo cosa è successo, perché, chi ha qualcosa da perdere e chi indaga. Per sviluppare la trama dovremmo fermarci e fare un passo indietro. Cominciamo a pensare ai protagonisti della nostra storia scrivendo una loro biografia dettagliata. È chiaro che più i personaggi saranno sfaccettati con zone di ombra e di luce, più la storia sarà avvincente. Scrivendo le loro biografie seminiamo dei possibili indizi per creare le false piste e permettere al lettore di fare le sue ipotesi. L’ideale è riuscire a creare una storia dove tutti (o quasi tutti) i personaggi potrebbero aver commesso il crimine.
Qui rientrano in ballo le strutturaliste.
Se siamo riuscite a fare tutto questo, saremo anche in grado di fare una linea temporale che segua tutte le vicende fino alla scoperta dell’assassino per ogni personaggio.
Non ci resta che verificare la nostra trama confrontandole fra di loro.
Ancora un appunto: in un giallo usando più punti di vista possiamo dare al lettore un vantaggio rispetto all’investigatore e questo escamotage spesso è usato per creare una buona suspense.
Per concludere :

1)   Una trama avvincente senza falle
2)   Una bella posta in gioco
3)   Un investigatore verosimile
4)   Un colpevole credibile
5)   Una scrittura con ritmo e suspense
6)   Una bella ambientazione

Un ultimo consiglio: i gialli sono “brutte bestie”, tutto deve ritornare. Datevi un tempo di pausa prima di fare la revisione. Basta anche una settimana per poter prendere le distanze dal testo e rendersi conto degli errori fatti per porvi rimedio.
A questo punto buon lavoro.

Gli articoli della Rubrica La Cassetta degli Attrezzi

N. B. Le immagini sono state reperite nel web.

Post precedente

L'Artiglio Rosa: Ciuffi, Calvano, Hoang

Post successivo

L'Artiglio Arcobaleno: Witt, Mayne, Bernardinello

Elisabetta Flumeri Gabriella Giacometti

Elisabetta Flumeri Gabriella Giacometti

“Ciao, io sono Gabriella e tu?”
“Elisabetta”
“E di che segno sei?”
“Scorpione”
“Davvero? Anch’io! Sento che diventeremo amiche…”

1 Commento

  1. Lidia Calvano
    3 settembre 2018 at 7:28 — Rispondi

    Sempre molto puntuali e interessanti i consigli di Elisabetta e Gabriella! Grazie!

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *