Agnes Moon (QUI i suoi libri) è lo pseudonimo che usa per pubblicare, ma è italianissima e vive in una cittadina nei dintorni di Roma con il marito, due figli adolescenti e due dolcissimi pelosetti. Il suo lavoro “reale” non ha nulla a che vedere con la scrittura o l’arte, ma quando torna a casa e toglie la divisa, ama immergersi in un universo fatto di letture, scrittura e musica.
1. Due righe per presentarsi?
Da I pirati della Malesia, letto alla tenera età di otto anni, non ho più smesso di divorare romanzi di qualsiasi genere, ma con l’andare del tempo il desiderio di creare io stessa delle storie mi ha dato l’idea di cimentarmi nella scrittura.
Mi considero una persona leale e sincera, anche se patologicamente permalosa, e ho moltissime idee per il futuro. Peccato il poco tempo per realizzarle!
2. Che genere scrive? Oppure, svolazza di genere in genere come una leggiadra farfalla?
Svolazzo, svolazzo… anche se quanto a leggiadria stenderei un velo pietoso.
Nel novembre del 2015 ho pubblicato “Come rapire un Alpha e vivere felici”, primo capitolo della serie I lupi di Stockton Town. L’idea di abbinare al classico paranormal fantasy uno stile spigliato e sbarazzino si è rivelata vincente e il romanzo è stato accolto con favore dai lettori. Della stessa serie fanno parte: “Lo strano caso del barista scomparso”, “L’ombra del lupo bianco”, “Mani di fata”, “La Triade del demone” e “Stockton Town Stories”.
A maggio del 2016 ho deciso di buttarmi in una nuova avventura e di cambiare… creature soprannaturali. Nei quattro romanzi della serie Legami di sangue (L’Acrobata, Legami di famiglia, In trappola e Polvere d’oscurità) non ci sono più sexy licantropi, ma affascinanti e pericolosi vampiri. A Natale 2019 è uscita anche la novella “A.A.A. Cercasi umano per pranzo di Natale” dove ritroviamo tutti i personaggi della serie alle prese con le festività natalizie.
A febbraio del 2017 ho fatto tradurre The Acrobat in inglese: il romanzo è stato accolto con incredibile calore dal pubblico anglofono, tanto da stuzzicare l’interesse di Adrian Buckle, direttore del Unifaun Theatre di Malta. Nel febbraio del 2019 The Acrobat è andato in scena per un mese intero con un cast internazionale proveniente da Europa e America. È stato un successo di pubblico e critica e, naturalmente, un sogno che si è avverato e un ricordo indelebile nel mio cuore.
Lo scorso settembre ho fatto tradurre L’Acrobate anche in francese e Vincent e Liam sono arrivati anche in Francia!
Nel frattempo ho continuato a “svolazzare” tra i generi: nel 2017 è uscito il time travel “Due passi nel futuro”, il divertente viaggio di un cavaliere del Settecento catapultato ai giorni nostri, mentre nel 2019 è la volta di “Deception”, un poliziesco ad ambientazione carceraria.
Nel febbraio del 2018 ho pubblicato con la casa editrice Triskell Edizioni il dark romance “Mississippi’s Heart”. Infine, con lo pseudonimo Rebecca Harper ho pubblicato i due dark romance FM Retribution e Redemption.
3. Come scrive? Penna e quaderno? Oppure, tecnologia a tutto spiano?
Solitamente uso penna e quaderno per la scaletta (quaderno giallo, da brava ossessivo-compulsiva), ma per la stesura del testo uso il pc. Non sono particolarmente ferrata con la tecnologia, ma il buon vecchio Word finora non mi ha mai deluso.
4. Quando scrive? Allodola, o gufo?
Assolutamente allodola, la sera perdo concentrazione, mi viene sonno e di solito preferisco leggere o vedere qualche serie TV.
5. Coinvolta sempre in quello che scrive, oppure distaccata?
Mi viene in mente la scena di Notting Hill e la domanda del protagonista all’attore che interpreta il cyborg assassino! No, mi spiace ammetterlo, ma è difficile che mi faccia coinvolgere dai miei personaggi, che sono per lo più giovani uomini, vampiri, mutaforma, demoni o fate. Questo non vuol dire che non li ami tutti, indistintamente.
6. Scaletta ferrea, o sturm und drang? Cotroneo, o Bregola?
Seguo la scaletta in maniera piuttosto rigida e capita di rado che modifichi qualcosa in corsa, tranne che per le sfumature del carattere di qualche personaggio.
7. Metodica nella scrittura, oppure “quando-posso-non-so-se-posso”?
Facendo i turni cambio spesso orari di scrittura, ma la cosa non mi turba più di tanto. Finora non ho mai avuto grossi blocchi dello scrittore, ma quando mi capita, di solito per meri motivi di pigrizia, non mi forzo e aspetto che torni la voglia. La scrittura per me è un piacere e tale deve rimanere.
8. Ama sempre quello che ha scritto (dopo aver terminato la stesura)?
Sono una persona piuttosto insicura, ma amo tutti i miei libri, nessuno escluso.
9. Sa che ci sono scrittori con non rileggono mai quello che hanno scritto e pubblicato? Lei come si comporta?
Non amo molto rileggere i miei romanzi, non perché non mi piacciano, ma perché spesso li trovo carini e divertenti e ho sempre paura di non riuscire più a scriverne così.
10. Siamo curiosi: c’è qualcosa di autobiografico in ciò che scrive?
Quasi nulla, l’unico accenno autobiografico è in una scena de La Triade del demone, tra Levi e la madre morente, ma non è voluto, semplicemente è fluito dalla mia penna senza che me ne accorgessi.
11. Legge molto? A noi piacciono i topi di biblioteca.
Leggo moltissimo, spaziando su vari generi anche se ultimamente prediligo gli MM. L’avvento degli ebook è stato fondamentale. Capisco chi non li ama, per la questione “odore, carta, etc.”, ma poter acquistare decine di libri l’anno e non svenarsi per me è meraviglioso.
12. I concorsi: nota dolente. Sì, o no?
Non ho mai partecipato a dei concorsi, la verità è che non saprei neanche come fare e dove trovarli, quindi non ho un’opinione al riguardo.
13. Progetti per il futuro?
Ho in mente un progetto da un po’ di tempo, ma non mi decido mai a provare a realizzarlo. Mi piacerebbe scrivere un romanzo con accenni autobiografici su una poliziotta sui generis alle prese con turni in quinta, pedinamenti e amori sbagliati. Ah, e non dimentichiamo in perenne lotta con la bilancia. Qualcosa di spiritoso, ma allo stesso tempo romantico. Chissà, magari in futuro.
Molto più realistico è il progetto di scrivere un soft BDSM e, forse, una futura collaborazione con altre autrici per la stesura di una serie fantasy.
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