«I don’t care if I die è un grido di libertà e di rivolta. Tutti quelli che hanno deciso di lottare per un’idea, per difendere un diritto, per opporsi all’ipocrisia della gente che conta, l’hanno pronunciata almeno una volta. E hanno creduto a quelle parole, anche se amavano la vita più di qualsiasi altra cosa. Perché se riesci a fregartene del rischio che corri, sei più forte di chiunque altro.»

Sono trascorsi due anni dagli attentati che hanno messo a rischio la vita di KL e di Robert Stuart Moncliff. Due anni di successi per la band, di premi, riconoscimenti, ma anche di odio via social e di attacchi frontali da chi non accetta che dei musicisti vogliano usare canzonette per dar voce alla comunità queer. La vita di tutti coloro che ruotano intorno a KL and the Victorians si fa sempre più complicata mentre chi si ritiene discriminato dalla lotta per i diritti delle persone LGBTQ+ alza il tiro in difesa della “normalità”.

Warning: Poliamore, omofobia, linguaggio esplicito, termini offensivi.

Titolo: I don’t care if I die.
Autrice: Laura Costantini.
Genere: Romance male to male.
Serie: Una storia rock.
Illustrazioni: Zel Carboni e Le Peruggine.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 13,52 (copertina flessibile); euro 18,72 (copertina rigida).
Editore: Self-Publishing.
Per acquistarlo: fate clic QUI.

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Kiran, Robert e Stan sono tornati e hanno tutte le intenzioni di non farci dormire sonni tranquilli. Dopo un lungo intervallo, Laura Costantini ha deciso di dare un seguito alla storia dei suoi ragazzi rock e lo fa con la sua abituale maestria.
Il trio che amiamo, e i cui componenti si amano fra di loro, aveva trovato il proprio lieto fine nel primo libro, ma persistevano molte ombre sugli attentati omofobi.
In questo secondo volume l’odio contro Kiran e ciò che rappresenta si esprime in ogni  modo possibile. Attentati, calunnie, prove false, nulla viene risparmiato ai protagonisti. Sono passati due anni e i successi non mancano alla band, ma l’odio cresce in misura proporzionale all’entusiasmo. La relazione poliamorosa sotto gli occhi di tutti suscita speranza nella comunità queer, ma anche indignazione nelle frotte di bigotti che opprimono il mondo.

A questo si aggiungono i problemi personali. Una relazione a tre può essere complicata, in special modo se uno dei tre ha dei segreti.
Abilissima l’autrice nel farci trepidare per due terzi del romanzo in attesa del disvelamento. Nel frattempo assistiamo alla sofferenza e all’ostinata volontà di qualcuno nel tenere insieme la relazione mentre temperamenti più duri e impulsivi rischiano di distruggere ogni cosa. È proprio nel narrare tutto questo che Laura Costantini approfondisce i tre caratteri, soprattutto quello di Stan, il più misterioso, quello che non ha mai raccontato tutto di sé, nemmeno ai suoi compagni di vita.
Un relazione ha bisogno di personalità che uniscano forza e pazienza, capacità di ascolto, ma anche volontà di aprirsi. Kiran, Robert e Stan impareranno molto su se stessi e sugli uomini che amano.
Al di là dei tre protagonisti, ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia sui comprimari. Tutti azzeccati, tutti realistici, pieni di sfaccettature, fallibili, veritieri. Esseri umani.
Fra tutti spicca Freddy, il ragazzo che Kiran ha salvato dalla strada. Un atto di altruismo assolutamente degno di lui, ma che si rivelerà il punto debole che i suoi nemici proveranno a usare come arma. Freddy racchiude in sé l’anima di tutti i ragazzi perseguitati per la loro omosessualità. Fragile e forte allo stesso tempo, non possiamo fare a meno di desiderare per lui tutto l’amore che merita.

Un romanzo che ti si aggrappa al cuore e non lo lascia mai fino alla fine. Pieno di pathos e di colpi di scena, ma profondamente immerso nella realtà. Ciò che Laura Costantini ci racconta è il nostro presente. L’omofobia in continua crescita che pretende di dominare la società; l’onnipotenza dei social che possono esaltare o distruggere vite; l’ambiguità dei media, ai quali non importa ciò che è giusto o sbagliato, ma solo l’audience e le vendite.
E poi ci sono le famiglie.
Quanto male fanno le famiglie?
Quanto può essere crudele l’omofobia da parte di coloro che dovrebbero amare senza pregiudizi?
In questo romanzo amore e sofferenza sono compagni di vita, camminano fianco a fianco e non smettono mai di ricordarci che il lieto fine è solo un attimo.
Poi c’è la vita.
Cinque stelline.
Copia acquistata.

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Di Fernanda Romani, la “recensora”, vi ricordiamo l’ultimo libro uscito, LA TORRE CHE CANTA”.

Copertina de "La torre che canta". In primo piano: due mani maschili che si stringono. Sullo sfondo: Stonehenge e un cielo tempestoso.

Tristan, studente universitario, è entusiasta dell’idea del suo amico Alexander Merlin, aspirante druido, di passare a Stonehenge la notte del solstizio di primavera per un esperimento magico.
L’incantesimo riesce: la Torre-che-canta è davanti ai loro occhi, splendida emanatrice di armonia.
Quando Tristan ci cade dentro, però, l’entusiasmo scema, lasciando il posto a un vago senso di inquietudine.
Uscito dalla torre, il giovane scopre con terrore che il mondo dov’è arrivato non è il suo.
O, forse, non lo è ancora.
Mentre si guarda attorno incontra Mador, abiti medievali e sorriso sensuale. Il nuovo venuto potrà aiutarlo a tornare a casa?
E… Un momento! Cosa ci fa lì un certo Merlin?
L’epoca di re Arthur non era una leggenda?

Cover: Federica Soprani.
Illustrazione interna: Le Peruggine.
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