Credo di aver scelto di scrivere fantasy pseudo medioevale perché, da appassionata di storia, il Medioevo è il periodo che preferisco (non per viverci, naturalmente. Evitiamo questo stupidissimo discorso).
Ho deciso subito che non avrei scritto nulla di storico. I miei mondi mi piace inventarli, è più faticoso, ma comporta dei vantaggi.
Uno di questi è che le regole le detto io.
Per esempio, quando creai l’ambientazione di Endora, decisi che l’esercito fosse composto solo da guerriere a cavallo, cosa che, nel corso della storia umana, è successa molto di rado (mi riferisco ai cavalli, non alle guerriere. Non si hanno notizie di eserciti femminili; le Amazzoni sono un mito).
Non avevo in mente un motivo preciso, ero troppo inesperta per prendere decisioni molto ponderate. Mi piaceva così.
Invece, mentre mi dedicavo alla stesura del Manoscritto Enorme, ormai un po’ di esperienza ce l’avevo. Così la decisione di mettere in scena un popolo che non sapeva combattere a cavallo né affrontare battaglie campali venne basata su considerazioni precise: vivono nella foresta, quindi il loro modo di fare la guerra è adeguato all’ambiente.
Diciamo che, con il tempo, si impara a inventare mondi che non siano soltanto dettati dall’istinto del momento, ma un po’ più ragionati.
Però la Città dei Giardini l’ho creata perché mi piaceva proprio così.
Un giorno ve ne parlerò.
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Immagine di copertina creata con Bing ed elaborata con Canva.

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