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SelfHelp – Come prendere un’idea al volo, come usarla, come revisionare (parte prima)

Lo Staff si arricchisce! Maria Masella entra a far parte della Famiglia di Babette Brown.

Ecco il suo primo articolo “ufficiale”.

Come prendere un’idea al volo – come usarla – come revisionare.

Questi tre momenti non sono distinti: si comincia da un’idea, ma per usarla devo trovarle almeno una compagna, non la prima che capita (questo è già revisione).

Si parla di Genesi di un romanzo e a me la parola Genesi fa pensare a qualcosa di molto più elevato del mio romanzetto: anche qui è presente la revisione, dalla creazione della donna al diluvio!

Questo non è un saggio, sono considerazioni di una che scrive e pubblica da tanti anni, che non ha frequentato scuole di scrittura, quello che sa l’ha imparato sul campo, leggendo, scrivendo e riflettendo sul mestiere di scrivere.

Parte prima

Una delle domande più frequenti è “Ma le idee dove le trovi?”, penso che la domanda vera, importante sia un’altra “Come acchiapparle e farle fruttare”.
Perché le idee ci sono, ma non riusciamo a vederle oppure le roviniamo.
Come mostrarvi il mio percorso per acchiapparle e farle mie?
Non predispongo scalette, sinossi, schema. Comincio e vado avanti. Se dicessi una frase simile durante un corso di scrittura creativa, mi ucciderebbero come eretica.
Ma allora cosa mostrarvi?

Con un esempio.

Come acchiappare un’idea semplice

Pippo spara a Pluto nella libreria di Paperi City

e farla diventare una storia

 Primo tentativo:

1) Pippo si è procurato una pistola.
2) Pippo si è recato nella libreria affollata.
3) Pippo ha sparato a Pluto.

Ti soddisfa? No? Riproviamo:

1) Pippo e Pluto sono due amici con il pallino di diventare scrittori.
2) Pippo fa leggere a Pluto un suo romanzo per un parere.
3) Pluto lo invia a un editore, spacciandolo per proprio.
4) L’editore lo pubblica.
5) Comincia il grande successo di Pluto, Pippo resta al palo.
6) Notizia: Pluto arriverà alla libreria di Paperi City per un firma copie. Previsto imponente afflusso di pubblico.
7) Pippo comincia a pensare al delitto.

Nota: questa storia è migliore della precedente non solo perché è più dettagliata (fra l’altro non è sempre un vantaggio) ma perché compare il movente, quello che dà corpo ai personaggi (ne parlerò).
Notare, per favore, che allo scrittore ladro è stato dato il nome di un cane.

Bando agli scherzi ora devi pensare davvero.
Tu sei Pippo e conosci bene Pluto, sai che prima di ogni occasione importante prende un caffè, poi chiede “la toilette?” e va a far pipì e a sciacquarsi la bocca. Bene! Nella libreria c’è una caffetteria e accanto c’è la toilette. (Feltrinelli- Genova)
Bene, benissimo! Hai trovato il luogo e il momento (anche coerenti con il movente, questo è molto importante perché conferisce completezza, parola chiave): entrerai prima di Pluto, gli sparerai e uscirai.
Sparerai? E la pistola dove la trovi? Un tuo vicino è guardia giurata… Rubargliela? Ma come? Introducendoti a casa sua con una scusa (quale?).

8) Pippo si procura la pistola (scrivi i dettagli).
(Perché consiglio elenco in Word? Per sfruttare gli elenchi numerati, puoi aggiungere e Word ti modifica tutto di conseguenza).
9) Pippo si traveste (scrivi i dettagli) per non essere riconosciuto.
10) Pippo va nella libreria.
11) Pippo entra nella toilette.
12) Pluto entra nella toilette.
13) Pippo uccide Pluto.
14) Pippo esce.
15) Scoperta del cadavere di Pluto.
16) Arrivo di Paperino.

Avvertenza: se scrivi un giallo-noir di solito il romanzo comincia dal punto 16), se lavori un thriller probabilmente da 1). Nel thriller l’interesse del lettore è focalizzato al 90% su quello che accadrà, nei gialli-noir al 90% su quanto è già avvenuto! I lettori di gialli-noir sono potenziali archeologi (o viceversa).

Leggi e rileggi la tua descrizione del delitto, cercando di precisare bene ogni punto: infatti consiglio Word, non carta e penna!
Quando sei soddisfatta hai lo SCHEMA.

Ora sei Paperino e indaghi, il tuo romanzo è la storia del cammino verso la piena conoscenza della verità, ma non sarà un percorso lineare, ci saranno errori e false piste

Tu, scrittrice, hai scritto la storia della tua indagine (mentre indagavi eri Paperino) forse hai seguito una scaletta dettagliata (ma si sa che spesso il lavoro cambia in itinere), forse hai lavorato a braccio (come me).
Ora ti aspetta il lavoro duro. Sul desktop tengo due finestre affiancate: a destra il file del romanzo, a sinistra il file con lo SCHEMA.
Riprendi il tuo romanzo e scrivi (sono comodissimi i commenti Word) quando Paperino scopre un punto dello SCHEMA; per esempio nel commento scrivi 10), perché in quella riga del romanzo Paperino scopre che una barista ha visto un uomo entrare nella toilette prima di Pluto, ma non sa se è uscito, perché aveva da fare!
Non è finita! Nel tuo SCHEMA, accanto al punto 10), scrivi in quale pagina del romanzo è citato l’indizio corrispondente.
Sembra difficile, non lo è. (Per un romanzo di 300 mila battute impiego circa 10 ore di lavoro per lo schema) Veramente difficile è scrivere la storia del delitto! (Non quantificabili le ore)

A lavoro concluso, cosa avrai?
Nello Schema: accanto a ogni punto troverai in quali pagine del romanzo se ne parla.
Nel romanzo: ogni volta che c’è un indizio avrai evidente il riscontro sullo Schema. Ti basterà scorrere i commenti, per avere la sequenza degli indizi e sapere in quale ordine sono stati trovati.
Sembra macchinoso, ma ti evita alcuni errori comuni:
1) citare un indizio più di una volta; è consentito soltanto se ogni citazione lo rende più preciso. Avendoli tutti sott’occhio, puoi rileggerli uno dopo l’altro e controllare.
2) dimenticare di citare un indizio fondamentale. Nessun lettore ti perdonerà mai. Ricordo di aver letto un giallo in cui l’autore aveva dimenticato di dirmi come l’assassino, un uomo minuto e debole, era riuscito a spostare un cadavere insanguinato da una stanza all’altra senza sporcarsi e senza lasciare tracce di sangue. Si commette spesso questo errore in prima stesura, si continua a dire “lo metto dopo”, poi si comincia a pensare di averlo già sistemato.
3) costruire un’indagine troppo facile. Il lettore vuole individuare l’assassino, ma non troppo presto. Prendi il tuo SCHEMA in cui hai segnato punto per punto i riscontri con le pagine del romanzo. Se le pagine del romanzo che hai segnato sullo schema sono in perfetto ordine crescente o in perfetto ordine decrescente, il lettore troverà il colpevole prima di Paperino. L’ideale è il modello valzer, un po’ avanti e un po’ indietro. Paperino scopre a pag 8 il punto 10), a pag 10 il punto 4), a pag 12 il punto 3).
4) concentrarsi solo sulla meccanica del delitto e non sul movente. Il movente è l’indizio che DEVE essere sfiorato, accarezzato, intravisto più volte. Perché senza un buon lavoro sul movente il tuo scritto non è un romanzo, ma un rebus.
Il movente rende vivi tutti i personaggi principali: assassino, vittima, investigatore. Ma questo è un altro discorso, eventualmente alla prossima.

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Marri

Marri

Sono nata a Genova, il 10 febbraio 1948. Laureata in matematica, ho insegnato per tanti anni in un liceo scientifico statale, non so con quali risultati, ma di certo con passione.
Mi è difficile scrivere altro su di me. Ai lettori ho dato molte vite, forse come schermo della mia.
Da quando ricordo ho sempre desiderato scrivere.
Mi piace inventare storie, scriverle, lavorarci sopra fin quando non sono come devono essere. Storie… Ho sempre rifiutato di chiudermi in un genere, perché la vita è varia, si evolve.

2 Commenti

  1. 16 Maggio 2019 at 16:58 — Rispondi

    Molto interessante! Grazie all’autrice.

    • Babette Brown
      17 Maggio 2019 at 9:02 — Rispondi

      Riporterò i tuoi ringraziamenti all’autrice, Giulianna.

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