Fantascienza – racconto lungo (55 pagine) – La guerra se li portava via, pezzo per pezzo. Ma continuavano a ricostruirli.
Da anni infuria una guerra fratricida tra il pianeta Terra e Venere. Clara e Matteo, giovanissimi terrestri, si sono arruolati perché credevano in un sogno di giustizia e fratellanza. Sogno che presto diventerà un incubo: le gravi ferite riportate in battaglia costringeranno entrambi all’impianto di numerosi organi artificiali. In un mondo in cui il confine tra umano e macchina si fa sempre più labile, Clara e Matteo finiranno per mettere in discussione la loro stessa natura. Da Barbara Bottalico, già autrice de Il palazzo, una novelette che affronta in chiave young-adult quesiti morali e filosofici: identità, memoria, integrazione, accettazione di sé e dell’Altro.
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Barbara Bottalico, già autrice de Il palazzo, torna con una breve ma intensa novelette young-adult che affronta la guerra più dura: quella contro sé stessi. In un futuro dove Terra e Venere si sbranano in una guerra fratricida, Clara e Matteo — due giovanissimi soldati italiani — si arruolano spinti da un sogno di giustizia e fratellanza. Ma il sogno si spezza presto: le ferite riportate in battaglia li trasformano fisicamente e psicologicamente, obbligandoli a sostituire parti del proprio corpo con organi artificiali. La domanda che permea l’intero racconto — fino a che punto si resta umani? — risuona in ogni pagina.
Bottalico sceglie di trattare un tema classico della fantascienza — identità, memoria, accettazione dell’Altro — con la sensibilità propria di una voce giovane e attenta alle sfumature emotive. Clara e Matteo, pur nella loro adolescenza anagrafica, portano sulle spalle il peso di dolori fisici e psicologici che li invecchiano precocemente, restituendo al lettore un ritratto amaro e realistico della disumanizzazione della guerra.
Tra i punti di forza spicca la caratterizzazione dei protagonisti, fragili eppure testardi nel cercare un senso. Peccato, invece, per un worldbuilding solo abbozzato: in un conflitto tra due pianeti ci si aspetterebbe un esercito più variegato, invece i soldati sono tutti italiani, e il contesto resta sullo sfondo, quasi pretesto per esplorare il dramma individuale. Anche il finale appare un po’ affrettato, lasciando la sensazione che la storia avesse ancora qualcosa da dire.
Nonostante questi limiti, la novelette conquista per la capacità di porre al lettore una domanda fondamentale: quando la macchina diventa parte di noi, cosa resta della nostra umanità? Bottalico, con uno stile semplice ma incisivo, ci invita a cercare la risposta in noi stessi.
Consigliato a chi ama la fantascienza esistenziale, con un tocco young-adult, e a chi non ha paura di interrogarsi su cosa significhi davvero essere umani.
QUATTRO STELLINE.
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Copertina: elaborazione Canva di due immagini: fotografia di Annamaria Lucchese (di proprietà della stessa) e cover del libro recensito.
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