Nata a Firenze nel 1982, Silvia Sardelli Giorgetti si è trasferita nella campagna pisana nel 2005, mettendo fine agli studi universitari che non l’appassionavano più. Dopo aver dedicato il decennio successivo alla famiglia e alla cura dei suoi tre figli, nel 2015 inizia la stesura di “Delitto alla sagra del cimballo” che viene pubblicato nel 2018 come romanzo d’esordio. Nel 2019 pubblica con la Porto Seguro “Una faccenda che non quadra”. Nel 2022 torna all’autopubblicazione con “Assassinio sul Busento”. Nel 2024 pubblica “Organizzarsi” manuale per ottimizzare il tempo. Nel 2026 esce “Morte in cascina”.
Cominciamo con qualcosa di leggero…
Piatto preferito? Salmone crudo.
Il libro che ti ha fatto ridere a crepapelle. “La classe fa la ola mentre spiego”, ma anche “Il giornalino di Gianburrasca”… la scena di quando Giannino si nasconde dietro la porta col lenzuolo in testa e spaventa la cameriera mi fa lacrimare dalle risate.
Il film che ti ha fatto piangere senza ritegno. Vale anche la pubblicità? Io piango per tutto! Un film, diciamo… “Ghost”.
Cartoni animati: solo da bambina o ancora oggi? Soprattutto oggi. I classici Disney vanno studiati come le antologie dei grandi scrittori, se si vuol capire la magia del raccontare.
Serie TV: sì o no? E quali non ti perdi? Oh, sì! “Downton Abbey” e “Bridgerton” le adoro ma, soprattutto amo “La signora in giallo”!
Abbigliamento: il capo a cui non rinunceresti mai. I tacchi.
Un piccolo lusso quotidiano che ti concedi senza sensi di colpa. Un’ora sulla poltrona dopo pranzo a leggere, guardare la TV o giocare sul telefonino.
Se vincessi una cifra enorme alla lotteria, cosa cambierebbe davvero nella tua vita? Farei venire i miei genitori e la mia anziana zia disabile a vivere vicino a me o pagherei uno staff che possa aiutarli con le loro difficoltà quotidiane.
Adesso facciamo sul serio…
Che genere scrivi? E perché proprio quello? Io scrivo gialli perché mi diverto e spero di divertire. Giocare a nascondino col lettore, fornendo onestamente tutti gli indizi per capire il colpevole, ma seminandoli nei posti più innocenti, è una sfida che mi elettrizza. Sapere che ho aiutato qualcuno a trascorrere qualche ora spensierata, staccandosi dalle preoccupazioni o dalla tristezza, è il mio obiettivo primario.
Come scrivi: penna e quaderno o tecnologia senza pietà? Uso tutto. Nella prima fase vado di penna: scene, personaggi, cronologia… tutto appuntato su un quaderno. Poi inizia la stesura al pc, con le ricerche fatte interamente online. Per finire, uso l’intelligenza artificiale per creare la copertina.
Quando scrivi: allodola o civetta? Lucertola. Mi siedo al pc verso le 10, ma non riesco ad entrare nello stato d’animo, nella disposizione, da subito. Ho capito che la mia fase produttiva migliore è dalle 11 alle 14. In quelle tre ore sono pienamente immersa nella stesura finché devo necessariamente interrompere per pranzare, e l’incantesimo cessa. Ah! E ovviamente, “La signora in giallo” mi fa da sottofondo.
Sei sempre emotivamente coinvolta in quello che racconti, oppure mantieni un certo distacco? Sai che non so rispondere? Quando scrivo, le storie riempiono la mia testa e, finché non ho concluso la stesura, restano come sottofondo a tutte le attività quotidiane. E certamente posso dire che i miei libri sono le mie creature, i miei figli. Quindi ecco la risposta. I miei racconti sono come bambini che hanno bisogno di me fino a quando non sono pronti per uscire da casa. Come i figli, però, poi li lascio andare. Quando sono cresciuti e sono diventati indipendenti resto a guardarli farsi spazio nel mondo con orgoglio e soddisfazione.
Scaletta ferrea o caos creativo? Sono un’architetta come J. K. Rowling. Ogni capitolo è suddiviso in scene e ogni scena ha un disegno da seguire. (Ho scritto anche un manuale sull’organizzazione, come potrei andare a braccio?)
Tagli senza pietà o ti affezioni alle tue pagine? Se non funziona taglio, ma è difficile. Posso spostare una frase di qualche paragrafo, ma nella mia testa è tutto talmente ben delineato che la stesura vien da sé.
Quanto riscrivi prima di sentirti soddisfatta? Dipende. Ci sono pagine che scorrono come ruscelli di montagna e frasi che si inceppano come le cerniere dei jeans dopo le feste. Riscrivo fino a che non suona la melodia che voglio ricreare.
Ti è mai capitato che un personaggio prendesse una direzione imprevista? Sempre per il motivo per il quale tutto è ben delineato ancor prima di iniziare la stesura, no.
Dietro le quinte
Dopo la prima stesura, come lavori sul testo? Ti affidi a professionisti (beta reader, editor, grafico/a…) oppure fai tutto da sola? Ho il mio gruppo di beta reader che mi impedisce figuracce grammaticali e supporta nelle scelte di stile. Per il resto faccio da sola.
Prima di pubblicare – o inviare a una casa editrice – fai leggere il testo a qualcuno di fiducia? Alle ragazze di cui sopra.
Parliamo di promozione
Usi i social per far conoscere i tuoi libri? Quali preferisci e perché? Eh per forza! Puoi aver scritto anche la storia più avvincente del mondo, ma se nessuno lo sa… I social sono il mezzo più economico per farsi conoscere, dopo di che… il Santo passaparola!
La promozione ti diverte o la vivi come un peso necessario? Essendo insospettabilmente timida, non la amo. Preferisco stare nella mia cucina a scrivere da sola che sul palco a parlare di me.
Qual è l’errore più grande che hai fatto (o che hai evitato) nel promuoverti? Pensare di risultare insistente. Praticamente gli altri romanzi non sono stati quasi promossi perché pensavo di stancare le persone o di essere invadente.
Hai una newsletter? Un sito web? Li gestisci da sola o ti fai aiutare? Sì, ce li ho, ma non ci scrivo mai. Ahahaha! (Errore?)
Direi di sì. Se li hai, usali! E ora guardiamo avanti…
Cosa bolle in pentola? Sto scrivendo un giallo dove la protagonista è una consigliera comunale alla prima esperienza che si trova in Provenza per un gemellaggio e verrà coinvolta in un omicidio. Sono a metà stesura. Non voglio dire altro perché sono gelosa delle mie creature, quando sono ancora in fasce.
C’è un progetto che sogni da tempo ma che non hai ancora avuto il coraggio di scrivere? Una sceneggiatura. Non per mancanza di coraggio, ma perché, prima di iniziare a scrivere un film, devo ancora imparare a scrivere libri.

L’Autrice presenta il suo ultimo romanzo: MORTE IN CASCINA (Self-Publishing).

Un weekend tra amici. Una villa isolata.
Doveva essere solo qualche giorno di relax in campagna, ma tra segreti e tensioni, l’atmosfera si incupisce in fretta.
Quando uno degli ospiti scompare e la tempesta trasforma la cascina in una trappola, la vacanza diventa un incubo.
Tra tradimenti, bugie e verità pronte ad esplodere, ognuno ha qualcosa da nascondere.
Tutti mentono.
Nessuno può andarsene.
Nessuno è innocente.
Per acquistare il romanzo, fate clic qui.
Commenti recenti