Chi scrive mette molto più di una storia sulla pagina.
Qui proviamo a scoprire cosa c’è prima, durante e dopo un libro: abitudini, metodo, dubbi e sogni futuri.
Benvenuti dietro le quinte.


Diamo il benvenuto a Roberta Ciuffi, autrice di amatissimi romance storici.

Cominciamo con qualcosa di leggero…
Presentati come se dovessi farlo a una lettrice che non ti conosce ancora, ma che stai per conquistare.
Scrivo e pubblico romance da trent’anni, romanzi che raccontano storie e non solo l’incontro di un uomo e una donna che, come prevedibile, finiranno per innamorarsi e passare assieme il resto della vita, e cerco di creare attorno a loro un contesto animato e interessante. Magari con un pizzico di umorismo e un sorriso.

Piatto preferito?
Da dieci anni sono vegetariana, il che mi ha costretta a modificare gran parte dei cibi che amavo mangiare. Diciamo la pizza e ogni cosa che si possa friggere!

Il libro che ti ha fatto ridere a crepapelle.
Devo risalire alla mia gioventù, quando lessi i romanzi di Jerome K. Jerome. Ultimamente, più che un libro è stata una scena ne ‘L’amore è un difetto meraviglioso’ di Graeme Simsion, che non rivelerò perché è del tutto politicamente scorretta ma mi ha fatto ridere parecchio.

Il film che ti ha fatto piangere senza ritegno.
Oddio, proprio senza ritegno… Però The Whale mi ha commosso. Ma se interessa, ho pianto come una fontana per un romanzo: ‘I ponti di Madison County’.

Cartoni animati: solo da bambina o ancora oggi?
Solo da bambina/ragazza.

Serie TV: sì o no? E quali non ti perdi?
Sì, sì. Non amo le serie familiari, dopo un po’ mi annoio sempre. Mi piacciono i thriller e alcune serie fantasy, ma non del genere fiaba. Per intenderci, preferisco il genere Umbrella Academy e The Boys. E, naturalmente, Big Bang Theory che vedo a ripetizione.

Abbigliamento: il capo a cui non rinunceresti mai.
Le sneaker. Sto facendo una sorta di sondaggio a vista e nella mia città la maggior parte delle donne che non lavora in ufficio indossa le sneaker. E, naturalmente, gli stivali quando porto il mio cane al parco. Tutto sommato, posso dire con orgoglio di essere una sciattona!

Un piccolo lusso quotidiano che ti concedi senza sensi di colpa.
Nessun lusso, solo un piacere: il dolcetto quotidiano. Se non c’è, mi innervosisco.

Se vincessi una cifra enorme alla lotteria, cosa cambierebbe davvero nella tua vita?
Avrei solo una maggiore tranquillità, per il resto non mi importa niente di case, vestiti, o yacht… Neppure di viaggi: io sono una stanziale, mi piace stare nella mia tana. Magari assicurerei una tranquilla vecchiaia ai miei animali, e probabilmente a quelli di molti canili. Ah, un lusso che mi permetterei potrebbe essere un’automobile con autista, visto che non guido.

Adesso facciamo sul serio…
Che genere scrivi? E perché proprio quello?
Scrivo prevalentemente romance storico. E lo scrivo perché è il genere con cui ho iniziato, in un periodo in cui la vita mi annoiava e mi perdevo mentalmente a creare storie, che poi ho pensato di scrivere. In realtà, scrivo anche altri generi, il problema è che interessano poco, perché la mia etichetta ormai è quella.

Come scrivi: penna e quaderno o tecnologia senza pietà?
Se scrivessi a mano finirei con un crampo dopo cinque minuti. A volte prendo degli appunti, che però dopo non capisco. Computer a tutto spiano. Nonostante questo, ho un’infinità di quaderni e taccuini comprati pensando che li avrei usati per buttare giù delle idee. Ultimamente ho comprato un quaderno con il progetto di raccontare qualcosa dei miei ricordi, storie di famiglia, disposizioni ecc… da lasciare ai miei nipoti. Ancora intonso. Dovranno contentarsi della loro memoria.

Quando scrivi: allodola o civetta?
Allodola! Mi sveglio alle cinque, do da mangiare ai gatti, preparo la tisana e poi ho circa un’ora e mezza per scrivere, prima di prepararmi per portare giù il cane. Ovviamente, la sera crollo.

Sei sempre emotivamente coinvolta in quello che racconti, oppure mantieni un certo distacco?
Sono abbastanza coinvolta da non essere mai riuscita a fare veramente del male ai miei protagonisti. Contro il motto di Dickens per il quale bisogna essere crudeli con i propri personaggi.

Scaletta ferrea o caos creativo?
Idea iniziale, personaggi che emergono fluttuando sulle onde della fantasia quasi di propria volontà, e poi… caos creativo. O meglio, svolte logiche motivate dalla storia.

Tagli senza pietà o ti affezioni alle tue pagine?
Mi affeziono e soffro a tagliare.

Quanto riscrivi prima di sentirti soddisfatta?
Non riscrivo, cambio qualche paragrafo qua e là, se non mi piace. Cerco di verificare la correttezza di quello che scrivo perché detesto la sciatteria e di contrastare le eccessive elucubrazioni dei personaggi, anche se non è facile. È vero che amo le storie, ma ‘la storia’ non può essere la giustificazione per una scrittura scorretta o sciatta.

Ti è mai capitato che un personaggio prendesse una direzione imprevista?
Più che altro, mi è capitato che un personaggio spuntasse quando non era prevista la sua esistenza. Mi è successo, per esempio, in un contemporaneo non pubblicato in cui un bambino che non era previsto si è presentato, oltretutto affetto da particolari problematiche.

Dietro le quinte
Dopo la prima stesura, come lavori sul testo? Ti affidi a professionisti (beta reader, editor, grafico/a…) oppure fai tutto da sola?
Faccio tutto da sola.

Prima di pubblicare – o inviare a una casa editrice – fai leggere il testo a qualcuno di fiducia?
Una mia amica, scrittrice di lunga data, mi fa in genere il favore di leggere il testo per verificare la coerenza.

Parliamo di promozione
Usi i social per far conoscere i tuoi libri? Quali preferisci e perché?
Cerco di usarli, ma sono una frana. Butto là un po’ di roba su Facebook, Instagram e spero per il meglio, ma senza gran successo. Non credo che riuscirò più a imparare, ormai.

La promozione ti diverte o la vivi come un peso necessario?
Peso, peso.

Qual è l’errore più grande che hai fatto (o che hai evitato) nel promuoverti?
Probabilmente, non prendere troppo sul serio la promozione. Sfortunatamente, non è il mio mestiere e non ho l’attitudine necessaria.

Hai una newsletter? Un sito web? Li gestisci da sola o ti fai aiutare?
No, non ho niente. Avevo un sito web, di cui però non vedevo molto la necessità, e l’ho lasciato scadere.

E ora guardiamo avanti…
Cosa bolle in pentola?
Verso l’autunno uscirà un Regency che fa parte della serie Agreements Agency, del gruppo di autrici che mi ha accolta tra le sue braccia…
Intanto, sto scrivendo un Vittoriano con dei protagonisti anomali, nessun aristocratico, nessuna grande città. E ho due contemporanei pronti che non mi decido a pubblicare perché temo di vederli affondare nell’indifferenza…

C’è un progetto che sogni da tempo, ma che non hai ancora avuto il coraggio di scrivere?
Ci sono progetti abbandonati, un paio di fantasy iniziati e che non credo finirò.

Di Roberta Ciuffi (tutti i suoi romanzi li trovate qui), vi segnaliamo UNA RONDINE NELLA TEMPESTA.

La protagonista del romance storico UNA RONDINE NELLA TEMESTA): è UNA DONNA GIOVANE, DALLA PELLE CANDIDA E DAI CAPELLI SCURI. MOLTO BELLA. LO SFONDO PRESENTA UN CASTELLO INNEVATO E UNA RONDINE.

Trentino, 1515. In rotta dopo una sconfitta, un esercito di mercenari svizzeri marcia faticosamente sotto una tempesta di neve. Al suo seguito, ci sono donne e bambini. Conrad de la Garde sa che, se moriranno, la colpa sarà solo sua. Deve al più presto trovare un rifugio per loro e ce n’è solo uno nelle vicinanze: il castello di Novoro. Con le buone o le cattive, il castellano dovrà farli entrare. Sulla torre di guardia, a osservarli arrivare non c’è un castellano, ma una figura femminile e, quando il vento aggredisce i suoi capelli e il mantello, lui ha l’impressione che sia una rondine sul punto di spiccare il volo, nella tempesta.
Il conte di Novoro è morto da un mese e a capo del castello e delle terre è rimasta lei, la sua vedova, la contessa Maria. Sarà lei a dover decidere cosa fare di quella truppa malmessa e quasi assiderata che chiede asilo nella sua fortezza. E non è l’unico problema che l’assilla. L’inverno e la neve le hanno offerto una tregua, ma Maria sa che, non appena i passi si saranno liberati, gli avvoltoi caleranno su Novoro. Il vescovo, l’imperatore, i suoi fratelli… l’intero consesso di uomini potenti cercherà di strapparle le sue terre, la costringerà a un secondo matrimonio utile a loro, perché lei è solo una donna, solo la pedina di una partita giocata da altri.
Ma quello che non si può fare con la forza, forse si può fare con l’astuzia.
E quando le porte della fortezza si aprono, per Maria e Conrad è l’inizio di una partita tutta personale, di potere e di passione.

Copertina: creazione Canva (immagine ChatGPT di Babette Brown; rielaborazione ChatGPT di una fotografia di Roberta Ciuffi inviata dalla stessa).