Al parco, la sera scendeva con quella calma che invita a distrarsi.
Babette camminava, pensierosa.
Baguette perlustrava: naso basso. Orecchie dritte. Missione.
Poi… l’evento.

Un attimo prima niente, un attimo dopo… qualcosa.
Indefinito. Impronunciabile.
«Baguette, NO!»
Troppo tardi… Uno scatto, un boccone, un’espressione estatica.
Babette si fermò. Con quella lucidità che arriva dopo un disastro.
«Che cosa hai mangiato?»
Baguette deglutì. Felice. Appagata.
Silenzio.
«Non voglio saperlo» disse Babette. E invece voleva saperlo, eccome!
Si guardò intorno, come se il colpevole potesse presentarsi da solo.
Non si presentò.
«A casa. Subito.»

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Baguette, nella sua cuccetta, aveva perso tutta la fierezza da esploratrice.
Il pigiamino rosa non bastava a salvarla.
Un sospiro. Poi un altro.
Maya sedeva accanto a lei, composta. Una zampa appoggiata con affetto, lo sguardo a metà tra la veglia e il sonno.
«Te l’avevo detto» mormorò, senza cattiveria. Poi aggiunse, dopo un attimo: «Forse.»
Babette, sullo sfondo, camminava avanti e indietro con il telefono in mano: «Sì, ha mangiato qualcosa al parco… no, non so cosa… no, non voglio saperlo… sì, sta male…»
Pausa. «Dieta?» Un silenzio pieno di conseguenze. «Sì, certo. Certo.»
Maya sollevò appena un orecchio.
Dieta.
Guardò Baguette.
Baguette aprì un occhio. Uno solo.
«Dieta?»
«Dieta,» confermò Maya, con la gravità di una sentenza di Cassazione.
La notte passò così.
Tra piccoli lamenti, carezze e ansia.

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All’alba, qualcosa cambiò.
Baguette si stiracchiò. Piano.
Annusò l’aria.
Si mise seduta.
Viva.
Babette si fermò, come se avesse dimenticato come si respira: «Baguette?»
Coda. Lenta, ma decisa.
Maya sbadigliò, con eleganza. «È passata.»
Sospiro di sollievo generale.
Per un attimo, tutto sembrò essere tornato al suo posto: la luce. La stanza. Il mondo.
Poi Babette ricordò: «Dieta per una settimana.»
Silenzio.
Baguette la guardò.
Tradimento!
Maya abbassò lo sguardo, solidale ma lucida. «È il prezzo.»
Baguette sospirò. Profondamente.
Poi si accasciò sul cuscino, con la dignità di chi ha visto troppo e mangiato peggio.

Al parco, quella sera, annusò con prudenza.
Molta prudenza.
Ma quando trovò qualcosa… Si fermò. Ci pensò.
Poi alzò lo sguardo verso Babette che la fissava con occhi severi.
E, per una volta, passò oltre.

Copertina creata con ChatGPT.