Ogni lettore ha i suoi piccoli rituali.
Non sono regole scritte, ma abitudini che si costruiscono con il tempo e che, quasi senza accorgercene, diventano parte della lettura stessa.

Nel mio caso, la giornata è divisa abbastanza nettamente tra lettura di lavoro e lettura di piacere.

La lettura di lavoro avviene alla scrivania.
La scrivania deve essere ordinata: non per mania, ma perché il disordine distrae. Qualche concessione, però, è ammessa. L’agenda è sempre aperta e accanto tengo tre penne: una stilografica con inchiostro verde, una biro rossa e una nera. Servono per annotazioni, correzioni, appunti rapidi.
Sulla scrivania c’è anche una bottiglietta di acqua minerale frizzante. Il nutrizionista è stato molto chiaro: “Beva un litro e mezzo di acqua al giorno, signora.” E io obbedisco.
Nel pomeriggio arriva il momento del tè.
In questo periodo è un green tea al mandarino di Fortnum & Mason, comprato all’aeroporto di Heathrow. Il tè non è indispensabile per leggere, ma rende il pomeriggio più gentile.
Per lavoro leggo quasi sempre al computer. Molti autori e autrici mi mandano i loro libri in formato digitale, quindi lo schermo è diventato lo strumento principale.

La lettura di svago, invece, cambia completamente l’atmosfera.
Nel pomeriggio mi sposto sul divano.
La postazione è ormai collaudata: due cuscini dietro la schiena, gambe e piedi coperti da un plaid di lana. Il divano, naturalmente, non è solo mio. Baguette si infila sotto il plaid. Maya, invece, preferisce sistemarsi sullo stomaco e fare da poggia-libro vivente.
In sottofondo c’è quasi sempre un po’ di musica. Non la ascolto davvero: serve più che altro a creare una specie di cornice sonora. Ogni tanto faccio una pausa, una carezza qui, una grattatina lì, e poi torno alla pagina.
C’è infine la lettura della sera.
A letto, due cuscini dietro la schiena e un golf antigelo — la camera da letto è la stanza più fredda della casa. Anche qui le bestiole non mancano: occupano il loro spazio con la naturalezza di chi è convinto che il letto sia stato inventato per loro.
Il libro della sera è quasi sempre un libro-coccola.
Qualcosa di leggero, spesso un romance storico. Non per superficialità, ma per una ragione molto semplice: prima di dormire il lieto fine è sempre una buona idea.

Sono piccoli rituali, niente di straordinario.
Eppure, proprio queste abitudini — la scrivania ordinata, il tè del pomeriggio, il plaid sul divano, gli animali che si accoccolano — fanno parte del piacere della lettura tanto quanto i libri stessi.

Copertina creata con ChatGPT.