Doveva essere il colpo più clamoroso della loro carriera, invece si è rivelato un… clamoroso fiasco. Così Locke e il suo fedele compagno Jean sono riusciti a malapena a salvare la pelle. Almeno, Jean ci è riuscito: Locke sta morendo, avvelenato in modo lento ma inesorabile da una sostanza che nessun alchimista o dottore può combattere. Ma quando la fine sembra ormai vicina, una donna misteriosa offre a Locke un’opportunità che potrà salvarlo, o ucciderlo. Le elezioni del Konseil sono imminenti, e le diverse fazioni hanno bisogno di una pedina da muovere a loro piacimento. Se Locke acconsente a essere quella pedina, con un incantesimo la donna estrarrà il veleno dal suo corpo, anche se l’operazione sarà talmente dolorosa da fargli desiderare la morte. Locke non ci pensa proprio, ma due elementi lo inducono a cambiare idea. Primo, le suppliche di Jean. Secondo, un nome femminile pronunciato dalla maga: Sabetha, l’amore della sua vita, abile e arguta quanto lui, e ora la sua più grande rivale. Locke si è innamorato di Sabetha al primo sguardo, quando era un giovane orfano e apprendista ladro. Ma dopo un corteggiamento tumultuoso, Sabetha se n’è andata. Ora si ritrovano nuovamente uniti in uno scontro. Di fronte all’unica persona che sia in grado di tenergli testa – nel gioco dell’amore e in quello degli inganni – Locke deve scegliere se combattere Sabetha, o sedurla. Una decisione da cui potrebbero dipendere le vite di entrambi.
Titolo: La repubblica dei ladri.
Autore: Scott Lynch.
Genere: Fantasy.
Serie: The Gentleman Bastard sequence, volume terzo.
Editore: Mondadori.
Prezzo: euro 9,99 (eBook); euro 17,10 (copertina flessibile).
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Consiglio con riserva…
Per qualche imponderabile motivo ho deciso di leggere La repubblica dei ladri, di Scott Lynch, tomo di oltre 700 pagine, terzo volume della serie fantasy The Gentleman Bastard Sequence. Non ho letto i primi due e non ho intenzione di leggerli, ma questo mi ha lasciato con qualche perplessità.
La storia è senza dubbio originale. Il protagonista, Locke Lamora, abilissimo ladro e truffatore, viene incaricato da una gilda di maghi, assieme al suo fedelissimo amico Jean, di compiere una missione degna della sue… competenze (non c’è da salvare il mondo e non ci sono tiranni da combattere, solo una competizione da vincere). Non sarà affatto una passeggiata visto che la parte avversa ha ingaggiato Sabetha, la donna che Locke ama da sempre, l’unica persona in grado di tenergli testa, intelligente e astuta quanto lui.
La storia, che si dipana tra minacce, avventure rocambolesche, inganni di ogni tipo, mosse e contromosse, è senza dubbio avvincente e ben scritta. Il mio problema sono i flashback.
Come lettrice, detesto i romanzi “infestati” da continui flashback. Mi irritano profondamente.
Non discuto la loro utilità. Di certo, il racconto degli eventi pregressi contribuisce a chiarire molti aspetti della storia e dei rapporti fra i personaggi, ma trovarsi fra le mani una trama avvincente che si interrompe con regolarità (i capitoli sono lunghi, ma alternati: uno nel presente e uno nel passato.) per raccontare cos’è successo prima, mi fa arrabbiare come un orso a cui hanno appena rubato il pranzo.
Inoltre, malgrado l’ottima narrazione, i flashback sono molto meno intriganti delle vicende che i protagonisti stanno vivendo nel presente e questo li rende ancora più fastidiosi. A metà romanzo ho deciso di saltarli tutti e di godermi la storia del presente per poi tornare indietro a finire il resto. Così, quando sono tornata indietro, ho scoperto che il passato dei protagonisti diventava avvincente… poco oltre la metà del romanzo. Sempre peggio.
In conclusione, se come me non amate i flashback che interrompono la storia ogni 30 pagine per raccontarvi eventi passati, non vi consiglio di leggere il romanzo. Se invece questo tipo di struttura non vi disturba in alcun modo, vale la pena farlo.
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