Al ristorante cinese non l’ho mai mangiato, e invece sono entrata in fissa! Ho seguito la ricetta di un cuoco cinese su You Tube, ma dato che tanto in Cina questo piatto non esiste, come al solito ci ho messo pure del mio.
No, non esiste, sul serio.
Tagliamo un petto di pollo (intero, non a fettine!) a dadini. Mettiamoli in una ciotola, aggiungiamo tre cucchiai di amido di mais, mezzo bicchiere d’acqua e massaggiamo energicamente con le mani finché l’acqua non sarà quasi del tutto assorbita. Praticamente dovete far “saltare” il pollo nella ciotola.

Mettiamo due cucchiai di olio di semi in padella e saltiamo le mandorle (quante ne volete) per tre/quattro minuti. Non fatele bruciare, mi raccomando.

Scoliamo le mandorle con un mestolo forato e mettiamole da parte. Nella stessa padella, sistemiamo i dadini di pollo e facciamoli cuocere a fuoco dolce per cinque minuti. Sfumiamo con un po’ di vino (bianco o rosso, a piacere), saliamo e lasciamo cuocere, girando, per altri dieci minuti.

Quando vediamo che il pollo è quasi del tutto cotto, aggiungiamo tre cucchiai di salsa di soia (più ne mettete, più la carne diventa scura), le mandorle e spolverizziamo con una manciata di amido di mais. Lasciamo cuocere per altri cinque minuti o comunque finché il sugo non diventa cremoso. A questo punto mettiamo un cucchiaino di semi di sesamo e giriamo.
Spegniamo il fuoco, mettiamo un giro di olio di sesamo a crudo e… Fatto!
Cosa serve?
Per quattro persone:
1 petto di pollo da 6/7 etti.
Mandorle (abbondate…).
3 cucchiai di salsa di soia.
2 manciate di amido di mais.
olio di semi q.b.
1 cucchiaino di semi di sesamo.
sale q.b.
Federica D’Ascani, cuoca per necessità (gli uomini di casa mangiano come bufali al pascolo) e per intolleranze varie, è in realtà una editor molto quotata e una scrittrice raffinata. QUI, potete dare un’occhiata ai suoi libri.


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