L’argomento -serissimo- riguarda le serie, cui molt* lettor* sono affezionat*. Io le adoro, tanto per dire, anche se sono stata più volte delusa da alcune Case editrici, che ne hanno piantate lì una o più, lasciandomi a bocca asciutta.

Come si lavora a una serie.
Seriamente, ma chi ve lo fa fa’ (V.v. “fare”)?
È tanto bello incasellare autoconclusivi uno dopo l’altro.
Zero stress, zero “e mo’ nel 2 che ce metto?”.
Ma non vi stufate di scrivere sempre degli stessi personaggi (a meno che non li accoppate a ogni giro di volume)?
Vabbè, chiusa parentesi, se proprio volete scrivere una serie, ecco i consigli di una che non c’ha capito niente di come si scrive una serie:

– preparatevi PRIMA tutti i volumi della storia. Tutti. Non barate. Non dite “vabbè, il 18mo lo scrivo POI”, perché quel poi arriverà in un lampo e POI v’attaccate al piffero.
– preparate un cambio di identità rapido, in caso di finali aperti in combo con attese lunghe per il volume successivo.
– non pubblicate tutto subito.
– però pubblicate tutto.
– non accoppate/menomate troppo il protagonista principale.
– il punto sopra è uscito a seguito di un giochino con il cellulare. Chissà… Rebecca Quasi random.
– decidete chi fa cosa e quando. Non sparpagliate il party (nel caso di un fantasy) come coriandoli di carnevale, che poi uscite scemi per rimetterli insieme.
– specificate che non è un libro autonclusivo. “Non autoconclusivo” everywhere! Scrivetelo ovunque: sulla sinossi, sinossi Amazon, sinossi per editore, mari, fiumi, laghi, gatti.
– se vi chiedono quando esce il volume seguente e voi non lo avete, ecco alcune opzioni buone come risposta:
1 No hablo tu lengua.
2 Fingersi morto.
3 Ho vari progetti in corso, sai…
4 Quando sarà il momento.
5 Duemilaboh.
6 Oddio, cos’è quello? (indichi qualcosa in cielo, poi scappi).
7 Cotolette al vapore.
Incredibile ma vero, spammo il mio Away. Tipico esempio di volume 1 orfano del 2 da tempo immemore.
Non leggetelo.
Prendetelo solo come esempio d’errore.
Vado a togliermi la tinta dai capelli, ciao!

Inghiottita da un videogioco, Hayley Jones, newyorchese ricca e viziata, si troverà prigioniera della medievaleggiante e immaginaria città di Levongrest. Un mondo al di là del possibile, un incubo cappa e spada dove una donna del ventunesimo secolo, amante dei Martini e del tacco dodici, non può nemmeno immaginare di mettere piede.
Niente diritti, se non la parola di un Barone. Solo doveri, capi chini, onore e spada a dettar legge.
L’aiuto di Clarence Huxley, semplice soldato con l’animo da cavaliere, sarà per Hayley il punto di inizio per una nuova vita. E il sentimento che nascerà tra loro, un luogo dove mettere radici.
Ma l’amore di un soldato inesistente può bastare per lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare daccapo?

Volume I di II
Romanzo NON autoconclusivo
Avviso: Questo libro contiene scene di violenza e linguaggio scurrile che potrebbero urtare la sensibilità del lettore.

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