La poesia non arriva bussando.
Entra piano, oppure spalanca la porta. A volte è un sussurro tra i pensieri del mattino, altre è una frase appuntata sul retro di uno scontrino, una parola che si incastra nel cuore e non vuole più uscire.

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO nel 1999 per riconoscere alla poesia il ruolo di linguaggio universale, capace di unire culture, epoche e persone. La scelta della data non è casuale: la primavera è rinascita, e la poesia è, da sempre, uno dei modi più profondi per rinascere dentro.
La poesia non è solo letteratura.
È uno spazio di libertà.

Per secoli, alle donne è stato concesso di parlare piano, di scrivere poco, di firmare meno. Eppure la poesia è stata spesso il primo luogo in cui una voce femminile ha potuto esistere senza mediazioni. Nei versi, le donne hanno raccontato desideri, rabbie, maternità, solitudini, corpi, sogni, indipendenze. Hanno scritto quando non potevano parlare, hanno inciso parole dove la storia lasciava poco spazio.
La poesia, per una donna, non è mai stata soltanto bellezza: è stata resistenza, identità, testimonianza.
E lo è ancora oggi.
Non serve essere poete per abitare la poesia.
La poesia vive nelle annotazioni sui margini di un libro, nei diari chiusi nel cassetto, nei messaggi mai inviati, nelle frasi sottolineate perché “questa sembra parlare proprio di me”. Vive nelle parole che scegliamo quando raccontiamo una perdita, una nascita, un amore, un cambiamento.
C’è poesia nella quotidianità silenziosa: nel tè che si raffredda mentre leggiamo, nella luce che cade sul tavolo, nel cane che aspetta la passeggiata, nella casa che respira con noi.

Celebrarla il 21 marzo non significa soltanto ricordare i grandi nomi della letteratura. Significa riconoscere che la poesia continua a esistere ogni volta che qualcuno trova il coraggio di dire la verità in poche parole, senza ornamenti inutili.
Forse è questo il segreto della poesia: non chiede spazio, ma lo crea. Non alza la voce, ma resta.
E, come la primavera, torna sempre.

Copertina creata con ChatGPT.