Nel Gruppo Facebook Babette Brown legge per voi (lo trovate QUI), abbiamo discusso di un tema che fa battere il cuore di ogni lettore: quanto conta la prima frase di un romanzo? Può davvero bastare un incipit per farci innamorare di un libro?

Eward C. Bröwa confessa di leggere in fretta, tanto che spesso scopre solo dopo qualche capitolo che la frase iniziale lo aveva già catturato, in modo quasi inconscio. Per lui gli incipit migliori sono quelli che disegnano un mondo, lasciando intuire senza spiegare troppo. Da autore, considera quella prima frase come una soglia: quando gli appare nella mente, sa che la storia è pronta per essere scritta.

Grazia Maria Francese ammette che un incipit straordinario può incantare — ma anche deludere, se il resto del romanzo non è all’altezza. Un po’ come un ristorante dove l’antipasto è da chef stellato e il resto… lo cucina la zia Pina.

Roberta Martinetti conferma: alcuni libri partono con slancio, ma poi si perdono. Cita Fuga di Harlan Coben, “un incipit che spacca”, ma un finale che non convince.

Angélique Gagliolo, invece, si definisce controtendenza: gli incipit non la conquistano. Molti romanzi che ama non l’avrebbero mai presa se si fosse fermata alle prime righe. Lei preferisce leggere qualche pagina “nascosta”, come la 69, e lasciare che la storia le si riveli con calma.

Babette Brown e Marianna Ferrara hanno ricordato alcuni incipit immortali: da Orgoglio e pregiudizio (“È una verità universalmente riconosciuta…”) ad Anna Karenina (“Tutte le famiglie felici si somigliano…”), da L’amore ai tempi del colera a Cent’anni di solitudine. Quelle prime frasi che, più che parole, sembrano promesse. Le trovate in calce all’articolo.

Katy Blacksmith racconta la sua “fregatura epica” presa proprio grazie a un incipit folgorante. Da allora adotta una strategia infallibile: legge pagine a caso, per scoprire se il romanzo regge lontano dai riflettori. “Le pagine vere,” dice, “sono quelle che non sanno di essere osservate.”

Laura Abenante (Editor e correttrice di bozze) cerca equilibrio: un incipit deve colpire, ma non esagerare. Se poi anche l’estratto regge, il libro è suo.

Fernanda Romani, da scrittrice, sa quanto conti l’inizio, ma come lettrice preferisce i finali. Cita quello dei Dresden Files, perfetto anche come incipit: “Mi trovate alla voce mago.”

Rebecca Quasi parla dell’atmosfera dentro cui viene catapultato il lettore attraverso i primi paragrafi: a volte la magia prosegue o addirittura si accresce, in altri casi si sgonfia. In ogni caso l’incipit è il buongiorno, la prima impressione, la prima occasione che abbiamo di convincere i lettori ad andare avanti.

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Il parere di Marcus
Forse l’incipit non è che un battito di ciglia tra autore e lettore.
C’è chi si innamora al primo sguardo e chi ha bisogno di tempo, ma ogni inizio ha un suono preciso, una vibrazione che ci chiama. Gli incipit che amo sono quelli che promettono un mondo, senza svelarlo del tutto — come una porta socchiusa da cui filtra la luce.
Dopo tutto, leggere è questo: scegliere se entrare o restare sulla soglia.

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Facendo clic sul nome degli autori e delle autrici che hanno partecipato alla “chiacchierata” di mercoledì, potete trovare tutti i loro libri. Marianna Ferrara crea cose meravigliose: date un’occhiata alla pagina Facebook “La Luna di Carta“. Laura Abenante lavora come Editor e correttrice di bozze: la trovate QUI.

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Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen: “È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un buon patrimonio debba necessariamente cercare una moglie.”

Anna Karenina, di Lev Tolstoj: “Tutte le famiglie felici si somigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.”

L’amore ai tempi del colera, di Gabriel Garcia Marquez: “Era inevitabile: l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati.”

Cent’anni di solitudine, di Gabriel Garcia Marquez: “Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.”

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Copertina: rielaborazione Canva di due immagini free (Canva).