Chi ama leggere, prima o poi, finisce per immaginarselo.
Non il libro perfetto.
Quello cambia continuamente.
L’angolo perfetto dove leggerlo.
Il mio ce l’ho ben chiaro in mente. Esiste da anni. Non l’ho mai visto davvero, eppure potrei descriverlo nei minimi dettagli.
Tutto comincia da una finestra. Non una finestra qualsiasi.
La voglio ampia, bombata, una di quelle meravigliose bow window che si vedono nelle case inglesi di epoca Regency.
Da lì entra una luce morbida, mai troppo violenta. Fuori ci sono alberi, un prato curato, magari un roseto. In lontananza, il cielo inglese, con quelle nuvole che sembrano dipinte ad acquerello.
Non serve altro.
Potrei restare ore semplicemente a guardare fuori, prima ancora di aprire il libro.
Sotto la finestra c’è una lunga panca imbottita.
Morbida, ricoperta da un tessuto color crema e piena di cuscini.
Non due. Una quantità decisamente eccessiva di cuscini, di quelli che costringono a spostarli continuamente per trovare la posizione giusta.
Ma fanno atmosfera, e questo basta a giustificarli.
Accanto a me, naturalmente, uno scialle. Non perché, anche d’estate, arriva sempre quel momento in cui si sente un filo d’aria e si pensa: “Meno male che l’ho lasciato qui”. No, per niente! Solo perché fa atmosfera…
Ogni lettore ha i suoi rituali, vero?
Sul mio tavolino non trovereste caffè. Ci sarebbe una caraffa di acqua aromatizzata al limone e menta, fresca ma non gelata. Un bicchiere di cristallo. Un piccolo quaderno aperto. Una penna stilografica.
Perché quando leggo mi capita continuamente di annotare una frase, un’idea, una riflessione o semplicemente il titolo del prossimo libro che mi è venuto in mente.
Sulla panca, c’è un libro.
Aperto, con il segnalibro infilato tra le pagine. Per il sogno, lascio da parte la pessima abitudine di “fare le orecchie” alle pagine e uso uno dei mille segnalibri che ho nel cassetto.
È un piccolo invito, come se il romanzo mi stesse aspettando. Come se dicesse: “Quando vuoi, io sono qui.”
E io, difficilmente, riesco a resistere.
Non cerco il silenzio assoluto.
Mi basta quello buono: il fruscio delle foglie; il ticchettio lontano della pioggia sui vetri; qualche uccellino; il rumore delle pagine che si voltano.
Sono suoni che accompagnano la lettura senza disturbarla.
Anzi, la rendono ancora più bella.
Un piccolo dettaglio…
Naturalmente questo angolo di lettura, nella mia immaginazione, sarebbe rigorosamente riservato a me.
Nella realtà, invece, so già come andrebbe a finire.
Io riuscirei a conquistare un angolino della panca. Il resto verrebbe immediatamente occupato da una gatta siberiana convinta che ogni cuscino le appartenga per diritto divino.
E da una cagnolina che, dopo aver fatto tre giri su sé stessa, si addormenterebbe con la testa appoggiata ai miei piedi.
A pensarci bene… Forse è proprio questo il dettaglio che manca al mio sogno.
Perché un angolo di lettura perfetto è fatto di libri, luce e tranquillità. Ma diventa davvero casa solo quando qualcuno – anche con quattro zampe – decide di venirci a leggere il silenzio insieme a me.
Copertina creata con ChatGPT.
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