Ci sono tre scrittrici italiane che io amo particolarmente e delle quali ho letto tutto, ma proprio tutto. Sono molto diverse l’una dall’altra, ma ciascuna di loro ha avuto un’influenza determinate sul mio desiderio di scrivere a mia volta. Certo, quando rileggo un loro romanzo mi sento piccola piccola, una nullità, una povera donnetta di campagna che si diverte a raccontare delle storie… Sono Lalla Romano, Brunella Gasperini e Grazia Deledda.

Oggi vi consiglio i romanzi di quest’ultima, romanzi datati e con un’ambientazione ben precisa e molto particolare, la Sardegna di un tempo, fatta di genti orgogliose e fiere, di donne appassionate, capaci di amare in modo viscerale ma anche di compiere immani sacrifici, di tradizioni curiose, di luoghi selvaggi e meravigliosi. Amo infinitamente Grazia Deledda (QUI i suoi libri) e non solo per il fatto che, come si deduce dal mio cognome, le mie radici affondano per metà in terra sarda. Ma perché, oltre alle storie particolari che racconta, scrive in un modo che mi conquista e riconquista, e mi fa tuffare anima e corpo in un modo arcaico ma estremamente affascinante, un mondo che non esiste più, ma che, per certi versi, richiama alla memoria ciò che a volte mio padre mi raccontava della “sua Sardegna” (che purtroppo conosco molto poco, essendoci andata solo qualche volta per le vacanze al mare, mentre la “vera” Sardegna è quella dell’interno.)

Il mio romanzo preferito non è “Canne al vento“, forse il più noto, ma “Elias Portolu“, nel quale la scrittrice mostra in modo magistrale la sua profonda conoscenza dell’animo umano.

Dell’Autrice dell’articolo, Silvana Sanna, vi ricordiamo il romanzo “Verso una nuova vita”.

 

Ai primi del Novecento la diciassettenne Teresa, con la madre, due sorelle più piccole e un fratellino di pochi anni, lascia l’amato paesello sulle colline del Basso Piemonte per emigrare in Brasile alla ricerca di una vita meno misera per se stessa e i suoi cari.
Le sue aspettative, in quella lontana terra ricca di opportunità ma anche colma di pericoli, e così tanto diversa dalla cara Patria, andranno in buona parte deluse, sino ad un epilogo, nonostante tutto, positivo.
Questo lungo racconto, già pubblicato a puntate su un noto settimanale femminile, si basa su vicende realmente accadute a una famiglia di lontani parenti dell’autrice; tuttavia la storia, pur sostanzialmente autentica, è stata rimaneggiata e integrata con elementi inventati e va dunque considerata solo un romanzo, dove i nomi dei personaggi e di alcuni luoghi sono di fantasia.

Potete acquistare il romanzo QUI.