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Recensione: Un segreto tra noi, di Mariangela Camocardi

Regno Lombardo-Veneto, 1848 – Il mistero che aleggia sulla fine della sorella Loretta induce Emma Savoldi a presentarsi alla villa del cognato, il Visconte Alexander Lippi Monzani. Con il pretesto di volersi occupare del nipotino Markus, a cui la lega un sincero affetto, la volitiva Emma ottiene di poter rimanere a Villa Allegra. Il suo scopo, infatti, è indagare sul visconte, uomo dai modi bruschi e dal ruvido fascino, per scoprire se è in qualche modo coinvolto nella scomparsa di Loretta. Un turbine di scintille si sprigiona da subito tra loro, generato dai reciproci sospetti e da risentimenti di vecchia data, ma anche da un’attrazione irresistibile che nessuno dei due è preparato ad affrontare. E mentre la tensione sale e i segreti si infittiscono, diventa sempre più difficile per Emma e Alex soffocare la passione…

Una nuova, avvincente storia in cui intrighi e sentimenti si intrecciano in un imprevedibile susseguirsi di colpi di scena, firmata da una delle autrici italiane di romanzi storici più acclamate.

Titolo: Un segreto tra noi.
Autore: Mariangela Camocardi.
Genere: Romance storico.
Editore: HarperCollins Italia. Harmony.
Prezzo: euro 5,99 (eBook).

Per chi, come me, spesso trova difficile non addormentarsi con il libro in mano, è un vero balsamo trovare autrici come Mariangela Camocardi. A volte, mi è capitato di pensare, con rassegnazione, che ormai non riesco più a leggere un libro se questo non tratta di battaglie, duelli, sparatorie, inseguimenti, morti a manciate e tutta una serie di azioni mozzafiato. Non appena mi ritrovo fra le mani una storia, non dico noiosa, ma semplicemente “tranquilla”, il sonno incombe e mi coglie a tradimento. “Un segreto tra noi” è stato una boccata d’aria fresca. Uno di quei libri che, nel momento in cui lo metti giù perché “caspita, è tardi!”, e dai un’occhiata alle pagine lette, dici a te stessa: “Come, sono già arrivata  a metà? Ma se l’ho appena iniziato!”

E durante tutto quel tempo non c’è stata una sola battaglia, o duello, o sparatoria. Nessuno inseguiva nessuno e i morti, be’, sì, qualcuno è morto, ma non si sa bene come e perché, e magari bisognerà scoprirlo.

Un esempio delle situazioni che Mariangela Camocardi riesce a creare è lo spassoso incipit di questo romanzo, che tratteggia un gustoso ritratto di Killian, uno dei protagonisti secondari, e ci fa partire con un sorriso. Un aspetto tipico delle storie di questa autrice.  Storie d’amore tormentate e drammatiche, ma nelle quali può capitare di trovare siparietti gustosi che danno una pennellata di leggerezza alla vicenda.

È  in testi come questi che si vede la vera Narratrice. Una mano abile che ci prende e ci conduce all’interno della vicenda. Ci porta a esplorare case, famiglie, coppie, intrighi, meschinità, ipocrisie e lì, in quel tessuto senza strappi o  incertezze, non leggiamo la storia, la viviamo.

Anche in questo romanzo l’autrice ha saputo dosare gli ingredienti giusti: un aitante e nobile vedovo, una ragazza di ottima e ricca famiglia, ma borghese, e la storia d’Italia, quell’Italia ancora tutta da costruire dove covava la ribellione contro gli invasori austriaci.

La protagonista, Emma Savoldi, è quel tipo di donna che, a prima vista, viene giudicata insignificante e, soprattutto, bisbetica, visto il suo carattere forte e tutt’altro che accondiscendente. Suo cognato, il visconte Alex Lippi Monzani, non potrebbe trovare pane più duro per i suoi denti di  arcigno vedovo della sorella di lei. Ma, naturalmente, le cose non sono ciò che sembrano. Potrebbe essere altrimenti in un romance basato su un incastro di apparenze, inganni, segreti inconfessabili e persone che si scoprono diverse da come si erano giudicate a vicenda? Lo scostante vedovo potrebbe essere un uomo che ha pagato cari i propri errori e la fiera Emma una persona capace di riconciliare il rapporto di un padre con il figlio.

Tradimenti ed equivoci attraversano la storia assieme a un tema delicato, inusuale in un romance storico e trattato con grande sensibilità.

E cosa dire dei salaci battibecchi tra Killian, cugino del protagonista e seduttore impenitente, e Christine, tranquilla ragazza di nobile famiglia, ma inaspettatamente decisa e razionale nel capire cosa vuole? Una coppia appena accennata e subito sciolta, ma che lascia presagire futuri sviluppi, magari in un altro romanzo.

Il gioco dei protagonisti e dei comprimari è una coreografia dove ogni passo è studiato con abilità e dosato con precisione, fino al frizzante epilogo.

Sullo sfondo c’è l’imminente rivolta dei milanesi contro gli austriaci, un evento che è diventato uno dei momenti più ricordati e celebrati della storia d’Italia.

Cinque stelline.

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Fernanda Romani

Fernanda Romani

Fernanda Romani è autrice della Saga Fantasy "Endora".
Socia di EWWA, collabora come "recensora" con il nostro Blog.

2 Commenti

  1. 7 marzo 2018 at 10:00 — Rispondi

    Cara Fernanda, ti ringrazio di cuore per aver apprezzato questo romanzo che ho scritto con una passione e un’attenzione particolari. Emma e Alex mi sono cari come se li avessi incontrati veramente e avessi voluto raccontare di loro, E Killian… be’, lui sappiamo bene che razza di sfrontato sciupafemmine sia, vero? Grazie Fernanda, per la tua obiettività e per essere la persona che sei. Grazie Babette per aver dato spazio a me e a questa storia che ci racconta di noi e di quello che siamo stati un tempo: orgogliosi di essere italiani.

  2. Babette Brown
    7 marzo 2018 at 16:26 — Rispondi

    Grazie a te, Mariangela, per avere scritto un bel romance storico!

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