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Recensione: Testa a testa, di Linda Ladd

Dopo essersi trasferita da Los Angeles al Lago degli Ozarks, in Missouri, la detective Claire Morgan si è finalmente adeguata ai ritmi lenti della vita rurale. Questo fino a quando l’orribile omicidio di una celebrità in un resort ultra-esclusivo distrugge l’armonia di una tranquilla mattina d’estate.
Una delle clienti di più alto profilo del dottor Nicholas Black, una bella e giovane attrice di soap opera, viene trovata morta, attaccata con del nastro adesivo a una sedia davanti a un tavolo perfettamente preparato… sommerso nelle profondità del lago.
A Los Angeles, Claire indagava su gente ricca e famosa – e letale – ma non si sarebbe mai aspettata che certi eventi la seguissero anche in quella piccola città sonnolenta. Così come non avrebbe mai immaginato di oltrepassare il limite con il suo principale sospettato.
Sempre più coinvolta nel caso, Claire si ritrova attratta dal carismatico dottore. Per catturare il killer, però, dovrà avventurarsi nei recessi più oscuri della mente umana. Ma Black è lì per aiutarla o per attirarla sempre di più nella morsa di un pazzo?


Titolo: Testa a testa.
Autrice: Linda Ladd.
Traduttrice: Barbara Cinelli.
Genere: Thriller.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 11.05 (cartaceo).

Recensione di Sarah Bernardinello.

Linda Ladd ha costruito un thriller in maniera impeccabile. Un puzzle in cui ogni pezzo si incastra alla perfezione con il successivo. Ci si immerge nella storia calandoci nei panni di Claire, dal momento che la narrazione si svolge in prima persona. Si ragiona e si soffre con lei. Si indaga e si percorre la sua stessa strada.

Il romanzo si apre con quello che si potrebbe chiamare intermezzo, e gli intermezzi si susseguono per tutto il libro: in essi si assiste alla crescita di una persona talmente ossessionata da ciò che ha vissuto fin da bambino (che un padre parimenti disturbato chiama Moccioso), da inseguire senza tregua – e senza dare tregua – la sua ossessione, lasciandosi dietro una scia di sangue. Qui la narrazione è in terza persona, come se uno spettatore descrivesse in modo del tutto asettico la vita del killer, seguendolo passo dopo passo nel suo crescendo di follia.

Non è la sola cosa che colpisce, in tutta la storia. A mano a mano che si procede, che si conosce il passato della detective, il motivo per cui ha deciso di seppellirsi in una cittadina rurale del Missouri, lasciandosi alle spalle una grande città come Los Angeles, si arriva a completare un quadro che risulterà destabilizzante, perché non tutto ciò che sembra innocuo lo è, e non tutto ciò che sembra ostile o nemico si rivela esserlo.
Ostile e nemico come potrebbe esserlo il dottor Nicholas Black, l’uomo che con la sua presenza costante, il suo tentare di crearsi un varco nella spessa corazza fatta di sarcasmo e, a tratti, di scortesia di Claire riuscirà a tutti gli effetti a diventare un pezzo importante in questo gioco di incastri.
Lo psichiatra delle celebrità, ricco come Creso, proprietario del resort dove trova la morte una giovane attrice per opera di uno psicopatico che allestisce ad arte una scenografia folle: è così che si presenta a Claire Morgan quest’uomo misterioso e carismatico, con alle spalle una famiglia da cui non mantiene le distanze e che non ha rinnegato, ma che cerca in tutti i modi di celare ai più. Non ci riuscirà con la detective, alla quale risulterà poi legato a doppio filo, per colpa di un’attrazione che non si riesce a sopprimere né da una parte né dall’altra. I due creano un sodalizio, che potrebbe essere piuttosto deleterio per la credibilità dell’agente di Polizia, ma che potrebbe anche essere la chiave per poter accedere alla mente di questo killer con una predilezione per le pose teatrali.

Un thriller costruito ad arte, si diceva all’inizio. Dall’inizio alla fine, leggendo, si viene a scoprire che dietro tutte le cose c’è una motivazione forte, e che la determinazione diventa perversa nella perseveranza con cui si insegue il proprio scellerato obiettivo. E qui l’obiettivo risulta essere qualcosa di assolutamente inaspettato, ma che, ripercorrendo i passi del killer, potrebbe manifestarsi e apparire senza che si riesca subito a dargli un nome. L’autrice semina indizi: sta a chi legge raccoglierli e legarli fra loro. La verità è dietro l’angolo, o dentro la follia.

#copiafornitadacasaeditrice

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2 Commenti

  1. Sarah Bernardinello
    11 settembre 2018 at 9:19 — Rispondi

    Grazie, Babette ❤

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