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Recensione: Radiant (Korea Drama)

Kim Hye Ja (Han Ji Min) è una donna giovane e ottimista che sogna di diventare la presentatrice di un notiziario televisivo. I suoi piani vengono stravolti quando, all’improvviso, si trasforma in una donna di 70 anni! Al contempo, Lee Joon Ha (Nam Joo Hyuk) vuole diventare un giornalista. Ha lavorato sodo per realizzare il suo sogno, ma ora vive in una realtà deludente. Cosa succederà quando i due si troveranno e scopriranno il vero significato del tempo?

Radiant è una storia particolare, del tutto diversa dai soliti romance a cui siamo abituati. È introspettivo, intimistico, affronta tematiche importanti che spesso da questo genere vengono escluse perché troppo “pesanti”. La vecchiaia, l’essere inutili per la società, la depressione. La vita. Che non è mai rosa, perfetta e priva di dolore.

Non posso dire molto, il bello di questo drama è scoprire la trama episodio dopo episodio, però posso affermare indubbiamente che si tratta di una storia da conoscere, su cui riflettere.

Attori bravissimi, uno migliore dell’altro. Dalle scene divertenti a quelle più drammatiche. Non mi capita mai di commuovermi, ma qui non ho potuto farne a meno. Perché siamo portati a ignorare chi resta indietro, chi non cammina abbastanza veloce da stare al nostro passo, ma se ci si ferma anche solo un attimo, ci si rende conto di quante cose stiamo perdendo, di quanta saggezza potremmo fare tesoro senza saperlo.

Radiant non è solo un drama incentrato sulla profondità della vita e il suo significato, però, ma anche una serie che rappresenta la forza delle donne e racconta quanto l’elemento femminile sia soverchiato dalle responsabilità pur restando il fulcro essenziale attorno cui ruota la vita della famiglia, il più delle volte.

Ovviamente non si può parlare di attori senza menzionare la grande Kim Hye Ja, classe 1941. È lei che dà il nome alla protagonista del drama, è lei la vera protagonista di questo show. Dai sorrisi forse a volte stucchevoli, riesce a esprimere perfettamente il dualismo che il suo personaggio richiede. E alla fine, quando tutto si disvela, appare maestosa. Ho trovato il suo rapporto con l’attrice che la impersona da giovane (Han Ji Min) dolce e tenero, stesse sensazioni d’altronde che trasmette durante tutto il suo percorso. Perché di questo si tratta, guardando questa serie: un percorso da intraprendere con calma e senza fretta di arrivare alla fine.

Nam Joo Hyuk davvero davvero bravo. C’è chi dice sia cresciuto rispetto ad altri drama, io ho semplicemente visto un attore che volta per volta dimostra di avere grandi capacità. Conosciuto tramite il drama “Weightlifting Fairy Kim Bok Joo” (ne parlerò presto, divertentissimo), trovo la sua versatilità degna di essere tenuta d’occhio. E poi, se è bello. Piccolo, eh? Una creatura, ma cavoli! Alto quasi due metri, fisico mozzafiato ed espressività notevolissima. Avrà sicuramente dei difetti, ma sul piccolo schermo non si notano affatto.

Plauso speciale all’attrice Lee Jung Eun che, tra tutti, ha saputo dare al proprio personaggio una profondità assurda. Se è lei la spalla iniziale su cui il fattore comico può appoggiarsi per esplodere (memorabili i momenti “in luce rossa” quando il terrore trasuda a un suo solo sguardo. Molto “anime style” riuscitissimo), è sempre lei a rappresentare il focus essenziale della drammaticità quando il drama cambia ritmo e si fa più intimistico.

Fenomenale per essere tanto idiota quanto perfetto, Son Ho Jun. Quando entra in scena, le lacrime sono assicurate. Per il gran ridere.

La Pagina-Autore di Federica D’Ascani

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