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Recensione: Magic, di V.E. Schwab

Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia. Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…


TITOLO: MAGIC.
AUTORE: V.E. SCHWAB.
GENERE: FANTASY.
EDITORE: NEWTON COMPTON EDITORI.
PREZZO: EURO 3,99 (EBOOK); EURO 9.50 (CARTACEO).

Questo romanzo, da cui verrà tratto un film, rientra nella categoria YA, poiché i protagonisti hanno poco più di vent’anni, e si tratta di un genere che di solito evito vista la mia preferenza verso personaggi più adulti. Ho fatto un’eccezione perché era consigliato da un’amica blogger ed è stata un’ottima scelta.
Davvero affascinante il multiverso che l’autrice ha sviluppato per la trilogia “Shades of magic”, di cui questo libro è il primo volume. Un’ambientazione collocata nel tardo Ottocento, dove la magia è di uso quotidiano, ma viene utilizzata in modi totalmente diversi  nelle quattro versioni di Londra – Rossa, Grigia, Bianca e Nera- in cui il protagonista, Kell, riesce a muoversi.
Ormai è rimasto uno dei pochi ad avere questo potere. Gli Antari, l’etnia di maghi a cui appartiene, è quasi estinta e averne uno al proprio servizio è un’ambizione alla quale i regnanti non rinunciano. Questo per Kell, è stata una fortuna, ma è anche la fonte del suo malessere personale. Orfano, adottato dalla famiglia reale di Londra Rossa, quindi elevato al rango di principe come il loro figlio naturale, Rhy, erede al trono, l’antari vive nell’eterna inquietudine di chi si sente fuori posto. Non gli è sufficiente l’affetto, forse troppo ostentato, della coppia reale e quello autentico che lo lega al fratello.
È questa inquietudine che ne ha fatto un contrabbandiere di oggetti magici e non manca mai di pesargli addosso, come un vuoto che, da sempre, accompagna la sua vita.
Determinante sarà il suo incontro con Delilah, abitante di Londra Grigia, ladra, truffatrice, egoista, dedita solo al proprio interesse e a perseguire l’ambizione di diventare pirata. Un personaggio che non suscita subito grandi simpatie, ma che nel corso della vicenda riuscirà a farsi apprezzare.  Lila è l’alleata ideale per Kell. Coraggiosa al limite dell’incoscienza, ha un suo personale senso della lealtà che si mescola efficacemente alla sua mancanza di scrupoli.
Mi è piaciuto il rovesciamento di ruoli tra questi due personaggi. La persona romantica, prigioniera dei propri valori etici, che la spingono ad agire contro il proprio interesse, è Kell, non certo Lila.
La loro alleanza e amicizia pone le basi per successivi sviluppi che si prospettano davvero allettanti.
Ma non bisogna dimenticare le altre due protagoniste di questa storia: Londra e la magia.
Londra: Kell ne attraversa tutte le versioni, tranne quella Nera, proibita a chiunque. Le descrizioni sono vivide, efficaci, danno corpo alle suggestioni fumose di Londra Grigia così come al terrore strisciante di cui è pervasa Londra Bianca, per poi tornare ai colori di Londra Rossa. Ogni versione è caratterizzata con abilità e ci riempie i sensi di odori, atmosfere, sensazioni.
E poi c’è lei, la magia. Onnipresente. Perfino a Londra Grigia, dove è stata ignorata e dimenticata per secoli, la sua presenza aleggia nell’aria, sottile e impalpabile. Il sistema magico inventato dall’autrice è straordinario, efficace, pieno di sorprese e ferocissimo. La magia smette di essere un puro strumento e diviene una creatura viva, pronta a tutto pur di prendere il sopravvento su chi pretende di usarla.
Il romanzo ha un buon ritmo; si prende il suo tempo nella parte iniziale e ci mostra tutto quello che dobbiamo sapere della vita di Kell e del mondo in cui si muove. Quando gli eventi cominciano a incalzare il lettore, la storia non lascia requie e diventa un implacabile susseguirsi di colpi di scena, azione e momenti drammatici. Come in ogni romanzo d’avventura che si rispetti, i piani non vanno mai a buon fine, il nemico è sempre pieno di sorprese e gli alleati non arrivano mai in tempo. È questo che rende le vittorie ancora più sofferte e dà loro una necessaria sfumatura di amarezza.
Poi ci sono le domande che noi lettori ci stiamo facendo, le informazioni seminate nel corso della storia e lasciate in sospeso.
E c’è Lila, una ragazza che non cerca l’amore, ma l’avventura e la libertà, che uccide quando altri si farebbero degli scrupoli morali e che ha pochi ricordi del proprio passato. Veste come un uomo, ama l’indipendenza e persegue con tenacia i propri obiettivi. Un personaggio che incuriosisce molto e che sarà sicuramente fondamentale per i prossimi volumi.
Non resta che sperare di poterli leggere, gli altri due episodi.
Io sono qui, in attesa.
Cinque stelline.

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Fernanda Romani

Fernanda Romani

Fernanda Romani è autrice della Saga Fantasy "Endora".
Socia di EWWA, collabora come "recensora" con il nostro Blog.

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