Su una spiaggia del litorale tarantino viene ritrovato il cadavere di un docente universitario sulla cui spalla è stato impresso un marchio a fuoco raffigurante un fiore di loto.
Il commissario Spiro Fusco si occupa del caso. Vive insieme alla figlia da quando Angela, tredici anni prima, ha abbandonato entrambi senza una apparente ragione, facendo perdere le sue tracce.
Quando Spiro comincia a indagare sull’assassinio del professore universitario, non immagina che le ricerche si intrecceranno con il proprio passato fino a sollevare il velo di mistero che avvolge da tanti anni l’abbandono di Angela.


Titolo: Le ragioni della follia.
Autore: Fabio Giorgino.
Genere: Thriller.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 2,99 (eBook); euro 11,96 (cartaceo).

“Su una spiaggia del litorale tarantino viene ritrovato il cadavere di un docente universitario sulla cui spalla è stato impresso un marchio a fuoco raffigurante un fiore di loto.
Il commissario Spiro Fusco si occupa del caso.”

Questa è la quarta di copertina di un romanzo che per molti versi cerca di ripercorrere la strada intrapresa da Donato Carrisi: assassino psicopatico i cui delitti ci vengono raccontati nei minimi dettagli. Così, il romanzo si apre con l’omicidio della prima vittima, il professor Guglielmo Lombardi. A occuparsi delle indagini è il commissario Spiro Fusco che, da quando è stato abbandonato dalla moglie Angela, vive insieme alla figlia della quale si è sempre preso cura.
Come è logico in questi casi, altri omicidi seguiranno al primo, apparentemente legati tra loro solo da alcuni messaggi di chiaro stampo biblico che l’assassino scrive e da un marchio comune a tutte le vittime: un fiore di loto impresso a fuoco sulla spalla.
Spiro indagherà, fino a giungere a una conclusione tanto inaspettata quanto legata al proprio passato.
Il romanzo, pur essendo ben scritto e strutturato, non mi ha convinta fino in fondo e non solo perché, a differenza di molti altri lettori, non sono una fan sfegata di Carrisi. Mi ha dato un certo fastidio il molto raccontato e il troppo spiegato. Credo che forse l’autore avrebbe dovuto diluire nel corso della storia tutte informazioni che ci dà immediatamente ogni volta che si incontra un nuovo personaggio. Insomma: era proprio necessario che ci informasse immediatamente del fatto che Anna Fortuna fosse lesbica? O che quando incontriamo Isabella ci racconti subito ogni cosa del loro rapporto? Il personaggio del serial killer per motivi religiosi, poi, credo sia stato ampiamente sfruttato da letteratura e cinema, anche se Giorgino trova degli escamotage per complicare la comprensione dei messaggi. Inoltre, per due degli omicidi le spiegazioni che dà l’assassino non sono molto convincenti. Uccidi per vendetta o per eliminare i peccatori? Non tutti i nodi sono stati sciolti, e questo per un giallo non è un bene.
Comunque, il romanzo ha un suo fascino, scrittura scorrevole e bella l’ambientazione tra il mare e gli olivi della Puglia, mentre il commissario Spiro è un personaggio che ha una forte personalità e che non mi dispiacerebbe vedere impegnato in altre indagini.

Tre stelline.
Copia fornita dall’autore.