News

News: Loris, frutto proibito, di Marco Canella

Loris nasconde un passato terribile che lo ha segnato profondamente. Ha fatto una promessa alla madre scomparsa; promessa che gli vieta di innamorarsi.
Comincia a vacillare quando in ufficio si presenta Scilla, neo assunta dalla bellezza indiscutibile, che dimostra di essere intelligente, dolce e sensibile. È il massimo per un uomo, e Loris inizia a provare qualcosa, anche se non vuole ammetterlo.
Un viaggio di lavoro a Milano segna la svolta. Dopo un primo momento in cui i due legano diventando ottimi amici, la situazione precipita. Loris, invitato a cena dal cugino milanese, si presenta in compagnia di Scilla, spacciandola per la fidanzata. Un bacio maledetto apre un solco tra i due…
Sarà la madre, che si presenta in sogno a Loris, a tentare di dare una svolta stavolta in positivo. Incita il figlio a dichiararsi, cancellando quella promessa che non ha più ragione di esistere.
Loris racconta a Scilla il suo passato; torna il sereno, ma un nuovo ostacolo giunge inaspettato a infrangere la tranquillità faticosamente raggiunta.
Il futuro si prospetta tutt’altro che roseo per i due… l’amore riuscirà a trionfare sconfiggendo le avversità?

L’autore ci parla del suo nuovo romance…

“Loris, frutto proibito” è il mio terzo romanzo rosa (dopo cinque racconti lunghi, tre di genere romance e due erotici). Edito da Delos Digital, uscirà martedì 16 gennaio, in offerta lancio per la prima settimana.
Ambientato in un’azienda metalmeccanica del ferrarese, i protagonisti sono Loris, capo dell’area commerciale, e Scilla, ragazza bionda che lavora nella stessa area aziendale, e perciò alle dipendenze di Loris.
Da dove nasce l’idea?
“Scrivi di ciò che sai e ambienta in luoghi che conosci bene”: nasce da qui, perché io lavoro proprio in un’azienda metalmeccanica del ferrarese, anche se svolgo la mia mansione nell’area tecnica.
Mi stuzzicava, perciò, l’idea di ambientare la storia in un’azienda; ancora di più l’idea di un rapporto amore/odio tra un capo e una sua sottoposta.
Lui, uomo misterioso, segnato da un passato difficile che gli vieta di innamorarsi; lei, bella come un angelo, che rappresenta la tentazione.
Non mancherà anche qualche colpo di scena.
Questi gli ingredienti che caratterizzano il mio romanzo; ringrazio in anticipo chi deciderà di leggerlo e, soprattutto, chi deciderà di commentarlo, in tutta sincerità.
Ringrazio Franco Forte e Delos Digital per l’opportunità che mi hanno concesso.
Grazie, infine, alla sempre gentilissima Babette per avermi ospitato nel suo blog.

Marco Canella è nato a Copparo (FE) nel 1979 e vive a Tresigallo (FE). Nel 2012 ha vinto il concorso La Città del Principe di Carignano (TO), con il racconto “Anche gli angeli portano le scarpe”, e per quattro anni consecutivi, dal 2011 al 2014, si è aggiudicato il premio delle Unità produttive dell’industria e dell’artigianato, con altrettanti testi in versi. Ha collaborato con il quotidiano La Nuova Ferrara e con l’Associazione Borghi Autentici d’Italia. Ha frequentato due workshop di scrittura creativa tenuti da Franco Forte. Con Delos Books ha pubblicato racconti in diverse antologie. Con Delos Digital ha pubblicato i racconti “Baciati dalla luna”, “Magia alle terme” e “Quella stella brilla solo per noi” usciti in Passioni Romantiche e “Il Bodylover” e “Ritorno in paradiso” usciti in Senza Sfumature. Ha pubblicato il romanzo “Senti come canta il cuore” uscito nella collana “Odissea Romantica”, sempre di Delos Digital, e il romance “Non voglio innamorarmi di te”, scritto a quattro mani con Fabiana Andreozzi, edito in self-publishing.

Marco Canella tiene un proprio corso di scrittura annuale a Tresigallo (FE), che rientra nel più ampio progetto “Arte e spettacolo”.

Per stuzzicarvi l’appetito…

Le gambe cedettero; si ritrovò col sedere che strofinava il pavimento, la schiena appoggiata alla porta. Le mani gli tappavano le orecchie, le lacrime scendevano copiose, rigandogli il volto.

Avrebbe voluto gridare, avrebbe voluto aprirla quella porta schifosa. Se solo fosse stato più coraggioso, sarebbe entrato e lo avrebbe pestato facendogli sputare sangue. Ma lui non era coraggioso; era complice perché se ne restava in silenzio fingendo che nulla stesse accadendo in quella stanza maledetta.

Fu in quel momento che, per alleviare i sensi di colpa, fece una promessa a se stesso: un giuramento solenne che lo avrebbe accompagnato per il resto della vita. Non poteva sapere che quella promessa avrebbe influenzato gli anni a venire rendendoli ancora più complicati. Si sentiva meglio e ciò gli poteva bastare.

Si sollevò, a fatica, e si diresse in camera, pattinando sul pavimento per non fare rumore.

Sollevo una palpebra e già impreco, mentre tento di spegnere la sveglia. Ci riesco solo al terzo tentativo. Strofino gli occhi, sbuffo infastidito. Sono stanco della solita, noiosa, vita alienante.

Tutte le giornate sono uguali, non c’è mai un cambio di programma. Anche se al lavoro sono considerato “qualcuno”, non ne posso più. Sono accerchiato da tante persone, ma mi sento solo: chi è gentile con me, lo è solo perché spera in un tornaconto. Non mi stimano realmente, e la cosa è reciproca. È un continuo far buon viso a cattivo gioco… una vita di merda, insomma.

Conto fino a cinque, riesco a sollevarmi, mi siedo e strizzo le palpebre. Rimango immobile per un po’, i palmi appoggiati sul materasso, cercando la forza per cominciare questa nuova giornata.

─ Va be’, andiamo ─ sussurro, facendomi coraggio.

I primi passi sono quelli più difficili. Provo a contenere lo sbadiglio tappandomi la bocca con una mano, poi infilo il mignolo nell’orecchio per sconfiggere il prurito. Mi trascino fino in bagno. L’acqua gelida è un toccasana. Osservo il volto riflesso nello specchio, sembra quella di un morto vivente. Inconcepibile visto che ho la sana abitudine di andare a dormire a un orario decente, e per decente intendo non più tardi delle undici. Non ho una ragazza, ho pochi amici che frequento raramente, vivo da solo, non devo rendere conto a nessuno, eppure la stanchezza incombe come una spada che potrebbe cadere da un momento all’altro tranciandomi la testa di netto.

I libri di Marco Canella su Amazon 

Post precedente

Recensione: La Drag Queen e il Re degli Homo Pomp, di TJ Klune

Post successivo

Intervista: Alessandra Magagnato e Francesca Giraudo di Quixote Edizioni

Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da qualche anno, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. Marco Canella
    11 Gennaio 2018 at 14:18 — Rispondi

    Grazie mille per questa bella presentazione! 🙂

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *