Pensieri sparsi

Lotto marzo, di Federica D’Ascani

#Lottomarzo. #Lottomarzo. #Lottomarzo.
Ripeterlo, forse, riuscirà a farmi entrare nella zucca il fatto che c’è ancora qualcosa per cui combattere. Dopo i manifesti della Lega contro l’autodeterminazione della donna, dopo le caramelle regalate dalle ferrovie dello Stato, dopo le assurde campagne pro-vita che vogliono di fatto la donna mero involucro di fluidi corporei maschili. Perché è il suo ruolo, perché è “natura”. E dopo, notizia delle ultime ore, la legge sulla legittima difesa che avvicina ancora di più l’uomo all’arma, come se finora non avesse ucciso abbastanza. Come se già non avesse “giustificazioni” per farlo.

#Lottomarzo. #Lottomarzo. #Lottomarzo.
Perché il fatto che ancora ci siano sentenze che parlano di “tempesta emotiva” e diminuiscono le pene degli assassini di donne non deve farmi desistere dal punto focale del mio combattere: il mio/nostro diritto di essere. Pure per quelle che la colpa la danno a quelle come me. Che dicono “Mammamia, quanto sei esagerata, rilassati un attimo, che è una battuta”.

#Lottomarzo.
No, il fatto che si chieda di non parlare di quote rosa per non svilire i nostri diritti NON deve abbattermi. Il fatto che pubblicamente si inviti una cantante ad aprire le cosce per farsi violentare, altro che “i porti aperti” non deve farmi pensare che al governo ci sia gente che è di fatto mia nemica.

#Lottomarzo.
Che poi, voglio dire, ce ne sono di uomini che la pensano come me. E infatti metto il like a ogni post figo. Perché deve essere applaudito quel “maschio” che ribadisce il fatto che una donna è uguale a lui. Non è che è una cosa normale, ma una frase sparata da una mosca bianca.
Nel 2019.

#Lottomarzo.
L’8 marzo di qualche anno fa dicevo che le donne che uscivano e festeggiavano erano mignotte. Sì, sì, proprio mignotte. Perché ero piccola, seguivo la corrente, e se lo dicevano tutti allora era vero.
Come oggi. Perché lo dicono tutti, quindi è vero. È vero che se metto una gonna e non sono longilinea sono oscena. È vero che se metto il perizoma sotto sotto non aspetto altro che uno mi si prenda e mi sbatta al muro. È vero che se il ragazzo dei miei sogni mi dà un ceffone alla fine dimostra di volermi, e volermi davvero: perché ci tiene. Alla fine la gelosia ormai rientra pure nelle cause considerate valide per omicidio, quindi, ao, qualcosa vorrà dire. Sarà vero.

#Lottomarzo.
Oggi ho sentito dire che l’8 marzo è la festa della mamma. Ah, no, cioè, sì, vabbè, della donna.

#Lottomarzo. #Lottomarzo. #Lottomarzo.
Io l’otto m’arzo, poi decido. Perché tanto combatto oggi, combatto domani, combatto dopodomani, e forse l’otto deciderò di tacere e lasciar parlare le caramelle nei treni e il detersivo per i piatti nel supermercato (sì, è in offerta un po’ ovunque, appositamente per la “nostra” festa. Se volete approfittarne, che di questi tempi non si butta via niente, gridate insieme a me un bel: yuppidu!).

#Lottomarzo.
E combatto?
Combatto. Perché non ho deciso di nascere donna, ma sono orgogliosa di portare quei due cavolo di cromosomi.

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