Malahyde Hollow, a un passo da King’s Cross. Quale sede migliore della casa più stregata di Londra per la J & J investigations? Dall’Europa Continentale giunge il misterioso Conte Ferenc non per i servizi di Jonas e Jericho, ma per acquistare la Casa Nera per i suoi figli. D’improvviso i fantasmi che avevano abbandonato Jericho alla sua nuova vita di investigatore si risvegliano tutti insieme di colpo. Può essere un caso? Chi è il Conte Ferenc?
All’ombra sinistra dell’arcano della Torre, Distruzione e Cambiamento investono la nuova sede dell’agenzia di investigazioni. Alla fine tutto si giocherà in una singola, rischiosa partita.
Titolo: Victorian Solstice.
Autrici: Federica Soprani & Vittoria Corella.
Serie: Victorian Solstice, volume III.
Genere: fantastico.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 3,99 (eBook), euro 20,80 (copertina flessibile).
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Cinque stelle su cinque.
Ci sono libri che sai che ti faranno male prima ancora di aprirli. E hai voglia a dirti che sono storie, fantasia, personaggi inventati, fervida e crudele immaginazione. Se hai conosciuto Jericho e Jonas nei precedenti due volumi, te ne sei innamorata. Se te ne sei innamorata, vorresti vederli felici. Ma Jericho e Jonas sono creature d’ombra e di colpa anche quando sono innocenti. E non sempre lo sono. E l’ombra taglia come una lama ben affilata. Ecco, queste pagine tagliano, stendono un velo fatto di consapevolezza che niente di bello, niente di buono può durare a lungo. Quante volte l’ho sentito dire da una delle due autrici. E quante volte mi sono chiesta perché. Perché dirlo? Perché ribadire la caducità delle cose? Perché togliere speranza anche in una storia di fantasia? Perché l’oscurità arriva sempre? Perché la bellezza diventa colpa e viene infranta? Ecco, il fascino delle storie di Victorian Solstice, passate, presenti e quelle che – spero, povera me, come chi spera di essere colpito ancora e ancora – verranno sta proprio in quel senso di ineluttabile che permea ogni pagina, ogni descrizione, ogni dialogo, ogni singola parola.
Non sono convinta che l’epoca vittoriana fosse intessuta di tenebre così fitte. Per come ho voluto immaginarla e ricrearla io, i raggi di sole ogni tanto trovavano un varco. Non qui, non quando esistono case completamente nere, amori trasformati in disperazione, colpe che nessuno vuole perdonare, consapevolezze che sono una condanna definitiva.
Io sapevo che questo romanzo mi avrebbe trovata fragile, troppo. E che mi avrebbe lasciata ancor più angosciata di quanto fossi quando ho affrontato la prima pagina. Sì, è una storia inventata. Sì, Jericho e Jonas e tutti gli altri non esistono. Però le storie di Victorian Solstice raccontano una lunga corsa verso l’abisso. E l’abisso non avrà pietà di nessuno. Cinque stelle non bastano. Ma in questa storia le stelle hanno zanne affilate e promettono cose. Meglio non averne troppe.

QUI potete trovare tutti i libri di Laura Costantini, giornalista RAI e scrittrice sopraffina.

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