Nel 2019 una balena tenta il suicidio ma viene salvata da Greenpeace. Si scopre che è una balena parlante, viene ribattezzata Blues e diventa un caso mondiale: simbolo vivente della crisi ambientale, ma anche celebrità pop, testimonial, personaggio televisivo, perfino frontman di una band. Trent’anni dopo, nel 2049, un gruppo di psicologi incaricati dal partito ecologista Fronte Natura la sottopone a una lunga intervista per valutare la sua idoneità al reinserimento in natura. Ma Blues ha un’idea diversa: raccontare la propria storia per convincere tutti che l’unica vera libertà che le resta è un’altra. Con sguardo malinconico e disincantato, “L’onda lunga” attraversa tre decenni di deriva culturale, mediatica e politica. Un romanzo in cui una voce non umana si fa testimone della nostra umanità smarrita. Perché a volte è solo chi viene da un altro mondo a capire davvero cosa sta succedendo al nostro.
Titolo: L’onda lunga.
Autore: Mariano Rose.
Genere: Narrativa contemporanea.
Editore: Las Vegas.
Prezzo: euro 15,20 (copertina flessibile).
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Cinque stelle su cinque.
Cinque stelle non sono sufficienti per questo romanzo e per il coraggio dell’autore, Mariano Rose, e della casa editrice, Las Vegas Edizioni. Mettere al centro di una spietata, esaustiva, ponderata analisi del nostro presente e del nostro probabile e disperante futuro una balena è qualcosa di pazzesco. Di geniale. Di folle eppure così giusto. Blues è una balena maschio, un esemplare che si spiaggia negli anni immediatamente precedenti la pandemia e che vorrebbe morire lì, dove si trova, perché, all’improvviso, ha cominciato a pensare come un essere umano, a porsi domande, a cercare ragioni e scopi. Viene salvato, Blues, e viene studiato perché… ha parlato. Ha chiesto, implorato di essere lasciato morire in pace. Non è stato esaudito. Inizia così una parabola trentennale che lo vede attraversare l’agonia di questo pianeta e di questa umanità da spettatore disincantato, verrebbe da dire cinico. Il romanzo è un lungo flashback cui è costretto da un’equipe di studiosi che deve decidere del suo destino, visto che il destino dell’umanità è già stato deciso da una politica assurda, da un’economia avvitata su se stessa, da un inquinamento senza cedimenti, da una crisi climatica impietosa (e perché mai dovrebbe avere pietà di chi è causa della propria fine?). Si legge tutto d’un fiato, si seguono ragionamenti, si riflette, si prova paura, rabbia, esaltazione anche. Rose scrive benissimo, Blues è un personaggio indimenticabile e credo sia il primo caso di balena di cui una lettrice possa innamorarsi. Perché Blues ha un’anima luminosa e oscura, ha bisogno disperato d’amore, è fragile come un bambino e carogna come un adulto. Ma rimane diverso da noi e, proprio per questo, capisce di più e meglio. Non voglio dirvi altro, se non LEGGETELO! Farà male ma ne varrà la pena.
Le storie di Laura Costantini le trovate qui. L’ultima uscita ve la facciamo conoscere da vicino:
Questi cinque racconti più uno sono pensati per chi è già fan di KL and the Victorians e rispondono alle curiosità espresse da chi ha già letto la trilogia. Com’è partecipare a un talent e vincerlo a vent’anni? Fino a che punto il successo decide della tua vita, anche e soprattutto sentimentale? Cosa si prova quando una persona che ami è sotto i ferri e non sai se avrà, e quindi se avrai, un futuro? Quanto è facile deludere le aspettative di chi ha totale fiducia in te? Domande cui, forse, troverete risposte in queste pagine che approfondiscono le anime di Robert, di Kiran, di Stan, accompagnandoli fino a un Natale già lontano nel tempo: quello del 2019.



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