La televisione trasmette ventiquattr’ore su ventiquattro, con un ricco palinsesto che varia dall’intrattenimento senza cervello alla propaganda religiosa. Non esiste internet. Viene tutto rigorosamente prodotto e distribuito all’interno del Paese. Si dice che un muro alto fino al cielo impedisca a chiunque di uscire fuori dall’ultimo brandello di vita che il batterio mangiacarne ha risparmiato. Una donna, una vigilante senza volto, si ostina a prendere parte a una battaglia forse già persa in partenza. Gioca a salvare il mondo, sempre che il mondo voglia o meriti di essere salvato. A qualcuno importerebbe? Forse a Giulia, piccola innocente anima inconsapevole, l’unica cosa bella in una realtà senza speranza. Poi un giorno un foglietto con poche parole scarabocchiate mette tutto in discussione. “So tutto”. È così che ha inizio un oscuro viaggio a bordo di un pick-up nero in compagnia di tre perfetti sconosciuti, nel quale scoprire cosa c’è al di là del muro svelerà inquietanti e imprevedibili verità.
Titolo: Un esercito di pomodori tristi.
Autrice: Adelaide Rossi.
Genere: Fantascienza.
Editore: Dialoghi, Spaghetti Weird.
Prezzo: attualmente non disponibile.
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ma anche 🍅🍅🍅🍅🍅
Avete mai preso un libro per il titolo? Io mai, prima di questa primissima uscita del marchio editoriale Spaghetti Weird. Non saprei dire il perché, ma “L’esercito dei pomodori tristi” mi prometteva un storia coinvolgente. E la promessa è stata mantenuta.
Ora, potrei citarvi l’ineluttabilità di “Blade Runner”, la crudeltà di “Hunger Games”, le infinite possibilità di “Altered Carbon”, l’immancabile cattiveria di qualsiasi edizione de “Il grande fratello”. Tutti questi ingredienti li trovate in queste 284 pagine. Ma c’è molto altro.
Adelaide Rossi ci ha apparecchiato una distopia in salsa bolognese. Il mondo, direbbe zio Stephen King, è andato avanti. Male. Una guerra (ce l’ho, verrebbe da dire); una pandemia (ce l’abbiamo avuta); una insopprimibile volontà di alzare muri (c’abbiamo pure questa) e di escludere i “diversi” (questa non l’abbiamo mai persa). Aggiungete una spruzzata abbondante di fanatismo religioso cattolico e la convinzione che oltre il muro ci sia l’apocalisse. Voce narrante, in prima persona (e chiunque mi viene a dire: uh, che noia, no, non mi piace, potrebbe trovarsi ad affrontare serie rimostranze) una giovane donna guerriera, orribilmente sfigurata che ha più nomi di quanti ne vorrebbe e ha, anche, una persona di cui prendersi cura: una ragazza/bambina.
Che c’entrano i pomodori? Eh, non ve lo dico, ma li troverete e li sentirete fare quel brutto rumore di quando cadono e si spiaccicano a terra. D’altronde la copertina lo dichiara, mentre la quarta ci mette sull’avviso: se l’istinto di sopravvivenza è una colpa, siamo tutti colpevoli. Come confutare questa verità? Adelaide Rossi non solo non la confuta, ci costringe ad affrontarla e accettarla senza concedere redenzioni.
La protagonista di giorno scrive articoli per i Pastori della Fede (i fanatici della religione che comandano in città) e di notte combatte mostri. Umanissimi mostri sotto effetto di droghe, gente che si diletta di violenza, uccisioni e cannibalismo. Il buio è fitto e l’esistenza non fa sconti, come la scrittura che alterna pensieri spezzati, dialoghi scarni, lunghe riflessioni. E rivela, pagina dopo pagina, ciò che non possiamo immaginare, non vorremmo immaginare e che invece la guerriera sfigurata e cinica ci sbatte in faccia esattamente come pugni, calci, schiaffi. Perché conosce la sofferenza e non la risparmia a nessuno. Perché non riesce a sorridere (e dovrebbe essere pazza per volerlo fare) se non a costo di dolore fisico. Che non abbia più una faccia lo scopriamo presto. Eppure diventa bellissima mentre ci conduce per mano alla scoperta della verità ultima. Un esordio, quello di Spaghetti Weird, commovente. Un’autrice, Adelaide Rossi, da tenere d’occhio. Cinque stelle, spiaccicate ma non per questo meno brillanti.
I romanzi di Laura Costantini li potete trovare facendo clic qui.

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