Romagnola, classe 1965, sin da bambina Angela ha coltivato una grande passione per la scrittura e per la lettura.
Ha iniziato scrivendo poesie, poi è passata ai racconti.
Dopo un lungo periodo di allontanamento dalla scrittura, ha ripreso la penna in mano e ha raccontato una breve storia di fantascienza per una manifestazione culturale del suo paese.
Finalista, nel mese di settembre 2013, al Primo Concorso “La seduzione e l’eros” organizzato da Edizioni Progetto Cultura e Caffè Letterario “Mangiaparole” di Roma, cui ha partecipato con il racconto intitolato “Driver”.
Alla fine del 2013 ha pubblicato in self-publishing il racconto “Red card”; nell’aprile del 2014 il romanzo “Nel profondo dei tuoi occhi”; a dicembre dello stesso anno “Il risveglio di Giulia” e a seguire “La scelta di Giulia” e “Il destino di Giulia” della trilogia “Sempre”. A marzo del 2016 è arrivato il primo della quadrilogia “Taste&Love” intitolato “Un assaggio di te” a cui ha fatto seguito “Il sapore di te”.
Alla fine di ottobre dello stesso anno, ha visto la luce il primo di una serie di brevi romanzi intitolata “Joop”, che narra la vita e le avventure di un sexy informatico. Della stessa serie, il 27 aprile 2019 è uscito il n. 9.
Nel cassetto dell’autrice giacciono bozze di romanzi e racconti, la maggior parte di genere romance ed erotico, ma anche una storia fantascientifica.
Sposata, ama cucinare e prendersi cura dei suoi due gatti, Perla e Sassenach.
Tra le sue grandi passioni c’è la lettura, i suoi generi preferiti sono la fantascienza, il fantasy e il romance.
Di lei si dice che abbia… una fervida immaginazione.

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1. Che genere scrive? Ce ne parla? Ci racconta come mai ha scelto questo genere per esprimersi?
Scrivo principalmente romance, forse perché ho sempre letto sin da adolescente questo genere, o forse perché sono una persona romantica.
Mi piace raccontare come uomo e donna affrontano diversamente il coinvolgimento amoroso, l’innamoramento, le difficoltà che ci si può trovare ad affrontare in una storia d’amore.
Ho scelto il genere romance forse anche per pigrizia, perché ho notato che era quello che mi riusciva più semplice e naturale scrivere.

2. Come scrive? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone?
Scrivo al computer e, a seconda della situazione, opto per il desktop o per portatile, poi ho un quadernetto per le ispirazioni estemporanee che tengo nella borsa.

3. C’è un momento particolare nella giornata in cui predilige scrivere i suoi romanzi e racconti?
Mi piace scrivere la mattina, perché sono più lucida e reattiva, però dipende tanto anche dall’ispirazione, per cui a volte scrivo anche di pomeriggio e di sera.
Di sicuro preferisco scrivere quando sono sola e sono abbastanza certa di non venire interrotta.

4. Quando scrive, si diverte oppure soffre?
Più che altro mi diverto, però vivo anche momenti di sofferenza nei passaggi complicati o dove bisogna maggiormente scavare nel personaggio.

5. Nello scrivere un romanzo, “naviga a vista” come insegna Roberto Cotroneo, oppure usa la “scrittura architettonica”, metodica consigliata da Davide Bregola?
In genere mi faccio una scaletta, anche se non sempre la rispetto, e cerco di mantenere una linea, però sono debole nei confronti dei personaggi, loro lo sanno e mi prendono sempre la mano per cambiare le loro sorti, per farsi più belli o meno stronzi. Insomma, fanno quello che pare a loro.
L’unica routine che seguo senza sviare è la preparazione prima di iniziare a scrivere, m’immergo nei luoghi, studio le città, creo un tappeto sul quale mi sia agevole stendere la mia trama.

6. Quando scrive, lo fa con costanza, tutti i giorni, come faceva A. Trollope, oppure si lascia trascinare dall’incostanza dell’ispirazione?
Di sicuro “costanza” non è il mio secondo nome.
Purtroppo sono vittima dell’incostanza dell’ispirazione, vorrei essere quel tipo di scrittore che si siede davanti al computer e partorisce capitoli su capitoli con la facilità con cui chiunque respira, ma non sono fatta così.
Sono emotiva, sensibile agli stimoli esterni e questo influenza i miei ritmi e la mia capacità di lasciarmi andare nel processo creativo.

7. Ama quello che scrive, sempre, dopo che lo ha scritto?
Non ripudio nulla di quello che ho scritto, però non nego che rimetterei volentieri mano agli scritti di qualche tempo fa, dove il mio stile era più acerbo, dove c’era meno ricerca del ritmo, della fluidità e dove la foga di scrivere vinceva su ogni scaletta.

8. Rilegge mai i suoi libri/racconti, dopo che sono stati pubblicati?
A volte sì, ma non interamente, solo qualche pagina, magari quella che mi ha emozionato più scrivere.

9. C’è qualcosa di autobiografico nel suoi libri?
Nei miei libri c’è molto di me, il modo di vedere certi aspetti della vita, i sentimenti, ma non mi sono ancora azzardata a scrivere veramente di me, delle mie esperienze. Forse temo di mettermi a nudo, di scavarmi dentro, di rivivere certi momenti della mia vita e di essere criticata per le mie scelte.
In compenso, nei due libri della serie (incompleta) “Taste&Love”, per quanto riguarda i personaggi femminili mi sono ispirata ad alcune mie amiche e i luoghi dove si svolgono le storie sono quelli dove sono nata e dove vivo, la Romagna.
Adesso che ci ripenso, anche nella serie “Sempre”, nonostante i protagonisti viaggino spesso da una parte all’altra del globo, c’è tanta Romagna, la mia città Forlì, la riviera, ma anche la collina come luogo di rifugio dalla frenesia della vita.

10. Tutti dicono che per “scrivere” bisogna prima “leggere”: è un lettore assiduo? Legge tanto? Quanti libri all’anno?
Ho imparato tanto leggendo, ogni autore mi ha aiutato a sgrezzare il mio modo di scrivere, a renderlo meno scolastico.
Sinceramente, anche se smettessi del tutto di scrivere, non riuscirei a non leggere, per me i libri sono ossigeno.
Per fortuna che hanno inventato gli e-reader, perché la mia media di libri annua si aggira tra i 150 e 200… non oso immaginare i cartacei dove avrei potuto metterli.

11. Ha mai partecipato a un concorso? Se sì, ci racconta qualcosa della sua esperienza?
Sì, nel 2013 ho partecipato al concorso “La seduzione e l’eros” organizzato da Edizioni Progetto Cultura e dal Caffè letterario Mangiaparole di Roma, e il mio racconto “Driver” è stato selezionato tra i finalisti. È stata un’esperienza che ha nutrito la mia autostima spronandomi a buttarmi un po’ più nella mischia. Inoltre, è stato una buona occasione per rivedere una cara amica e Roma, la mia città del cuore.

12. A cosa sta lavorando ultimamente?
Ultimamente sono impegnata a “sopravvivere”, vivo una situazione familiare che m’impedisce di ritrovare la serenità e la concentrazione giuste per scrivere.
Ogni tanto ci provo, ma faccio una fatica enorme e più di qualche racconto non riesco a produrre.
Ho due serie da completare, “Taste&Love” e “Joop”, inoltre giacciono nel cassetto le bozze di due  romanzi, un chick lit e uno che potrebbe diventare un paranormal romance.
Spero tanto che questo sia l’anno giusto in cui potrò riconquistare un po’ di normalità e così  tornare alla mia amata scrittura.