Sabato 8 novembre si è tenuto al Castello di Varano de’ Melegari il Live del Ventennale della Cronaca Vampire Masquerade di Etemenanki, il Concilio dei Cronotecari.

Per chi non avesse idea di cosa io stia parlando, faccio un doveroso passo indietro. Avete presente i giochi di ruolo? Quelli in cui vi sedete intorno a un tavolo e ognuno di voi interpreta un personaggio, usando dadi strani, mentre un Master, o Narratore, vi guida attraverso labirinti e mostri? Dungeons and Dragons, per intenderci. Eddai, Stranger things lo abbiamo visto tutti, no?… Come no?!?!
Ecco, c’è chi questi giochi preferisce farli non intorno a un tavolo, ma dal vivo, in castelli, parchi e ovunque si riesca a organizzare un evento ben fatto. Di più, questi giocatori amano vestire gli abiti dei propri personaggi, interpretandoli in tutto e per tutto, come in una sorta di teatro d’improvvisazione.

È quello che Etemenanki, Associazione Gioco di Ruolo dal Vivo-Larp (acronimo per “gioco di ruolo dal vivo”, in inglese LARP, Live Action Role-Playing) e da Tavolo, fa a Parma da oltre vent’anni. Siamo stati talmente grandi e importanti che nel 2004 il programma Lucignolo è venuto a fare un servizio su di noi.

Non mi dilungherò sui pregevolissimi eventi fantasy legati all’ambientazione originale di Babilonia, per il semplice fatto che a quelli non ho mai partecipato.
Ma ho avuto l’onore e il piacere di prendere parte fin dal principio alla Cronaca di Vampiri e Mondo di Tenebra, prima come giocatrice, poi come Narratore, fino alla sua chiusura.

In particolare, in quest’occasione parliamo della Cronaca Vampiri Masquerade, che, iniziata nel 1999, si è protratta fino al 2005, data in cui abbiamo cambiato ambientazione. A questa Cronaca e ai suoi protagonisti era dedicato il Live di sabato scorso, che si è tenuto nella suggestiva cornice del Castello di Varano de’ Melegari, in provincia di Parma. Parma, che di questa Cronaca è stata il fulcro e la protagonista. Parma contesa tra i vari Clan di Vampiri, che per anni si sono dati battaglia per ottenere la supremazia nel Ducato. Lo so bene io, che per tutto il tempo sono stata la Capo clan dei vampiri-artisti, o Toreador, come da manuale!
Parma governata dal terribile Podestà Antonio Giovanni, l’usurpatore che ha ottenuto il potere con l’inganno dopo aver sedotto la Duchessa Toreador Maria Luigia (già, proprio quella Maria Luigia!) e aver fatto ricadere su di lei la colpa dell’efferato omicidio del suo consorte. Anche questa parte della storia la conosco molto bene, visto che Maria Luigia ero sempre io! E ho continuato a esserlo negli anni, perché, sebbene morta e stramorta, la Duchessa è tornata come fantasma per tormentare il suo amante fedifrago, perseguitandolo fino a fargli perdere il senno.

E così sabato ci siamo ritrovati a vestire i panni di quegli stessi personaggi che ci hanno emozionato per così tanto tempo, e in una location davvero da favola. C’era Antonio Giovanni, sempre crudele, sempre folle, c’erano tutti i Primogeni con i loro clan, e c’erano i nuovi nemici, i vampiri anarchici e la Seconda Inquisizione, che hanno sferrato due terribili attacchi che hanno messo a dura prova il coraggio dei nuovi, giovani giocatori. E c’era Maria Luigia, con il suo abito bianco e tutto il dolore del suo cuore tradito, che vagava senza requie attraverso saloni e corridoi bui, maledicendo il suo carnefice, sospirando il suo nome.

Ma, alla fine, in pratica, cosa abbiamo fatto?
Siamo stati loro, per una sera, abbiamo parlato come loro, tramato gli uni contro gli altri, abbiamo intessuto alleanze tra Clan e con gli emissari delle corti delle altre città (c’erano ospiti da Modena, Bologna, Reggio Emilia, Trento…). Sono stati compiuti finti rituali magici per esorcizzare spettri, altri per rievocarli dal passato. Abbiamo combattuto (con armi di lattice e finte pistole, tranquilli!) contro chi minacciava noi e i nostri Fratelli. E, alla fine, a Live finito, abbiamo brindato a vent’anni di avventure e sogni condivisi, costruiti insieme, lasciati come eredità e retaggio a chi è venuto e verrà dopo di noi, e abbiamo ricordato tutti gli assenti.

Un’esperienza emozionante, ve lo assicuro, che si ripeterà sicuramente il prossimo anno. Magari anche prima, chissà…