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Diario di Viaggio: Wells e Glastonbury

Siamo sempre nel Somerset, e precisamente a Wells, la più piccola località inglese ad avere il titolo di “città”.

La Cathedral of St. Andrew in Wells è una visione stupefacente, al termine di un lungo prato verde. Si tratta della prima grande cattedrale costruita nello stile gotico primitivo inglese (Wikipedia, se volete approfondire) di cui è anche considerata la massima espressione.

La facciata principale o facciata ovest fu iniziata nel 1209 e completata nel  1250. Ad essa sono state aggiunte delle torri nel XIV e XV secolo. Larga 45 metri circa, è decorata da trecento statue, che raffigurano santi, scene bibliche, sacerdoti e sovrani.

All’interno, occhi schiantati sull’incredibile soluzione adottata per sostenere la navata che rischierebbe di crollare sotto il peso della torre eretta sopra l’incrocio con transetto (1340): una struttura ad archi contrapposti, che risolve i problemi statici in maniera molto particolare.

Una vera e propria indigestione culturale (ci ha fatto da guida un signore appartenente al gruppo di volontari che -fascia azzurra sul petto- assistono i numerosi turisti). Credo che la nostra accompagnatrice abbia un “frisson” (come diceva Nonna Rita) per questo signore… di cui ricordo anche l’italiano forbito e piacevolissimo.

Di nuovo in pullman, ci addentriamo sempre più nella regione della Cornovaglia, alla ricerca di King Arthur.

Siamo a 30 miglia a sud di Bristol, nel distretto di Mendip (non ve ne frega niente, vero?). Glastonbury è famosa per l’abbazia (i resti, veramente), la Torre di San Michele, il festival di musica pop/rock… e last but not least la connessione con la leggenda di King Arthur (la città sarebbe nientepopodimeno che la leggendaria Avalon).

Il murale a Glastonbury che ricorda la leggenda arturiana.

Tutti curiosi, quindi, di arrivare ai resti dell’abbazia per ammirare il punto in cui sarebbero stati trovati i resti di Arthur e Guinevere (una targhetta sul prato. E io che avevo immaginato…). Inutile dire che le signore del gruppo (16 donne e 4 uomini) hanno ben chiara la figura di Sean Connery nel film “Il primo cavaliere” (1995). I sorrisi di complicità si sprecano.

Ricostruita dai benedettini fra il XIII e gli inizi del XV secolo, l’Abbazia divenne luogo di sepoltura di re e santi. Il luogo è inoltre legato al famoso “biancospino di Glastonbury”, che fiorisce sia a maggio che a Natale e che -secondo la leggenda- sarebbe spuntato dal bastone di Giuseppe d’Arimatea, giunto in Inghilterra intorno al 60 d. C. per convertire i Britanni alla religione cristiana.

Raduniamo le truppe esauste e ci arrampichiamo ai nostri posti, nel pullman. In fila indiana, acquistiamo dall’autista una bottiglietta di acqua (1,5 sterline, pari a euro 1,80). Ok, un latrocinio, ma è fresca e mi salva la vita.

Credo proprio che stasera mi scolerò una pinta di birra.

Se volete rinfrescarvi la memoria, ecco il trailer del film “Il primo cavaliere“. In lingua originale, così assaporate la “S” scozzese di Sean Connery.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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