Marika Grosso consiglia LA SCUOLA DELLA CARNE, di Yukio Mishima (per acquistarlo, fate clic QUI).

Leggere questo libro mi è sembrato come assistere a un incidente.
È un discendere sempre più in basso all’inferno. Parla di una relazione tossica e credevo che, come succede spesso nei romanzi giapponesi, non ci sarebbe stato un “lieto fine”.
E infatti non c’è: il personaggio più tossico dei due non si redime per amore, come potrebbe, ma diventa sempre più abietto finché non se ne prova pietà.
La protagonista invece, nonostante varie bassezze, mi ha fatto davvero una buona impressione. Si allontana da ciò che snatura la sua vita e va avanti (non senza qualche ferita).
Ve lo consiglio, se già non l’avete letto.

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Copertina del libro: raffigura una donna nuda, seduta su una poltroncina, mentre fuma un sigaretta. In bianco e nero.

Taeko, elegante e avvenente donna di trentanove anni, conduce una vita agiata e godereccia, destreggiandosi tra l’atelier d’alta moda di cui è proprietaria, le amiche con cui condividere racconti piccanti ed eventi mondani cui partecipare. Stereotipo della donna divorziata e indipendente, immersa nell’alta società nipponica del dopoguerra, ove il desiderio di occidentalizzazione si contrappone a vecchie tradizioni e pregiudizi, Taeko non vuole rinunciare al proprio stile di vita né alla libertà. Poi, una sera, scorge il giovane Senkichi in un gay bar e l’attrazione è fatale. Una magia che scaturisce dalla carne fresca e virile del ragazzo, i muscoli ben tesi, i lineamenti fieri del viso. La vita di Taeko cambia in un batter d’occhio: proprio colei che aveva sempre voluto avventure di poco conto, si ritrova irrimediabilmente in balia di un giovane tanto bello quanto misterioso. Ne scaturisce un gioco perfido e ossessivo. Ma chi è davvero la vittima? Chi il carnefice?

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ROSANNA BALLEELLO consiglia “Ma tu non sembri autistica” di Bianca Toeps (per acquistarlo, fate clic QUI).

Si tratta di un libro che ho scelto per documentarmi relativamente a una storia che sto scrivendo. Forse non mi sarebbe venuto in mente di leggerlo, se non avessi avuto quell’obiettivo, e in tal caso sarebbe stato un peccato, perché posso dire di aver imparato molto sul tema che viene trattato.
Mi è piaciuto anche lo stile, scorrevole e diretto, dell’autrice. Nonostante la vicenda sia autobiografica, vengono raccontate anche altre storie, oltre alla sua. Mi piace anche il tono irriverente con cui l’autrice racconta di sé, e in fondo anche di noi. Nel libro ci siamo infatti tutti noi, con i nostri cliché e la nostra scarsa informazione su situazioni e vissuti, che finalmente ora vengono sempre più narrati dai protagonisti.

Copertina di "Ma tu non sembri autistica"

Autismo: significa essere un idiot savant e sapere a memoria che il 7 agosto 1984 era un martedì, giusto? Be’, no. Dimenticate i film e anche le serie TV. In questo libro Bianca Toeps spiega dettagliatamente com’è la vita quando si è autistici, dall’infanzia fino all’età adulta. Lo fa manuali di psichiatria alla mano raccontando le attuali teorie sull’autismo (e perché alcune, secondo lei, possiamo cestinarle), ma anche narrando la propria storia e intervistando altre persone autistiche. Toeps, senza compromessi e con piglio ironico, descrive la vita quotidiana di una persona autistica, prima di tutto avendo in mente chi è come lei, perché sono ancora troppo pochi i libri scritti da chi ha l’autismo per chi ce l’ha. Non mancano alcuni consigli per i neurotipici (le persone non autistiche) nelle loro interazioni con persone con un disturbo dello spettro autistico: cosa dovresti fare se qualcuno preferisce non guardarti negli occhi, perché a volte è meglio comunicare via email e perché non è un complimento dire loro: «Ma tu… non sembri autistica!». Toeps scrive che ha accettato il fatto di essere diversa e ha trovato soluzioni che per lei funzionano. Ma se anche una maggiore conoscenza dell’autismo può aiutare autistici e neurotipici a convivere meglio, l’importante è capire che i problemi, a volte, se li fanno gli altri. Presentazione di Fabrizio Acanfora.

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MARIA CONCETTA DISTEFANO consiglia “Minerva in fiamme”, di Susanna Raule (per acquistarlo, fate clic QUI):

Un giallo anomalo con una investigatrice, Minerva detta Mimì, poco ortodossa. Minerva è infatti una psicoterapeuta quarantenne che convive con la sclerosi multipla, un simpatico pittore di nome Orlando e un gatto.
Quando viene ucciso un suo giovanissimo paziente, Angel, sedicenne, Minerva vuole andare a fondo della questione a modo suo, pur collaborando con la polizia.
I temi affrontati nel romanzo ambientato a La Spezia (che è co-protagonista della storia) sono tanti davvero e tutti belli “spessi”: disagio giovanile, malattia mentale, microcriminalità organizzata, malattia fisica, carenza di personale nelle strutture sanitarie, speculazioni edilizie ecc. Nonostante lo “spessore” dei temi la scrittura è scorrevole e ben ritmata con molti momenti ironicamente e autoironicamente leggeri che rendono la lettura molto gradevole.

Copertina di "Minerva in fiamme".

Il lunedì è sempre un orrore, si sa. Per Minerva Blanc, psicologa e psicoterapeuta quarantenne in forza al Centro per adolescenti della Spezia, il buongiorno speciale arriva dalla gamba destra, che al risveglio è in fiamme. Dopo quindici anni di (più o meno) educata convivenza con la sclerosi multipla, Minerva sa di aver appena vinto un pit-stop in ospedale causa recidiva in corso. Ignora, invece, che al lavoro la aspetta la notizia che ogni terapeuta teme: un suo paziente è morto. Si tratta di Angel, sedicenne in terapia obbligata dopo l’arresto per spaccio. Un incidente, dicono i rilievi, ma a lei sembra un incidente strano… sospetto, addirittura. Minerva inizia a indagare quasi per caso, ma a ogni domanda ne saltano fuori altre tre. E non è la sola, perché investigano anche i colleghi con le loro fisime, la tirocinante dagli occhi di foca, la psichiatra dalle eterne salopette e persino la neurologa di Minerva. E quando dei sensibili professionisti dell’ascolto come loro si mettono in testa di fare i detective… le cose non vanno proprio come in una serie tv. In una città rovente che sfinisce Minerva sul piano fisico, la teorica sfida intellettuale si fa sempre meno intellettuale e sempre più un completo casino. Tra pazienti che brandiscono coltelli, allarmi bomba, uno spacciatore troppo ansioso di darle una mano, branchi di turisti disprezzati dalla popolazione locale e dirigenti preoccupati delle possibili querele, per Minerva non sarà semplice arrivare in fondo al caso viva e vegeta. O almeno viva…

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Facendo clic sul nome delle “recensore”, troverete tutti i libri su Amazon:

Marika Grosso

Maria Concetta Distefano

Rosanna Balleello

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Copertina: elaborazione Canva di immagine free e delle cover dei libri recensiti (che troviamo anche nel testo dell’articolo).