Sonia Sacrato (Syssa, per chi può parlarle prima del caffè) è nata e vive a Padova ed è appassionata di arte, musica e cronaca dimenticata, che ama intrecciare alle sue storie. Governante full-time dei Kiss, tre gattoni nati per delinquere, viaggia in compagnia di una coccinella di peluche che funge da instancabile travel blogger.  Ha pubblicato la “Trilogia del gatto Pablo”: La mossa del gatto, L’istinto del gatto e L’enigma del gatto.

Cominciamo con qualcosa di leggero…
Presentati come se dovessi farlo a una lettrice che non ti conosce ancora, ma che stai per conquistare.
Preferirei fossero le mie storie a parlare. Le darei  l’ultimo romanzo dicendole che la mia speranza sia di regalarle ore di divertimento, nel senso etimologico del termine. Di volgersi altrove, quindi, di estraniarsi dai problemi del quotidiano e il rumore che c’è lì fuori. Un po’ come diceva il Maestro Ezio Bosso prima di un concerto: “divertiamoci”. Se accetta l’invito ci incontreremo tra le righe di una storia di ombre e di luce.

Piatto preferito?
Le lasagne radicchio e scamorza preparate da Madre.

Il libro che ti ha fatto ridere a crepapelle.
Ridere a crepapelle con un libro non mi è mai successo. Mi piace quando mi si riesce a sorprendere con l’ironia.

Il film che ti ha fatto piangere senza ritegno.
L’attimo fuggente.

Cartoni animati: solo da bambina o ancora oggi?
Anche oggi… Gli Aristogatti ad esempio, e poi adoro Asterix: quelli degli anni ‘80.

Serie TV: sì o no? E quali non ti perdi?
Serie sì, soprattutto quelle “Crime”. Con una piccola deviazione su “Una mamma per amica”, adoro Luke.

Abbigliamento: il capo a cui non rinunceresti mai.
I jeans. L’unica divisa con cui posso affrontare il mondo e le unghie dei Kiss, i miei tre gatti.

Un piccolo lusso quotidiano che ti concedi senza sensi di colpa.
Rilassarmi sul divano con i Kiss.

Se vincessi una cifra enorme alla lotteria, cosa cambierebbe davvero nella tua vita?
Cambierei ritmo nel respiro probabilmente, visto che oggi mi barcameno tra le gioie e i dolori della partita iva. Probabilmente condividerei con chi, come me, ora è in difficoltà e poi mi terrei abbastanza per lavorare ma part time così da avere più tempo per leggere e scrivere.

Adesso facciamo sul serio…
Che genere scrivi? E perché proprio quello?
Scrivo gialli. Anche se con una sfumatura “cosy”. Mi piacciono perché li trovo catartici, la soddisfazione di far fuori qualcuno, quanto meno su carta, ha un certo peso. E poi perché il giallo mi permette di approfondire molto gli aspetti psicologici dei personaggi nelle diverse sfumature.

Come scrivi: penna e quaderno o tecnologia senza pietà?
Entrambi. Ho l’anima vintage: scrivo a pc, prendo appunti su carta. Ho sempre un quaderno a mano ma posso arrivare al tovagliolino di carta del bar.

Quando scrivi: allodola o civetta?
Procione. Quando posso, quando ho un attimo. Scrivo mentalmente anche quando sono in auto. Non ho un orario preferito.

Sei sempre emotivamente coinvolta in quello che racconti, oppure mantieni un certo distacco?
Ci sono dentro più o meno fino al naso. Sempre. (E vista la mia altezza non ci vuole nemmeno molto).

Scaletta ferrea o caos creativo?
Ci vuole il caos dentro di sé per creare una stella danzante, lo dicevano Nietzsche e Zucchero Fornaciari. Li ho presi molto sul serio.

Tagli senza pietà o ti affezioni alle tue pagine?
Taglio se necessario senza troppi rimpianti. Magari in questa storia quella scena non ha senso, ma potrebbe averlo nella prossima.

Quanto riscrivi prima di sentirti soddisfatta?
Non mi do scadenze e non metto paletti.

Ti è mai capitato che un personaggio prendesse una direzione imprevista?
Avoja. I miei personaggi sono cocciuti quanto me, se non do loro retta capace che mi boicottino e impediscano di andare avanti. Permalosetti, direi.

Dietro le quinte
Dopo la prima stesura, come lavori sul testo? Ti affidi a professionisti (beta reader, editor, grafico/a…) oppure fai tutto da sola?
La prima e la seconda stesura sono mie. Poi il testo passa al mio editor storico, Roberto Tossani, che lo rifinisce a colpi di machete. È il mio “mai più senza”.

Prima di pubblicare – o inviare a una casa editrice – fai leggere il testo a qualcuno di fiducia?
Sì, prima di Tossani lo leggono il mio o i miei consulenti dell’argomento. Mi spiego meglio: se sto scrivendo un giallo in cui la parte investigativa è a cura delle Forze dell’Ordine, le varie procedure sono controllate da chi quel mestiere lo fa tutti i giorni, voglio che ogni passaggio sia credibile ma, soprattutto, corretto.

Parliamo di promozione
Usi i social per far conoscere i tuoi libri? Quali preferisci e perché?
Personalmente uso solo Facebook e Instagram. Ho un po’ più dimestichezza con primo.

La promozione ti diverte o la vivi come un peso necessario?
Mi diverte tantissimo. L’incontro con i lettori è stimolante.

Qual è l’errore più grande che hai fatto (o che hai evitato) nel promuoverti?
Poirot direbbe che non sbaglia dal ‘76.

Hai una newsletter? Un sito web? Li gestisci da sola o ti fai aiutare?
Ho un blog che gestisco da sola quando gli impegni di lavoro me lo permettono.

E ora guardiamo avanti…
Cosa bolle in pentola?
Sto scrivendo il seguito di “Dalla parte sbagliata si muore”.  Il mio sovrintendente aveva ancora una storia da raccontare.

C’è un progetto che sogni da tempo ma che non hai ancora avuto il coraggio di scrivere?
Sì. È una storia che mi sta a cuore, ma alle volte ho la sensazione che sia un po’ più grande di me e quindi sto procrastinando. Ma, come ti dicevo, i miei personaggi sono ostinati.

Copertina del libro di Sonia Sacrato "Dalla parte sbagliata si muore". Sfondo nero. Una stanza rossa, con un tavolino e due poltrone (una è rovesciata). Un gatto bianco si allontana.

«… el caigo non è soltanto la semplice nebbia. È la bruma che ghiaccia sui rami secchi degli alberi e delle piante, disegnando profili bianchi e artistici di brina che brilla come sole sul mare. Filtra attraverso gli abiti, i guanti, i pantaloni e, incurante degli spessi strati di tessuto termico, punta direttamente alle ossa…»

È la nebbia, o meglio el caigo, a fare da sfondo a “Dalla parte sbagliata si muore” (Mursia, pagg. 304, Euro 19,00. Per acquistarlo, fate clic qui) il noir di Sonia Sacrato, pubblicato nella collana Giungla Gialla, che trascina il lettore in una Padova immersa nel mistero e nelle sue campagne avvolte da un gelo che immobilizza tutto, tranne la paura.

La trama – Un assassino ricatta la Questura chiedendo dodici milioni di dollari, minacciando nuove vittime. A indagare è l’ispettore Sebastiano D’Elia, trasferito da Napoli e ancora spaesato dal clima del Nord. Nel cuore dell’indagine riappare Diana, quasi cinquant’anni, giornalista, donna in bilico tra bilanci esistenziali e un istinto investigativo che la trascina nel vortice della violenza. Entrambi dovranno fare i conti con una relazione mai cominciata e insieme mai terminata. Per chiarire i loro sentimenti resta poco tempo: mentre la nebbia s’infittisce, lo spietato countdown del killer scorre inesorabile.

Con uno stile sensibile e una scrittura ritmata Sonia Sacrato porta il lettore dentro a un thriller che parla di amore, colpa e scelte che cambiano il destino. Sullo sfondo una Padova fatta di ombre, gelo e umanità ferita, raccontata dall’autrice con l’autenticità di chi la vive ogni giorno. Padova diventa così un personaggio a sé: vicoli, piazze, bora, nebbia e memorie di cronaca nera si intrecciano in una trama che esplora sentimenti sospesi, verità taciute e decisioni capaci di segnare una vita.