Due righe per presentarti? Sii sincera!
Scrittrice perché non posso farne a meno.
Mamma e moglie nei ritagli di tempo.
Cominciamo con qualcosa di frivolo…
Piatto preferito?
Cappuccino e brioche.
Il libro che ti ha fatto ridere a crepapelle.
“Il giornalino di Gianburrasca” di Vamba.
Il film che ti ha fatto piangere disperatamente.
Non piango mai disperatamente, però mi commuovo con i film di guerra, soprattutto quelli in cui appare Churchill.
Cartoni animati? Solo da bambina-ragazzina, oppure anche ora?
Solo da bambina. Non so perché, ma a casa mia vedevamo solo la Rai per cui molti me li sono persa. Mi piaceva “Lady Oscar” che io avrei fatto finire bene, nonostante la Rivoluzione e tutto.
Serie TV? Sì o no? E quali?
Pochissime serie TV.
Dopo la militanza giovanile nelle soap e telenovelas, adesso guardo solo cose che finiscono in massimo dieci puntate.
Ho fatto un’eccezione con le tre stagioni e 75 puntate di “In treatment” con Sergio Castellitto.
Abbigliamento: a quale capo non rinunceresti mai?
Avrei detto i tacchi, ma comincio ad avere male ai piedi per cui ci stiamo separando.
Credo che metterò il rossetto fino a cent’anni.
Confessa: se vincessi alla lotteria, che cosa faresti appena incassato il malloppo?
Comprerei una casa in un posto in cui mi piacerebbe scrivere.
Passiamo alle cose serie…
Che genere scrivi?
Scrivo romance. Contemporanei e storici.
Come scrivi? Penna e quaderno? Tecnologia a tutto spiano?
Se vengo folgorata da un’idea, non che la cosa capiti spesso, me la segno sul quadernino che ho sempre nella borsa. Poi la stesura vera e propria avviene solo ed esclusivamente con il computer.
Quando scrivi? Sei un’allodola, o una civetta (non equivocare)?
Civetta. Fino all’ora di cena vivo un’altra vita.
Coinvolta sempre in quello che scrivi, oppure distaccata?
Per lo più coinvolta.
All’inizio pensavo che senza coinvolgimento la scrittura sarebbe stata priva di appeal e invece, con il tempo, ho capito che si può scrivere anche con distacco. Mai con disinteresse.
Scaletta ferrea, o sturm und drang?
Ho fatto un’unica scaletta in vita mia e due giorni dopo non sapevo più a cosa si riferisse.
Metodica nella scrittura, oppure “quando-posso-non-so-se-posso”?
Nel tempo sono diventata più metodica, ma prevale ancora lo sfruttamento massiccio dei ritagli di tempo.
Pubblichi con una casa editrice (o più di una), oppure sei una self pura? O metà e metà?
Sono un’autrice indipendente, ma ho pubblicato con diverse case editrici. Gli ultimi due romanzi “Il morto al primo piano” e “Una zitella d’oro” sono usciti rispettivamente con Giunti e Mondadori.
Approfondiamo…
Quando autopubblichi, come procedi? Hai finito il tuo libro. Prosegui da sola, o ti rivolgi ad alcune figure (professionali o no), come beta reader, editor, grafico/a…
L’editing e il confronto con le beta reader sono fondamentali.
Le lettrici che leggono in anteprima un testo sono le sentinelle che aiutano l’autore a inquadrare il testo nella sua globalità.
Successivamente l’editing interviene in modo più capillare. Li reputo entrambi passaggi indispensabili. Bisogna trovare persone sincere, gentili e con le quali ci sia feeling.
La revisione che può permettersi un autore indipendente è diversa da quella di una casa editrice; tuttavia, ho avuto la fortuna di collaborare con persone che hanno saputo valorizzare molto i miei romanzi.
Impaginazione e copertine le ho sempre affidate a dei grafici.
Quando pubblichi con una casa editrice, ti servi di beta reader e di un/una editor, prima di mandare il testo all’editore?
No, fino ad ora i testi che ho mandato alle case editrici sono arrivati dopo la prima stesura e senza nessuna revisione, se non una rilettura mia.
Passiamo alla pubblicità…
I social: li usi per far conoscere e promuovere i tuoi libri?
Sì, li uso, ma con moderazione.
La velocità con cui macinano contenuti mi fa sentire continuamente sorpassata. Sarà l’età…
Quali sono i tuoi preferiti? Perché? Quali riscontri hai notato?
Ho un profilo Facebook e uno Instagram.
Posto le novità riguardo alle mie uscite e parlo solo di libri.
Non racconto nulla di me, della mia vita, sono una persona riservata e uso i social solo per scambi che riguardano la scrittura.
Chiudiamo con una domanda classica…
Progetti per il futuro?
Spero che la fantasia mi assista e che mi frullino in testa altre storie da raccontare.
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La recensione del suo nuovo romance storico, Una zitella d’oro, la trovate qui.

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