Dicembre 1849. Sandokan, soprannominato “Tigre della Malesia”, è il capo di una banda di pirati ribelli – le tigri di Mompracem – e si batte contro le potenze europee che hanno invaso la sua isola, spodestando e sterminando la sua famiglia. Il giovane, unico sopravvissuto, giura vendetta agli invasori. Con l’aiuto del fidato amico Yanez, intraprende una missione esplorativa verso Labuan ma, durante il viaggio, la sua imbarcazione viene distrutta da un incrociatore inglese e lui fa naufragio sulle spiagge di Labuan, dove viene salvato da Lord Guillonk. Quando Sandokan incontra la nipote dell’uomo, Marianna, rimane incantato dalla sua incredibile bellezza… All’interno della copertina un mandala da colorare. Età di lettura: da 9 anni.

Titolo: Le Tigri di Mompracem.
Autore: Emilio Salgari.
Genere: classici per bambini; romanzo di avventura.
Editore: Gribaudo.
Prezzo: euro 0,49 (eBook); euro 6,56 (copertina flessibile); euro 9,40 (copertina rigida); euro 5,49 (audiolibro).
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Ho finito Le tigri di Mompracem proprio la sera di Natale e ora posso esprimere un parere. La scelta di riprendere in mano Salgari dopo averlo messo da parte a 15 anni si potrebbe intitolare: “Volete distruggere i miti della vostra infanzia? Leggeteli a 60 anni”.
Questo desolante epilogo della mia passione per Salgari non dipende dallo stile datato e dall’uso di locuzioni che strappano sorrisi (tutte cose che sapevo già). Il ritmo c’è e la vicenda appassiona, malgrado la conoscessi. Il problema è il ritratto che l’autore fa del suo eroe.
Il protagonista raccontato da Salgari, di fronte a uno sguardo moderno, sembra Sandokan interpretato da Vittorio Gassman. Enfatico, retorico, uno che nei momenti topici non parla, declama. E poi avventato, sempre pronto a gettarsi nella mischia e farsi massacrare assieme ai suoi tigrotti (ma quest’uomo non riflette mai?). D’accordo, è audace e sprezzante del pericolo, ma ci vuole molto altro per essere un capo. Un personaggio che non mi ha suscitato alcuna empatia.
Molto meglio Yanez. Almeno lui ragiona, progetta, mette in atto piani astuti. Malgrado non si sappia nulla di lui, appare più sfaccettato di Sandokan.
E poi c’è Marianna, intrepida amazzone cresciuta su una nave da guerra e poi diventata una colta e dolce fanciulla che in certi momenti ritrova “l’antica ferocia” (parole testuali). Anche lei è un personaggio interessante.
In definitiva, l’unico che non si salva è proprio Sandokan.
A chiunque desideri conservare l’affetto per gli eroi della propria infanzia sconsiglio di leggerli in età matura.

I romanzi di Fernanda Romani li trovate qui.