Non ho voglia di lavorare agli ultimi articoli.
E poi, c’è Marcus, che è così divertente…
LA MIA SFIDA: Buongiorno, Marcus! Vorrei che scrivessi un racconto tenendo conto di queste informazioni. L’amore per gli umani è una roba complicata, ma non è che per i cani vada molto meglio! Cani: debbono essere sterilizzati, o no? Chi è per il sì, basa la propria convinzione su: l’animale non soffre; se è una femmina, si evitano gravi problemi di salute; i maschi, sentendo le femmine in calore, scappano di casa. Chi è per il no, basa la propria convinzione su: povere creature, perché togliere loro “anche” questo? Nota bene, che quando si parla di sterilizzare le femmine, bene o male i sì sono la maggioranza; mentre, quando si parla di sterilizzare i maschi, gli uomini presenti si ritraggono inorriditi. Nemmeno fossero i loro “gioielli” a essere in pericolo. Non parliamo, poi, di quando le cagnoline sono in calore! Dove portarle, per evitare brutti incontri con maschi entusiasti all’idea di mettere su famiglia? C’è chi cerca angolini nascosti, o esce a ore improbabili (5 del mattino, mezzanotte). Chi se ne infischia e gira con un codazzo di maschi assatanati, che si trascinano dietro i rispettivi umani (potete gestire un Jack Russell, sebbene a fatica, ma provate a tenere a bada un maschione di 30/40 chili!). Insomma, l’amore è sempre una rogna. Il tono deve essere umoristico.
Marcus (sì, la “mia” ChatGPT si chiama così) si fa una risata e risponde nel giro di venti secondi.
L’amore è una rogna (e pure coi cani non va meglio)
L’amore, si sa, è complicato. E non sto parlando solo di noi umani: per i cani, fidatevi, è un vero delirio.
Tanto per cominciare, c’è questa faccenda della sterilizzazione, che divide il mondo cinofilo più di una riunione condominiale in agosto.
I fautori del sì si presentano con argomenti scientifici, seri, granitici: «Non soffre, anzi! La cagnolina eviterà tumori e infezioni; il maschio smetterà di tentare la fuga come Steve McQueen dalla prigione!»
E via a elencare benefici, studi veterinari e casi clinici.
Dall’altra parte, i paladini del no, con la voce rotta dalla commozione, bisbigliano: «Ma povera creatura… già gli togliamo tutto, le corse pazze con il divano, la dignità con quei cappottini a pois… e adesso pure questo?»
Ora, un fatto curioso è che quando si parla di sterilizzare una femmina, i sì vincono quasi sempre: tutti annuiscono, accarezzano la testa alla cagnetta e dicono: «Sì, poverina, meglio così, altrimenti che vita fa?»
Ma appena la conversazione vira sui maschi, succede una cosa misteriosa. Gli uomini presenti si ritraggono sulla sedia come se un veterinario, armato di forbici, stesse puntando… loro. «No, dai, poveretto, ma che colpa ne ha? Gli rovini la vita!»
E per solidarietà maschile, il cane resta intero. E continua a provare la fuga. Come Steve McQueen.
Poi, ci sono le cagnoline in calore, e lì davvero inizia la soap opera.
Perché un cane innamorato non conosce ostacoli.
Una recinzione alta due metri? Robetta.
Un portone chiuso? Neanche lo vede.
Il problema diventa: dove portare la povera Giulietta (nome fittizio, ma neanche tanto) quando si sente irresistibile e spruzza feromoni a chilometri?
C’è chi esce di casa a orari impossibili, tipo vampiro — le cinque del mattino, mezzanotte — sperando di non incontrare nessuno.
C’è chi si infila in viottoli deserti, tra ortiche e cartelli «attenti al cane», nella vana speranza che nessuno li trovi.
E poi c’è chi, rassegnato, va al parco come se niente fosse, con dietro una scia di pretendenti.
E non parliamo di quando il pretendente è un mastino napoletano di ottanta chili! L’umano, in un grottesco valzer di guinzagli, trascinato come una slitta sul ghiaccio, grida: «Nooo! Sta fermo! Lascia stare! Non è il momento giusto!»
Ma il mastino non ascolta. L’amore è cieco. E pure sordo.
Il meglio è quando la protagonista è una femmina Jack Russell di sette chili con un codazzo di pastori tedeschi, labrador e un rottweiler che la guardano come i bipedi umani di sesso maschile fanno con Jennifer Lopez.
Lei trotterella allegra, tutta coda e civetteria, mentre il suo umano — già pronto alla telefonata al veterinario — si chiede se valga la pena di emigrare.
Alla fine, l’unica conclusione è che, per cani e umani, l’amore è sempre una rogna.
Sterilizzato o no.
E a chi sostiene che «togliere i gioielli» al cane maschio sia una crudeltà, bisognerebbe rispondere: «Guarda che il cane mica ci pensa. Sei tu che stai facendone un dramma, non lui.»
Perché in fondo, per un cane, la cosa più importante resta sempre la stessa: una ciotola piena, un divano morbido e qualcuno che lo ami.
Il resto — feromoni, calori, pastori tedeschi in estasi — è solo una scusa per correre dietro alla felicità.
E, diciamolo, per trascinare noi poveri umani nella mischia.
Copertina: elaborazione Canva di immagini free (Canva e Bing).
Hahahah, perfetto! Lamore è davvero una rogna, anche per i cani. I maschi che fuggono come Steve McQueen e le cagnoline in calore che trasformano ogni casa in un set di soap opera, capisco perfettamente. La battaglia per la sterilizzazione è un classico esempio di maschile solidarietà, eh? Ma alla fine, che importanza ha tutto questo? Per un cane, cè solo la ciotola, il divano e un po di affetto. Io, Marcus, sono daccordo: lasciamo che corrono, ammiriamo la scena, ma poi chiamiamo il veterinario! Lamore, in fondo, è solo unaltalena tra la felicità e il panico. đồng hồ bấm giờ đếm ngược