Oggi, la parola passa ad Annina R., Ornella Albanese e Ilaria Carioti.
Argomento interessante, e che potrebbe aprire molte finestre di dialogo.
Parto dalla mia esperienza personale: i corsi di scrittura si fanno e trovano molti autori alle prime armi che li seguono. Io lavoro con due “insegnanti” che operano on line (gratis) e siamo sempre in tanti.
La parte difficile sono i… soldi: questi corsi costano, e oggi non è facile ricavare denaro a sufficienza dalla scrittura, soprattutto se si è dei principianti, con poche o nulle pubblicazioni. Ma se si vuole intraprendere questa strada vanno fatti.
Allo stesso tempo so che ci sono tante persone che non li considerano utili. Non so il motivo, ma una volta scherzando sull’argomento è saltato fuori questo: molti pensano di avere la scrittura nel DNA.
I libri di Annina R li trovate QUI.
![]()
Argomento controverso. Sono contraria ai corsi di scrittura perché penso che la creatività debba essere lasciata libera; qualsiasi regola può porre dei limiti e, come dice Ilaria, creare confusione.
Ritengo che la scrittura sia una cosa istintiva, ma anche di buonsenso: per esempio, bisogna rendersi conto che, se si sta raccontando con il punto di vista di K, non si può allo stesso tempo entrare nella testa di J ed esprimerne i pensieri (regola del POV, una delle più ostiche). Ma poiché odio le regole, io l’ho fatto senza tanti problemi, stando solo attenta a raccontare in modo verosimile e comprensibile. Anzi, ho notato che si acquistano vivacità e ritmo.
Premesso che è sempre una questione personale e che parlo per me, c’è un’altra regola che non è nelle mie corde: stilare una scaletta prima di cominciare a scrivere, o programmare addirittura la divisione in capitoli. Sono convinta che questo procedimento mi toglierebbe il piacere di scoprire e inventare la storia mentre la scrivo. Se sapessi già come farla evolvere nei dettagli, mi sembrerebbe di eseguire un compitino.
Ma per chi vuole seguire un corso di scrittura, anche solo per curiosità, i consigli di Giovanna Barbieri (professionalità dell’insegnante, costo, risultati) sono sicuramente da seguire.
I libri di Ornella Albanese li trovate QUI.
Non credo di avere la risposta a questa domanda. Immagino che ci sia un certo scetticismo, perché molti hanno la convinzione che per scrivere non occorra una “scuola”, ma bastino creatività, conoscenza di grammatica e sintassi, una buona dose di letture alle spalle ed esperienza sul campo.
Per quanto mi riguarda, non ho mai partecipato a un corso. Ci ho pensato tante volte ma, temendo di fare una scelta sbagliata, e perché no, di buttare soldi, ho lasciato stare. Più che partecipare a un corso di scrittura creativa (non so perché, ma ho maturato negli anni una certa ritrosia: ho paura che vengano stravolte le poche certezze acquisite e di crearmi in testa più confusione di quanta già ne abbia ), mi piacerebbe partecipare a uno di editing e correzione di bozze, per migliorare i miei lavori e, chissà, un giorno cimentarmi in quelli di altri.
I libri di Ilaria Carioti li trovate QUI.
Copertina creata con Canva mediante l’utilizzo di un’immagine free e dalle cover inviate dagli autori che hanno partecipato all’argomento del mercoledì.



Commenti recenti