Il titolo vi lascia perplesse/i? Un attimo di pazienza e capirete. Succede che ho avuto la fortuna di incontrare (prima come contatto, poi come piacevolissima persona) Katjia Mirri (aka Katy Blacksmith). Lei è una forza della natura in bustino, tacchi alti e bellissimi capelli bianchi. Ed è lei che mi ha fatto scoprire che sabato 9 novembre, per la prima volta a Roma, si sarebbe svolta la terza edizione dell’Indie Book Fest.
Ci vediamo? Ci vediamo.

Armata di pazienza e di scarpe comode, lascio l’auto in un garage e scarpino fino a via Cavour  50, zona Stazione Termini. Arrivo che il panel “Indie Book Talk: Storie editoriali di successo” è in corso. Sul palco ci sono Riccardo Bruni, direttore artistico della manifestazione, insieme alle autrici Carmen Laterza, Chiara Assi, Flumeri & Giacometti, Simona Fruzzetti, Giulia Beyman e Bianca Marconero. Il fatto che stiano parlando di IA allo stesso tempo mi appassiona e mi causa il consueto fastidio. Fortuna che mi ritrovo nei pareri espressi su questo strumento del quale pare che si debba far uso ad ogni costo, ma chi la scrittura la vive ogni santo giorno non è del tutto d’accordo. Quando viene espresso il concetto per cui ChatGPT sarebbe il partner ideale per fare brainstorming, Gabriella Giacometti fa notare che lei preferisce Elisabetta (Flumeri, la sua socia) e scatta l’applauso. Direte: e chi una socia non ce l’ha? Esistono validissime/i beta reader che non ti ripetono quindici volte lo stesso suggerimento ribaltando la frase per farlo sembrare diverso.

ELISABETTA FLUMERI E GIULIA BEYMAN

Inoltre (e questo lo dico io) ogni volta che ci rivolgiamo all’AI per una sinossi, un dubbio di trama, la quarta di copertina, la struttura dei capitoli, le forniamo materiale che rimasticherà a favore di altre e altri. Io ci rifletterei. Fortunatamente poi il discorso scivola sul tema portante: pubblicare in self è una seconda scelta? La scappatoia per chi si è visto sbattere in faccia la porta dalle grandi (o piccole) CE? Se non conoscere Giulia Beyman, vi basterà fare una piccola ricerca online (anche senza l’AI, è facile) e capirete di avere davanti una firma da migliaia e migliaia di copie. Ebbene, Giulia Beyman pubblica in self da anni – oserei dire che è stata un’antesignana -, vende molto, vince premi, vive della propria scrittura e la porta sbattuta in faccia, nel suo caso, l’hanno ricevuta le CE che hanno cercato di convincerla a entrare in scuderia. Dite che è un caso unico? No, sono molte e molti, sono sempre di più. Perché le autrici e gli autori indipendenti che fanno sul serio sono veri professionisti che si creano intorno uno staff altrettanto professionale e offrono un prodotto curato e di qualità.

E qui arriviamo allo strano titolo di questo breve resoconto.

STEFANIA TONIOLO CON IL PREMIO

In chiusura della manifestazione, infatti, si è tenuta la cerimonia di premiazione del vincitore della quinta edizione di Amazon Storyteller, il premio letterario che consente ad aspiranti scrittori e penne già affermate di far scoprire al grande pubblico le proprie opere inedite. I finalisti erano cinque: Stefania Toniolo (forse la conoscete per l’account “imieicarimostri”), Salvatore Claudio D’Ambrosio, Antonio Pagliaro (autore di lungo corso, passato dalle CE a una convinta produzione indie), Angelica Romanin e Anthea D’Arrigo. Alla giuria (composta da Natale Rossi, Presidente F.U.I.S. Federazione Unitaria Italiana Scrittori; Sabina Minardi, giornalista e autrice; Fiore Manni, autrice e content creator; Daniela Volonté, vincitrice di Amazon Storyteller 2023; Andrea Pasino, Responsabile di Amazon KDP per Italia, Francia e Spagna) è spettato il compito di proclamare l’Amazon Storyteller 2024. Prima, però, ognuno dei finalisti è stato brevemente intervistato e Stefania Toniolo (sì, spoiler: ha vinto lei!), autrice del romanzo “Non è una storia zombie”, ha raccontato di aver ricevuto tre telefonate da un numero del Lussemburgo e – come facciamo un po’ tutti – ha rifiutato le prime due. Poi si è incuriosita per l’ostinazione e, alla terza chiamata, ha risposto. Scoprendo di essere finalista del torneo.
Quindi, quando è stata proclamata vincitrice (premio in denaro di 10 mila euro, campagna marketing su Amazon.it, possibilità di pubblicazione in formato audio su Audible… mica pizza e fichi diremmo a Roma), Stefania è scoppiata in lacrime e la sola cosa che è riuscita a dire tra riso e pianto è stata: “Se vi chiamano dal Lussemburgo, rispondete!”. E come darle torto?

LAURA COSTANTINI E KATJIA MIRRI (KATY BLACKSMITH)

Tra le foto a corredo di questo resoconto non può mancare quella che mi ritrae insieme a Katjia e alla sua ultima creatura (rigorosamente self): “Il cielo della sposa”, un fantasy xianxia primo volume (ma autoconclusivo) della Saga del Regno di Mezzo.

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