Piranesi vive nella Casa. Forse da sempre. Giorno dopo giorno ne esplora gli infiniti saloni, mentre nei suoi diari tiene traccia di tutte le meraviglie e i misteri che questo mondo labirintico custodisce. I corridoi abbandonati conducono in un vestibolo dopo l’altro, dove sono esposte migliaia di bellissime statue di marmo. Imponenti scalinate in rovina portano invece ai piani dove è troppo rischioso addentrarsi: fitte coltri di nubi nascondono allo sguardo il livello superiore, mentre delle maree imprevedibili che risalgono da chissà quali abissi sommergono i saloni inferiori.
Ogni martedì e venerdì Piranesi si incontra con l’Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest’uomo enigmatico è l’unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo.
Improvvisamente appaiono dei messaggi misteriosi: qualcuno è arrivato nella Casa e sta cercando di mettersi in contatto proprio con Piranesi. Di chi si tratta? Lo studioso spera in un nuovo amico, mentre per l’Altro è solo una terribile minaccia. Piranesi legge e rilegge i suoi diari ma i ricordi non combaciano, il tempo sembra scorrere per conto proprio e l’Altro gli confonde solo le idee con le sue risposte sfuggenti. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l’unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla, ma il mondo che credeva di conoscere nasconde ancora troppi segreti e sta diventando, suo malgrado, pericoloso.
Susanna Clarke, autrice fantasy fra le più acclamate, torna in maniera trionfale con un nuovo, inebriante romanzo ambientato in un mondo da sogno intriso di bellezza e poesia.

Titolo: Piranesi.
Autrice: Susanna Clarke.
Genere: Fantasy.
Editore: Fazi.
Prezzo: euro 9,99 (eBook); euro 15,67 (copertina flessibile).
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Romanzo originalissimo, un fantasy che non assomiglia a nessun altro.
Piranesi è il soprannome del protagonista, è lui che ci racconta la vicenda, attraverso i suoi diari.
Vive in un immenso palazzo di marmo, disseminato di statue e circondato dal mare. Lui lo chiama la Casa e lo venera come una divinità. Si considera l’Amato Figlio della Casa e pensa di aver sempre vissuto lì, anche se i suoi ricordi non vanno oltre un recente passato.
È solo. Ha trovato degli scheletri, forse di altri che vivevano lì prima di lui, ma ora l’unico essere umano con cui ha modo di interagire saltuariamente è colui che chiama l’Altro. Lo considera suo amico, ma è davvero così?
Nel momento in cui nella Casa comincia a farsi sentire la presenza di un’altra persona tutto potrebbe cambiare.

Idea geniale, ma narrazione lenta. Cosa inevitabile per poter sviluppare la vicenda, ma potrebbe risultare scoraggiante. Non si va avanti per entusiasmo, ma perché la storia è talmente strana da rivelarsi troppo interessante per lasciar perdere.
Tutto ciò che il protagonista fa o pensa suscita domande che ci portiamo avanti, pagina dopo pagina. Si percepisce che c’è qualcosa che non va, ma cosa? Sono fin troppi gli elementi discordanti e ogni dettaglio ci riempie di dubbi.
La Casa non è solo un’ambientazione, è un personaggio. In qualunque direzione si vada sembra non avere mai fine. Saloni e Vestiboli, scalinate, statue. Piani inferiori invasi dall’acqua, piani superiori immersi tra le nuvole. Saloni e Vestiboli, a centinaia, diversi uno dall’altro. Ricettacoli di simboli e di profezie. Ogni statua ha un significato, ogni evento meteorologico è una prova da superare, ogni esplorazione rende più vasto il mondo. Una costruzione davvero ingegnosa.

Un romanzo sul valore della solitudine e della semplicità. Il tradimento, l’inganno, la crudeltà fanno parte dell’animo umano così come la violenza, ma c’è chi non ne viene contaminato.
E i ricordi? Quale valore hanno? È meglio ricordare e distruggersi l’anima nell’odio oppure dimenticare e forgiare qualcosa di nuovo?
Piranesi ci conquista con la sua ingenuità e i suoi meccanismi mentali in simbiosi con la Casa. La crudeltà di quanto ha subito ci riempie di rabbia, ma la sua anima, profondamente lacerata, ci dice che quanto conosciamo può non essere Tutto.
Il finale del romanzo merita una menzione speciale. Sarebbe stato facile cadere nella banalità, ma l’autrice, con pochi abili cenni, lo ha reso degno della sua brillante creazione.
Cinque stelline.
Copia acquistata.

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