Nicola Rocca nasce a Bergamo il 23 settembre 1982.
Dopo la pubblicazione con due case editrici, decide di camminare con le proprie gambe, diventando un autore indipendente. Fonda il marchio ENNEERRE e scrive thriller.
Tra i suoi libri più letti ci sono quelli delle serie del Commissario Walker e dello scrittore Roberto Marazzi.

Bene arrivato. Due righe per presentarti?
Ciao a tutti e grazie per l’invito. Nicola Rocca, 41 anni (purtroppo), bergamasco. Dopo mezza vita trascorsa a lavorare nell’ambito della meccanica e dell’automazione industriale (scrivevo di notte!), a un certo punto ho deciso di mollare tutto e salire sulla nave del self-publishing. L’ho fatto nel 2020, in piena pandemia. Contro corrente, contro ogni pronostico e contro il parere di tutti.
E adesso sono qui!

Che genere scrivi?
Lo stesso che prediligo leggere, ovvero il thriller. Spazio dall’investigativo a quello psicologico. Mi piace un sacco creare storie intricate che tengano i lettori sulle spine fino all’ultima pagina.

Come scrivi? Penna e quaderno? Tecnologia a tutto spiano?
Credo che il tempo sia il bene più prezioso che abbiamo. Per questo, ho scelto la tecnologia. Odio fare il lavoro due volte. Sarebbe uno spreco di tempo, appunto.

Quando scrivi? Sei un’allodola, o una civetta (non equivocare)?
Quando ho iniziato ero una civetta: di giorno lavoravo in ufficio, di sera e di notte mi occupavo dei miei racconti.
Adesso, invece, mi sento più un’allodola: scrivo perlopiù durante la giornata, anche al mattino presto. A volte, però, magari in preda all’idea o ai fumi dell’alcol, torno alle origini e mi metto di fronte al pc in piena notte.
Forse, tra i due volatili, sono più un lupo: perdo il pelo ma non il vizio.

Coinvolto sempre in quello che scrivi, oppure distaccato?
Coinvolto al 100%. Anche perché molti dei miei scritti partono da esperienze che mi accadono mentre sono impegnato a vivere la vita.
Non devo fare altro che descriverle, mescolandole con una buona dose di fantasia.

Scaletta ferrea, o sturm und drang?
I primi tempi, ricordo, la scrittura era più che altro uno sturm und drang.
Poi, con l’avanzare dell’età, del lavoro, del numero di romanzi pubblicati e ogni tanto anche del calo della fantasia e dell’attenzione, sono stato costretto a crearmi una scaletta. Anche se poi, durante il lavoro di stesura, non sempre la rispetto con rigore. La mia Editor lo sa.

Metodico nella scrittura, oppure “quando-posso-non-so-se-posso”?
Da quando ho iniziato a scrivere, mi sono sempre imposto l’autodisciplina.
Inizialmente, lo facevo con un tot di battute o parole al giorno. Questa regola mi è rimasta addosso come una seconda pelle. Raramente, scrivo meno parole di quante me ne sono imposte  e solo per cause di forza maggiore. Nella maggior parte delle occasioni, capita invece che ne scriva di più.

Leggi molto? A noi piacciono i topi di biblioteca.
Da tempo, alterno lunghi periodi di scrittura ad altri di lettura intensa.
Ho iniziato a fare una selezione molto rigida delle mie letture, per non sprecare tempo.
Non sempre, però, riesco a godermi appieno il libro che ho scelto: la deformazione professionale mi porta a leggere con occhio critico e indagatore. Mi piace studiare gli stili degli altri autori.
Se dopo un po’ di pagine il libro non mi prende lo abbandono. Da tempo non mi attengo più alla regola che vuole che un libro iniziato debba essere concluso.

Pubblichi con una casa editrice (o più di una), oppure sei un self puro? O metà e metà?
Ho avuto due esperienze con due case editrici differenti. Mi sono servite per capire che la mia strada doveva essere un’altra.
Attualmente sono un Self puro(sangue), ma sono pronto a valutare nuove proposte.
La vita mi ha insegnato che bisogna sempre tenere aperte tutte le porte. Gianni Morandi insegna 😉

I social: li usi per far conoscere e promuovere i tuoi libri?
Credo che i social siano l’unico strumento che possa permettere a un Self publisher di farsi notare e, in qualche raro caso, anche di competere con le grosse case editrici.

Se sì: quali sono i tuoi preferiti? Perché? Quali riscontri hai notato?
Sono partito con Facebook, che attualmente è ancora quello che mi porta maggiori riscontri. Poi, ho iniziato a utilizzare anche Instagram, ma su quella piattaforma non ho mai ottenuto lo stesso successo.
Infine, da qualche tempo ho aperto un account TikTok: staremo a vedere!

Hai una newsletter? Se sì, ogni quanto invii un aggiornamento?
Sì, ce l’ho e vi invito caldamente a iscrivervi. Eccola: NEWSLETTER.
Ho deciso di non inondare i miei lettori con fastidiosi spam. Invio comunicazioni soltanto in occasione di promozioni o nuove pubblicazioni.
Spero che apprezzino la mia premura. Non voglio essere un rompiscatole!

Hai un sito web? Se sì: è home made, oppure ti sei rivolta a un/una professionista?
Nella mia vita da scrittore ho fatto realizzare due siti Internet, entrambi da professionisti. Il primo è stato chiuso a causa del dominio non rinnovato. Il secondo credo che a breve farà la stessa fine. Un sito Internet è come un orticello: se vuoi che dia i frutti devi coltivarlo. E io, sinceramente, preferisco dedicare il mio tempo a scrivere romanzi e a promuoverli.
E poi, come dicevo prima, i social sono lo strumento attualmente più potente. Il sito, per certi versi, mi sembra superato.

Hai finito il tuo libro. Prosegui da solo, o ti rivolgi ad alcune figure (professionali o no), come beta reader, editor, grafico/a…
Da anni, i miei libri subiscono tutto il processo dell’editoria tradizionale: editor (che adoro) e grafica (che inizio ad adorare).
Sono due professioniste. Riescono sempre a tirare fuori il massimo, trasformando il mio libro in un prodotto di qualità.
A volte, quando la trama è particolarmente complessa, mi rivolgo a dei lettori beta. Finora, si è rivelata una gran bella esperienza e ha portato i frutti sperati.
L’impaginazione la curo io.

C’è ancora chi pensa che l’autore self sia uno che le CE hanno scartato.
Sì, sul Self i pareri sono ancora molto contrastanti, forse perché c’è poca chiarezza sull’argomento. Ci sono autori Self che vendono più copie rispetto ad autori pubblicati da case editrici. Nonostante questo, se tu sei un Self, dopo quindici libri ti chiamano ancora autore emergente.
A noi però non interessa: testa bassa sulla tastiera e avanti col prossimo romanzo. Augurandoci che sia un bestseller!

I concorsi: sì, o no?
Quando ho iniziato a scrivere, partecipavo spesso a concorsi letterari.
E l’ho fatto fino a qualche anno fa, convinto che fosse un buon modo per farsi notare. Poi, durante la partecipazione a un noto concorso, di cui non faccio il nome, è accaduto un episodio che non mi è piaciuto per niente. Tra i dieci romanzi finalisti, otto erano editi dalla stessa casa editrice che aveva nella scuderia di autori il presidente del concorso letterario.
Ho fatto la mia scelta: non sprecare più tempo (ecco di nuovo la mia ossessione che si ripresenta) per partecipare a concorsi letterari.
La mia giuria sono i lettori!

Progetti per il futuro?
Tanti. Anzi, tantissimi.
Ho nel cassetto diversi romanzi, sia della serie del commissario Walker sia di quella dello scrittore Roberto Marazzi. Non solo, ho scritto anche qualche romanzo con dei protagonisti completamente nuovi.
Muoio dalla voglia di farveli leggere!

Se volete leggere i romanzi di Nicola Rocca, fate click QUI. Oggi, vi presentiamo il suo nuovo thriller, “GRIDA – Il killer delle prostitute”.

Il commissario David Walker sta lavorando al caso di Elisa Verzeni, una ragazza violentata e uccisa in un parco alla periferia di Bergamo.
A distogliere l’attenzione dal caso Verzeni è l’omicidio di Nicoleta, una prostituta romena, il cui cadavere è stato rinvenuto in una zona di Dalmine nota per lo sfruttamento di giovani vite.
L’assassino ha infierito su di lei: le ha cucito la bocca, quasi a indicare che la donna dovrà rimanere in silenzio per l’eternità.
Un lavoro da professionista, degno della mano di un chirurgo, così sostiene il medico legale.
Trascorrono pochi giorni e le vittime, tutte prostitute, salgono a due e poi a tre.
Anche le loro bocche sono state cucite. Gli inquirenti capiscono di trovarsi di fronte a un assassino seriale, quello che i media chiameranno Il Killer delle Prostitute.
Il commissario Walker, affiancato dall’ispettore Scola, è alle prese con una caccia all’uomo senza precedenti.
Un inseguimento che lo trascinerà in un vortice di follia vecchio di oltre vent’anni.
E grazie al quale, forse, scoprirà la verità sulla morte di Elisa Verzeni.