La Bella Addormentata nel Bosco — nella sua forma più nota — racconta una storia in cui la protagonista è completamente privata di agenzia: subisce una maledizione, cade in un sonno indotto da forze esterne, e si risveglia non per una sua azione ma per l’intervento di un uomo che la sceglie e la “salva”. Anche nelle versioni più antiche, dove il risveglio avviene in modo diverso, ciò che emerge è un modello narrativo dove la donna non ha controllo sul proprio corpo, sul proprio destino o sulla propria sessualità.

Nella versione di Basile (Sole, Luna e Talia: vedi nota sotto), la situazione è ancora più radicale: la protagonista subisce un rapporto sessuale non consensuale mentre dorme, rimane incinta e dà alla luce figli senza mai essere cosciente dell’accaduto. In un’ottica femminista questa variante mette in evidenza un tema disturbante: la donna è un oggetto passivo, un contenitore di desideri e eventi, mentre gli uomini (il re, poi il principe) sono agenti attivi di trasformazione del racconto.

Questo mette in luce alcuni nodi problematici:
·       La rimozione del consenso: nella variante di Basile la narrazione normalizza un atto sessuale senza consenso, cosa oggi inaccettabile e incompatibile con la dignità umana.
·       La donna come premio o premio da conquistare: anche nelle versioni più edulcorate, la principessa è spesso descritta come “ricompensa” per il principe, anziché come individuo con diritti e desideri propri.
·       La soppressione dell’identità femminile attiva: Aurora / Rosaspina / Talia non prende quasi mai decisioni significative; il suo ruolo è reattivo.
Una lettura più critica invita a riformulare o riscrivere la fiaba in modi che valorizzino:
·       una protagonista con scelte reali e coscienza di sé;
·       un racconto in cui il risveglio sia metafora di autodeterminazione, non di salvataggio da parte di un salvatore maschile;
·       la sessualità e la maternità come esperienze scelte, non imposte o subite.
In altre parole: una fiaba degna di essere raccontata oggi è quella dove le donne non sono dormienti, ma protagoniste vigili della propria storia.

NOTA Esiste davvero una versione della “Bella addormentata nel bosco” in cui la protagonista viene impregn*ata mentre dorme e dà alla luce dei figli senza essere consapevole, ma non nella versione Disney o nelle edizioni moderne per bambini. La fonte di questo episodio è un’antica variante letteraria collegata alla fiaba di Sole, Luna e Talia di Giambattista Basile (1636), da cui derivano molte delle versioni successive della Bella Addormentata.
In Sole, Luna e Talia:
Talia (la futura “Bella addormentata”) cade in un sonno profondo per via di una profezia e rimane incosciente.
Un re la trova nel suo stato di sonno, la porta a letto e la possiede senza che lei sia consenziente, lasciandola lì.
Talia rimane incinta e dà alla luce due gemelli mentre è ancora addormentata. Uno dei bambini succhia la fibra che causava il sonno e la sveglia.
Solo dopo ciò lei conosce il re e vive con lui e i figli.
Questa trama non è presente nella versione di Charles Perrault o in quella raccolta dai Fratelli Grimm (che terminano con il risveglio tramite bacio), ed è probabilmente estranea ai racconti destinati ai bambini oggi.