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Recensione: When we were young, China Drama

Federica D’Ascani ci rende partecipi della sua nuova passione per i China Drama.

China drama (da non confondere con il When we were young omonimo dalla trama completamente diversa). 24 episodi da circa 45 minuti ciascuno (l’ultimo da 60).

Siamo nel 1996 e Yang Xi (Wang Peng) si sta allenando per una gara di corsa che le permetterà di entrare nell’università dei suoi sogni. Durante il furto della sua bici, però, viene ferita e questo le preclude la possibilità di gareggiare. Il fatto resterebbe un evento come tanti, se non fosse per una concomitanza di eventi che la porterà a conoscere Hua Biao (Hou Minghao), una sorta di genio che comincia fin da subito ad aiutarla in maniera del tutto disinteressata. Che sia dannatamente bello non guasta.
Partiamo dal presupposto che per questo drama ho sviluppato una mezza ossessione: per le musiche, la recitazione, la trama, i sentimenti.
Potrei parlarne per ore, analizzando tutto al microscopio, ma non credo che la cosa potrebbe essere di qualche interesse per chi mi legge, quindi vado subito al sodo: ho 34 anni e sono pazzamente innamorata di un personaggio di fantasia diciottenne, interpretato a sua volta da un attore che di anni ne ha 21.
Questo, già di per sé, dovrebbe dirla lunga.

Andiamo nello specifico: trama e recitazione. E musiche.
Se per quanto riguarda la storia abbiamo pochi cliché e molta originalità, a partire dal finale per nulla scontato, per la recitazione possiamo tranquillamente confermare l’assoluta bravura dei due protagonisti. Wang Peng e Hao Minghao costituiscono una coppia dalla grande alchimia, in grado di far provare allo spettatore ogni singolo sentimento. La cosa più entusiasmante, e questo molto più per chi ha la mia età piuttosto che per un ragazzo di 20 anni, è il riconoscersi nella sceneggiatura. I protagonisti vivono nel 1996, con Windows 95, le cassette stereo e la radio che impazza e costituisce la vera e propria voce dell’adolescenza (le trasmissioni d’amore… io avevo “per un’ora d’amore con Subasio” per dire.) Ci sono i poster degli idoli attaccati alle pareti delle camerette, i test per scoprire chi sarà la tua anima gemella, i balletti motivatori prima di un appuntamento (o subito dopo), i litigi con i fratelli per sciocchezze, ma anche la solidarietà delle amiche e degli amici mentre, rannicchiati in un angoletto col telefono in mano, si sbircia oltre il filo volante della cornetta per vedere se qualcuno sta origliando.
Insomma: un tuffo nel passato perfetto e coinvolgente.
Le musiche… cantate quasi esclusivamente da Hou Minghao, cantante oltre che attore, risultano coinvolgenti, dolci e malinconiche, a partire dai testi mai banali e piuttosto profondi, che parlano a noi adulti che ancora pensiamo ai giorni passati. Ecco, c’è questa sorta di malinconia che aleggia, mista all’allegria dei momenti vissuti, che si sposa perfettamente con le emozioni reali di chi ricorda con nostalgia e, perché no, rimpianto.

Molto importanti le tematiche affrontate, a volte poco comprensibili per noi occidentali abituati a un tipo di povertà un po’ diversa da quella cinese. Si respira, lì, una solidarietà e una “normalità” delle classi indigenti che qui è molto poco usuale. Credo che sia proprio questo aspetto, che si intreccia alla grande amicizia tra i vari personaggi, a rendere la serie ciò che è: a un passo dalla perfezione.
Scene degne di tante, tante note: il quasi bacio, il quasi bacio, il quasi bacio. (Un colpo allo stomaco a ogni fotogramma, una serie di emozioni intense e assolutamente perfette).
Voto: 5 stelline piene.

Unica raccomandazione: se non leggete in inglese, vi consiglio di aspettare che su VIKI, il portale/app di serie drama, finiscano di tradurre ogni puntata.

Credits:

Immagine di copertina: imdb.com
Immagine 1: cdramabase.com
Immagine 2: dramapanda.com
Immagine 3: Pinterest.

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Federica D'Ascani

Federica D'Ascani

1 Commento

  1. Virginia
    18 Giugno 2019 at 18:55 — Rispondi

    Che bello aver trovato un’altra italiana che la guarda! Io sono alla puntata 14 🙂

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