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Recensione: Stormhaven, di Jordan L. Hawk

Gli eventi misteriosi non sono una novità per il solitario studioso Percival Endicott Whyborne, ma trovare uno dei suoi colleghi che urla per strada chiedendo aiuto è piuttosto insolito. Allan Tambling afferma di non ricordare cosa gli sia successo nelle ore precedenti, ma qualcuno ha assassinato suo zio e Allan è coperto di sangue.
L’amante di Whyborne, l’affascinante ex-Pinkerton e detective Griffin Flaherty, acconsente a dimostrare l’innocenza di Allan. Ma quando il giovane viene dichiarato pazzo e rinchiuso nel manicomio di Stormhaven, Griffin è costretto a rivivere gli orribili ricordi della sua reclusione in un istituto psichiatrico.
Insieme alla loro amica Christine, i due uomini si addentrano sempre più a fondo in un’oscura ragnatela di cospirazioni, magie e omicidi. Il loro unico indizio è un artefatto scomparso che ritrae un dio sconosciuto. Chi l’ha rubato, e perché Allan non ricorda cosa sia successo? E qual è la verità dietro ai terribili esperimenti condotti all’inquietante terzo piano di Stormhaven?
Ci vorranno tutti gli incantesimi di Whyborne e tutta la temerarietà di Griffin per fermare gli assassini e salvare Allan. Prima, però, dovranno sopravvivere a una sfida ancora più grande: una visita della famiglia di Griffin.

Titolo: Stormhaven.
Autore: Jordan L. Hawk.
Serie: Whyborne & Griffin, Volume III.
Genere: Fantasy storico.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 3,74 (eBook); euro 12,00 (copertina flessibile).
Copia acquistata.

Whyborne e Griffin sono sicuramente una delle coppie meglio riuscite della serialità narrativa M/M. Complementari e problematici, continuano a evolversi, sia nei loro aspetti caratteriali sia all’interno della relazione di coppia.
Le insicurezze di Whyborne, convinto di essere brutto, sgraziato, inutile, si scontrano di continuo con le certezze di Griffin, che lo vede bello, seducente, prezioso. Ma questo gioco funziona anche al contrario. Il peso del passato tormenta Griffin, sgretola ogni sua sicurezza e lo fa sentire inadeguato nei confronti di Whyborne, che invece lo giudica il più onesto, leale e coraggioso degli uomini.
Quante e quali prove possono ancora affrontare due persone unite da sentimenti così profondi, ma sotto certi aspetti, inconsapevoli?
In questo nuovo episodio la sfida è durissima: indagare sui misteriosi pazienti rinchiusi nel manicomio di Stormhaven.

Quanta forza d’animo è necessaria per affrontare i propri incubi?
Un’indagine che potrebbe sconvolgere in profondità un uomo dalla psicologia già gravemente provata come Griffin, ma al suo fianco ci sarà sempre il suo amato Ival, colui che si considera inutile, vile, goffo, ma che trova sempre il coraggio necessario per stare vicino all’uomo che ama, al punto da ignorare i segnali di pericolo che incombono su di sé.
Una storia dove pathos, colpi di scena e continue dichiarazioni e prove d’amore si intrecciano in una struttura perfetta.
I misteri pericolosi sono costanti nella vita di Whyborne e Griffin, ma lo è anche la solidità dei loro sentimenti, di cui noi che li adoriamo non dubitiamo mai, ma sui quali, invece, loro hanno bisogno di continue conferme. E le conferme si susseguono, una situazione dopo l’altra, un incubo dopo l’altro.

In questo terzo episodio le sfumature horror sono più sottintese che esplicite. Ciò che contribuisce a creare l’aspetto angoscioso della storia è la terribile realtà dei manicomi dell’epoca, quasi più spaventosa delle creature soprannaturali che i protagonisti si trovano ad affrontare.
Così, tra sette segrete e divinità marine, famiglie tradizionaliste e genitori aridi e dispotici, il rapporto tra i nostri due eroi diventa sempre più consapevole, pieno di tenerezza e di una forza d’animo che si sta delineando come un solido focolare, dove trovare calore e conforto.

E poi c’è lei, Christine. Archeologa, donna forte e tenace, amica di Whyborne e totalmente solidale con entrambi. Una femmina audace e ribelle, decisa a non farsi ingabbiare nel ruolo che la società ha stabilito per lei. Coraggiosa, spericolata e con un’arma sempre a portata di mano. Un personaggio che, a fianco dei protagonisti, dà un valore in più alla storia.

Cinque stelline.

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Fernanda Romani

Fernanda Romani

Fernanda Romani è autrice della Saga Fantasy "Endora".
Socia di EWWA, collabora come "recensora" con il nostro Blog.

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