Silfrida è una giovane donna Gota, venduta come schiava dagli usurpatori dell’Imperatore Teodosio e poi adottata da una coppia di romani che abita nei pressi di Verona, sulla via Postumia. È timida e timorosa, la evitano tutti a causa della sua origine barbara. Ma il Fato è in agguato e la sua vita verrà sconvolta per sempre. Il Padre che credeva perduto è il temibile Alarico, a capo dell’orda di barbari che invade il nord Italia. Partirà alla sua ricerca accompagnata da un giovane e valoroso guerriero Goto. Ma i legionari romani sono sulle loro tracce, la battaglia del Tanaro incombe. Riusciranno i due giovani a coronare il loro sogno d’amore e ritrovare Alarico?

TITOLO: Silfrida, la schiava di Roma.
AUTRICE: Giovanna Barbieri.
GENERE: romanzo storico.
SERIE: stand alone.
EDITORE: Self-Publishing.
PREZZO:euro 2,99 (eBook); euro 9,35 (cartaceo).
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Siamo ormai al culmine dell’età tardo antica quando, spinti dall’orda unna, i Goti che si erano stanziati nella Pannonia come federati si preparano a invadere la penisola: in piena decadenza, certo, ma ancora incredibilmente ricca per chi vive di caccia, raccolta e bottino di guerra. A fermarli, però, c’è uno dei più valenti generali della storia di Roma: Stilicone, che proprio romano non era.
È infatti l’epoca in cui germani integrati e romanizzati difendono la patria adottiva da chi ha il loro stesso sangue, ma una cultura diversa. Forse è una parte della storia che i sostenitori della razza pura dovrebbero studiare.
Comunque, torniamo a noi. Il romanzo di Giovanna Barbieri ha il merito di introdurci in questo periodo troppo poco conosciuto del nostro passato. La storia inizia durante una delle tante battaglie tra esercito romano e Goti. I Germani non si spostano da soli, ma costituiscono un’intera comunità in movimento. Insieme ai guerrieri viaggiano i carri con le famiglie e le masserizie. Capita così che, in assenza di Alarico, la famiglia del capo venga rapita e costretta in schiavitù. Silfrida, che è ancora una bambina, è acquistata da una coppia di osti che la tratta come una figlia e l’adotta.
La sua vita, tutto sommato, trascorre serena fino al giorno in cui non scopre di essere la figlia rapita di Alarico.
Il richiamo delle origini è troppo forte perché possa resistergli. È questo il motivo per cui, insieme al coraggioso guerriero Ghiveric, inizierà un lungo viaggio alla ricerca della famiglia perduta nel corso del quale, inutile dirlo, troverà anche l’amore.
Definire “Silfrida, la schiava di Roma”, un romanzo rosa sarebbe, però, molto riduttivo. Il romanzo di Giovanna Barbieri è un romanzo storico nel vero senso della parola. Molto curato, ben scritto e documentato, presta una particolare attenzione alle vicende del territorio.
D’altra parte, per chi da tempo conosce l’autrice, non è una novità.
Consigliato agli amanti dei romanzi storici, che apprezzano la ricostruzione di ambienti, vicende, personaggi e non si limitano a cercare nel romanzo una semplice storia d’amore.

Cinque stelline.

Copia acquistata.

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