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Recensione: “Le gazze”, di Mark Edwards

Due perfidi vicini di casa e la tua vita sarà un incubo.
Jamie e Kirsty acquistano una casa nuova. È perfetta, in una zona tranquilla a dieci minuti dal cuore di Londra. Il loro futuro è rosa: vogliono sposarsi e avere bambini. I vicini li accolgono a braccia aperte, soprattutto i Newton, la coppia dell’appartamento col giardino. Sembra proprio nascere una bella amicizia.
Giorno dopo giorno, però, cominciano ad avvenire fatti inquietanti nella casa di Jamie e Kirsty. Ratti morti davanti alla porta e musiche terrificanti durante la notte sono solo i primi disagi: la paura vera arriva quando il migliore amico di Jamie cade in coma per un incidente in go-kart, avvenuto proprio in compagnia dei Newton.
Da quel momento Jamie e Kirsty non hanno più pace: i Newton li prendono di mira con una campagna del terrore e la tensione cresce insieme ad ansie e paranoie. La guerra psicologica a cui Jamie decide di non arrendersi diventa un’ossessione che trasformerà la casa dei sogni in un vero e proprio incubo.

Titolo: Le gazze.
Autore: Mark Edwards
Genere: Thriller.
Traduzione: Roberta Maresca.
Editore: Amazon Crossing.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 9,99 (copertina flessibile).
Copia fornita dall’Editore.

Come l’autore spiega nella sua postfazione, le gazze sono quegli uccelli che, per vivere, hanno bisogno di distruggere il nido altrui. Quindi, nella metafora umana, gazze diventano tutti coloro che tentano di distruggere il nido (nel senso pascoliano del termine) che ciascuno di noi costruisce con il proprio compagno o compagna che sia.
In breve, ecco la trama: Jamie e Kirsty sono due trentenni che decidono di mettere su casa insieme. A Londra, trovano l’appartamento dei loro sogni a un prezzo ragionevole. Ciò che non sanno è che, incluso nel pacchetto, ci sono anche due vicini estremamente sgradevoli.
Inutile dire che, almeno all’inizio, il romanzo ha toccato le mie corde più profonde: infatti, vivendo da sempre in condominio, di gazze ne ho conosciute parecchie. È con una certa vergogna che vi confesso di aver pensato che i due vicini molesti in fin dei conti non avessero proprio tutti i torti. Insomma: diciamocelo con chiarezza, non sempre fa piacere sentire i gemiti di due amanti che passano la notte ad accoppiarsi rumorosamente, soprattutto se il mattino dopo devi alzarti alle sei,  e non si gode nemmeno nell’essere perseguitati da tacchi che ti saltellano sulla testa, quando si vorrebbe stare in pace a pensare ai casi propri.
La situazione presentata dal romanzo, però, è un po’ diversa da quelle usuali, per cui, se all’inizio qualcuno può pensare che Jamie e Kirsty dovrebbero stare attenti e fare meno rumore, dopo un po’ ci si rende conto che i loro vicini sono due pericolosi psicopatici. E i condomìni, si sa, di psicopatici sono pieni, senza bisogno di scomodare Rosa e Olindo.
Nella sua “lettera al lettore” l’autore confessa di essersi ispirato a una vicenda realmente accadutagli e superata, poi, con il cambio di compagna e di casa.
Il libro mi è piaciuto anche se, nel procedere, la lettura ha abbandonato i contorni della normalità per assumere quelli a tinte forti dell’horror.
Consigliato a chi ama le storie ricche di suspense, nere da morire e prive di lieto fine. Non leggetelo se avete vicini di casa molesti. Potrebbero frullarvi strane idee per la testa.

Quattro stelle.

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Macrina Mirti

Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

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