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Recensione: Il commissario Botteghi e il Mago, di Diego Collaveri

Ma come si fa? Come si fa a scrivere così bene una storia che ispirandosi a Wetryk, famoso illusionista livornese degli anni Venti del secolo scorso, ha il pregevole merito di affascinare il lettore fin dalle prime righe?

Il mago, delineato storicamente, in funzione del superbo plot narrativo dell’autore, ha la prerogativa di far germogliare nell’inconscio del lettore, una piacevole trepidante magica suspence in attesa di scoprire il trucco e… l’assassino!

Diego Collaveri è bravo? No. Di più.

Silvan

È un antieroe, una persona imperfetta che, in un mondo imperfetto e in cui si sente a disagio, si aggrappa al lavoro come unica cosa funzionante nella sua vita. (Intervista a Diego Collaveri di 50/50 Thriller)

Titolo: Il commissario Botteghi e il Mago. L’ultima illusione di Wetryk.
Autore: Diego Collaveri.
Genere: Giallo.
Editore: Fratelli Frilli Editori.
Prezzo: euro (eBook); euro (cartaceo).

Un giallo particolare, questo di Diego Collaveri, appena uscito in eBook e in libreria per la Casa editrice Fratelli Frilli di Genova. Particolare per l’ambiente in cui si svolge la vicenda, quella degli illusionisti (vedere l’introduzione del Mago Silvan); e per la presenza a volte ingombrante della città di Livorno, che l’Autore ci presenta negli angoli più noti, ma anche nei vicoli più nascosti e malfamati.

Il protagonista, il commissario Botteghi, lo conosciamo da tempo: ferito nell’anima, privato anche dell’ultimo affetto familiare rimasto, sembra sempre a un passo dal baratro che potrebbe ingoiarlo. Il lavoro è rimasto l’unica ancora che lo trattiene da un gesto disperato. Il lavoro e il legame che si è creato con alcune delle persone con cui si rapporta.

Ottimi i comprimari, che non appaiono mai come macchiette o personaggi trasparenti, inseriti per fare numero. Ho apprezzato in modo particolari gli agenti che collaborano alle indagini.

Ben delineati i “villain” della storia, che vediamo puniti alla fine, dopo tanto penare da parte degli inquirenti. Dopo errori e fraintendimenti, che rendono molto umani i protagonisti.

Personalissimo il linguaggio dell’Autore, che si discosta da quello essenziale, e a volte brutale, tipico della narrativa gialla contemporanea. Un vezzo di Diego Collaveri.

Qualche refuso.

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L’Autore

Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale, collaborando con Emi Music come chitarrista, arrangiatore e paroliere.

Nel 2000 comincia a scrivere narrativa e poesia, ottenendo premi e riconoscimenti.
Nel 2001 vira verso la sceneggiatura, prima teatrale e poi per il cinema breve; l’anno successivo con la prima regia vince il concorso Minimusical indetto da La Repubblica e Fandango, con quest’ultima collaborerà come sceneggiatore per i successivi quattro anni. Intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (tra cui Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi), studiando storia della cinematografia mentre lavora sui vari set.

Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per produzioni video(videoclip, backstage, live show, booktrailer).

Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, a intervenire nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”.

Nel 2009 viene inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei.

Nel 2013 alcuni suoi racconti noir sono apparsi sul settimanale Cronaca Vera.

Dal 2014 collabora con LaTelaNera.com come critico cinematografico.

Dal 2015 al 2017 è docente di sceneggiatura e storia del cinema presso Scuola di Scrittura Carver di Livorno.

È tra gli autori che hanno prestato l’incipit per la Staffetta di Scrittura  Creativa  2018 della associazione BIMED(Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo) per le scuole superiori, in collaborazione con Ministero della Pubblica Istruzione.

Nel 2018 è tra i docenti del corso Form.Ed – Tecnico della Gestione delle Fasi di Lavorazione Editoriale indetto da Provincia di Livorno e Regione Toscana.

È tra gli ideatori di “Paura sotto la Pelle”, prima rassegna di incontri in Italia dedicata al genere mistery/crime e le sue trasposizioni tra narrativa, cinema e fumetto, tenutasi a Bologna a dicembre 2017, patron Pupi Avati.

Finalista Premio Alberto Tedeschi – Il Giallo Mondadori 2015.

Finalista Garfagnana in Giallo 2016 e 2017.

Menzione speciale della giuria Festival Giallo Garda 2017 e 2018.
Premio Internazionale di Letteratura Montefiore 2018 categoria Special Best.

Oltre alla serie Anime Assassine, nel genere noir è autore per Fratelli Frilli Editori di L’Odore Salmastro dei Fossi, Il Segreto del Voltone, La Bambola del Cisternino(in concorso al Premio Scerbanenco 2017).

www.diegocollaveri.it

https://it-it.facebook.com/DiegoCollaveriautore/

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da qualche anno, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 4 ottobre 2018 at 9:49 — Rispondi

    Cara Babette,
    come te ho apoena terminato la lettura del libro e a breve sarà pronta la mia recensione per thrillernord.
    Diego Collaveri mi ha fatto innamorare della figura di Mario sin dall’inizio e con questo romanzo dedicato a Wetrick ha risvegliato ancora di più la parte malinconica di me.
    Io non credo che Livorno sia ingombrante, anzi… Come sottolineato nelle recensioni precedenti, la città è fondamentale anche per capire l’animo di Mario, è inoltre affine e cornice perfetta per le indagini, con il porto, i suoi personaggi, la sua evoluzione durante i vari periodi storici.
    Spero che anche questa storia abbia il successo che merita.
    A presto
    Fiorella

    • Babette Brown
      5 ottobre 2018 at 16:52 — Rispondi

      Cara Fiorella, Diego è innamorato della sua città e Livorno, come tante “femmine”, se ne approfitta, talvolta. Hai ragione, il commissario è proprio un bel personaggio, umanissimo.

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