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Recensione: Devil’s Gate, di Thea Harrison

Quando scocca la scintilla tra una medusa e un vampiro, non c’è scampo né per gli uomini, né per le donne e tantomeno per i serpenti…
Come medico legale, la medusa Seremela Telemar si è sempre sentita più a suo agio a chiacchierare con un cadavere che con un drink in mano. Ma quando Vetta, la sua ribelle nipote, decide di andare a Devil’s Gate, una città senza legge che è spuntata da un giorno all’altro a causa di una moderna corsa all’oro, sa che deve tirarla fuori di lì prima che la ragazza si metta nei guai. Sebbene sia fiduciosa nell’abilità dei suoi serpenti di difenderla dagli attacchi, Seremela è po’ nervosa al pensiero di dover sfidare da sola il moderno Wild West.
Il vampiro Duncan Turner non ha intenzione di lasciare che la sua collega affronti in quel caos da sola. Il suo potere di vampiro e la sua fama di avvocato lo rendono l’alleato perfetto, e il fatto che abbia già messo gli occhi su Seremela per ragioni… più personali, non è certo un male. Comunque, qualsiasi pensiero romantico scompare quando arrivano a Devil’s Gate e apprendono che Vetta verrà impiccata all’alba.
Per salvare Vetta e loro stessi, Seremela e Duncan dovranno combattere il fuoco con la forza e la magia con le zanne. E dovranno pregare di uscire vivi da Devil’s Gate.

Titolo: Devil’s Gate (Serie Le Razze Antiche, Volume VI).
Autrice: Thea Harrison.
Genere: Paranormal Romance.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 2,48 (eBook); euro 10,00 (copertina flessibile).

È sempre un piacere tornare a colloquiare con Thea Harrison. Già. Ormai, siamo così in confidenza, che la lettura dei suoi romanzi della Serie Le Razze Antiche avviene con borbottii e suggerimenti da parte mia. Insomma, una lettura molto partecipata.
“Ma no, dai! Non puoi fargli/le questo!”
“Che ti sarai inventata stavolta!”
E così via.
In soldoni, Thea Harrison la adotterei volentieri. Fateglielo sapere, voi triskelline.
Bene, bene, bene… (si sfrega le zampette).

Questa volta -udite! Udite!- abbiamo un vampiro alle prese con una Medusa, una bella signora verde con tanti serpentelli che le scendono lungo la schiena. Un uomo normale scapperebbe a gambe levate, ululando per lo spavento, ma il nostro intrepido Duncan Turner non ha intenzione di farsi scappare quella meraviglia. Serpentelli (affettuosissimi nei suoi confronti) e pelle verde compresi.
L’occasione è data dalla ricerca della nipotina ribelle e scalmanata di Seremela Telemar che -cavoli, che guaio!- si trova niente meno che intrappolata a Devil’s Gate, uno dei posti meno raccomandabili sul pianeta. La ragazza è stata condannata a morte e i nostri dovranno salvare la fanciulla e riportare la pelle (verde o meno) a casa.

Piacevole, anche se finisce troppo presto (lo so, inutile ripetermelo, è un lungo racconto, ma io spero sempre che -magari durante la stampa- si allunghi un po’).

Buona la traduzione di Laura Di Berardino.
Cinque stelline.
#copiafornita dalla casa editrice

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da qualche anno, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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